31 MAG 2002

Lavoro: Il governo toglie l'articolo 18 dalla delega, ma Cofferati rifiuta e rompe anche con Cisl e Uil

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Registrazione audio di "Lavoro: Il governo toglie l'articolo 18 dalla delega, ma Cofferati rifiuta e rompe anche con Cisl e Uil", registrato venerdì 31 maggio 2002 alle 00:00.
  • Il testo del verbale d'intesa

    <strong>Le dichiarazioni al termine del vertice</strong> Berlusconi e Maroni Sergio Cofferati Angeletti e Pezzotta Antonio D'Amato<p> <strong>Il governo trasferisce in un disegno di legge le modifiche all'art. 18 e firma un protocollo d'intesa con le parti sociali, ma Cofferati rifiuta e strappa l'unità sindacale. Polemiche virulente anche nella Uil.</strong><p><p>Roma, 31 maggio 2002 - Dal confronto riaperto oggi tra governo e parti sociali sulla delega per il lavoro escono i 4 articoli più controversi (art.18, arbitrato, incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali) che andranno a finire in un disegno di legge a parte che Parlamento e parti sociali dovranno discutere entro il 30 giugno.<p><strong>Rottura nell'unità sindacale</strong><p>Il governo ha quindi proposto quattro tavoli. La Cgil, però, si siederà soltanto a tre: "Discuteremo solo di fisco, emersione e Mezzogiorno – spiega la Cgil – ma non siamo disponibili a trattative sull'art.18". Chi firma quel verbale d'intesa sa che discuterà anche di questo".<p>La Cgil non ha firmato il verbale d'intesa ed al contrario si prepara ad un nuovo sciopero generale, mentre invece il documento ha raccolto le firme di Cisl e Uil. Si è determinata, dunque, una nuova rottura dell'unità sindacale.<p>Al termine dell'incontro vi è stato un reciproco scambio di critiche tra Cofferati e Angeletti: entrambi hanno giudicato la decisione dell'altro come un "grave errore".<p>Lo scontro ha coinvolto in pieno anche la Uil, dal momento che due segretari confederali, Paolo Pirani e Franco Lotito hanno duramente contestato la decisione di Angeletti definendola "un atto grave" e chiedendo l'immediata convocazione della direzione.<p><strong>Stralcio o non stralcio?</strong><p>Le dichiarazioni alla stampa hanno fatto registrare la soddisfazione da parte del presidente del Consiglio e del leader degli industriali, Antonio D'Amato.<p>Dal canto loro, Pezzotta ed Angeletti hanno rivendicato il conseguimento di un obiettivo parlando della decisione del governo di trasferire i provvedimenti di modifica dell'articolo 18, come "di uno stralcio".<p>A questa interpretazione dei fatti, si è però opposto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il quale la decisione assunta dal governo non è "uno stralcio, ma una separazione temporale" che "indica la volontà del governo di dialogare con le parti". <br>"La separazione temporale - ha spiegato Berlusconi - riguarda due provvedimenti legislativi: l'848, cioè il disegno di legge delega per la riforma del mercato del lavoro e il nuovo ddl, chiamato 848 bis, in cui confluiranno i punti più controversi della delega, tra cui le modifiche all'articolo 18".<p>"Il nuovo ddl - ha aggiunto Roberto Maroni, ministro del Welfare - resta in commissione lavoro al Senato. Il resto della delega può andare avanti velocemente".