31 MAG 2002

Immigrazione: Accordo nella maggioranza, Tabacci ritirerà l'emendamento, ma il governo si impegna sulle regolarizzazioni

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Si prospetta un lieto fine per il 'nodo' Tabacci sull'immigrazione.

Ricomposte le divergenze nella maggioranza di governo, l'emendamento sarà ritirato e il governo risolverà con un provvedimento il problema delle regolarizzazioniRoma, 31 maggio 2002 - In una Conferenza stampa a Palazzo Chigi, il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, il ministro per le Riforme Umberto Bossi e quello per i Rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi hanno comunicato le decisioni del Governo sul problema delle regolarizzazioni posto dall'emendamento Tabacci (Udc) alla legge Fini-Bossi sull'immigrazione,
che ha bloccato ieri l'esame del ddl alla Camera.L'emendamento del deputato dell'Udc all'art.

29 intende estendere a tutti i lavoratori extracomunitari 'in nero' la possibilità di regolarizzazione prevista invece dal ddl solo per gli extracomunitari 'collaboratori domestici'.Fini, una mozione in aula impegnerà il governoIl vicepremier Fini ha annunciato il ritiro dell'emendamento Tabacci: "Abbiamo trovato un accordo, Tabacci ritirerà il suo emendamento.

Ci sarà un ordine del giorno che impegnerà il Governo a trovare una soluzione.

Nessuna sanatoria, - ha ribadito - ma la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro in essere"."Serve un approfondimento di carattere tecnico, al termine del quale individueremo lo strumento più idoneo per garantire che alla contestualità politica si affianchi la contestualità legislativa", ha spiegato Fini riguardo le ipotesi circolate di un decreto legge o un disegno di legge per risolvere la questione.Soluzione forse nel decreto sui flussiRispondendo ad una domanda, Fini ha anticipato che potrebbe essere il decreto sui flussi la soluzione tecnica al problema politico nato in seno alla coalizione di governo sull'immigrazione: "Bossi ha richiamato la possibilità, da verificare, ma, a mio modo di vedere, saggia, di provvedere alla regolarizzazione a certe condizioni, che dovranno essere definite, attraverso il decreto sui flussi.

Trattandosi di uno strumento che non è quello evocato da qualche parte, la contestualità politica troverà attuazione giuridica e legislativa anche in base alla valutazione che faremo"."Se interverremo nella logica, da verificare, - ha aggiunto il leader di An - del decreto sui flussi, allora la legge che abbiamo presentato affida al ministro del Welfare il compito.

Se invece si interviene in un'altra logica e con un altro strumento", allora la competenza potrebbe andare al ministero delle "Attività produttive o al ministero dell'Economia"."Trattandosi di un tema squisitamente politico, - ha concluso Fini non c'è un soggetto deputato ad approfondire.

Ma sarà il governo nella sua collegialità" a chiarire.Giovanardi, c'è contestualità politicaRiguardo la "contestualità" richiesta dall'Udc tra l'eventuale stralcio dell'emendamento Tabacci e l'adozione di un nuovo provvedimento, il ministro Giovanardi (Udc) ha risposto: "Dal punto di vista politico c'è la contestualità.

Il disegno di legge sull'immigrazione sarà approvato dalla Camera in seconda lettura, poi tornerà al Senato.

Contestualmente l'ordine del giorno che sarà approvato vincola il governo a muoversi nella direzione detta.

C'è una contestualità politica.

Tecnicamente bisogna costruire il provvedimento"."Il governo ha deciso di affrontare il problema con un provvedimento ad hoc, che non arriverà alle calende greche, ma che darà una risposta seria e tempestiva alla questione posta", ha commentato Giovanardi.Bossi, l'immigrazione si legittima col lavoro"L'importante è che non ci saranno prove di forza di nessun tipo - ha sottolineato Umberto Bossi, il leader della Lega e ministro per le Riforme istituzionali - Era inevitabile che si sarebbe trovato un accordo che salva le buone intenzioni di tutti.

La scelta - ha spiegato - è stata quella di valutare successivamente gli strumenti per l'uscita dal nero di chi lavora.

E' chiaro - ha aggiunto - che l'immigrazione non è un diritto, ma si legittima solo con il lavoro, quindi a posteriori".Buttiglione, governo si impegna per ddl o decretoAl termine del Consiglio dei Ministri, il ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione (Udc) ha commentato confermando i termini dell'accordo: "Noi ritiriamo l'emendamento e il governo si impegna a presentare un decreto legge o un ddl: è stato raggiunto un accordo sulla linea che avevamo già preannunciato" e "si dovrà raccordare temporalmente con l'approvazione definitiva della legge Bossi-Fini".Riguardo lo strumento da usare, Buttiglione ha precisato la sua opinione: "L'unica strada credo che sia quella del decreto perché, anche se è giusto non ingorgare il Parlamento ritengo che su questa materia tanto delicata, la regolarizzazione di lavoratori in nero, esistano le condizioni di necessità e urgenza".Ad una domanda sui contrasti che questo tema ha causato nella maggiorzanza, Buttiglione ha risposto: "Sono state riconosciute le nostre ragioni, è stato faticoso ma Bossi alla fine si è convinto, anche se stavolta sono stati più combattivi Castelli e Maroni.

Tuttavia - ha concluso - è emerso con chiarezza che su questo tema della regolarizzazione abbiamo ragione noi".Tabacci soddisfattoSoddisfazione anche da parte di Tabacci, che, con il suo emendamento all'art.

29 della legge, aveva posto il problema delle regolarizzazioni: "Sono contento di aver concorso a risolvere un problema reale.

Do atto al governo di essersi mosso con puntualità, riconoscendo che il problema c'era e che andava risolto.

Prendo atto della decisione del governo - ha aggiunto - della contestualità annunciata tra l'entrata in vigore della legge sull'immigrazione e l'entrata in vigore del provvedimento sull'emersione".Tabacci ha poi osservato che l'emendamento non può essere ritirato, perché è stato firmato da altri parlamentari, tra cui alcuni dell'opposizione: "Qui non si tratta di ritirare niente - ha spiegato - ma eventualmente si tratta di convincere l'opposizione a non volerlo mettere ai voti.

Io penso che se si garantisce la contestualità tra i due provvedimenti riusciamo a convincere anche l'opposizione.

Lunedì siamo in aula e vediamo".

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  • Gianfranco Fini, vice presidente del Consiglio

    <br>Indice
    0:00 Durata: 2 min 18 sec
  • Umberto Bossi, ministro per le Riforme

    0:02 Durata: 52 sec
  • Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti col Parlamento

    0:03 Durata: 1 min 42 sec
  • Contestualità politica della soluzione del 'nodo' Tabacci per l'immigrazione; regolarizzazioni nel decreto dei flussi

    <br>Risposte alle domande dei giornalisti
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  • Tutela frontiere Ue; collaborazione tra paesi Mediterraneo su flussi migratori

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  • Soluzioni tecniche al 'nodo' Tabacci sulle regolarizzazioni

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