04 GIU 2002
intervista

Tangenti Potenza: I deputati furono intercettati? E' polemica sulla lettera di Casini a Siniscalchi

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 15 min 55 sec

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Dei parlamentari hanno subito un'intercettazione telefonica nell'ambito dell'inchiesta di Potenza? Questo, in una lettera (Vai al testo), Casini chiede a Siniscalchi, ed è subito polemicaRoma, 4 giugno 2002 - Oggi il Presidente della Camera dei Deputati Pierferdinando Casini ha inviato una lettera al presidente della Giunta delle autorizzazioni a procedere di Montecitorio Vincenzo Siniscalchi in cui afferma che sarebbe "particolarmente grave" se tra gli atti dell'inchiesta di Potenza depositati alla Camera figurassero intercettazioni riguardanti conversazioni alle quali un parlamentare abbia preso parte.

Nella lettera Casini chiede al presidente Siniscalchi di verificare tale eventualità e di riferirgli tempestivamente per "porre in essere tutte le misure idonee a tutelare il rispetto delle prerogative dei parlamentari".Subito però, da ambienti giudiziari potentini si apprendeva che né nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Potenza, Gerardina Romaniello, né nella richiesta del pubblico ministero, Henry John Woodcock, atti trasmessi alla Camera dei Deputati e ora all'esame della giunta per le autorizzazioni a procedere, sarebbe riportato il testo di intercettazioni di conversazioni alle quali partecipano direttamente parlamentari.Durante l'inchiesta sulle tangenti sarebbero sì state eseguite decine di intercettazioni telefoniche: sarebbe accaduto che alcuni parlamentari abbiano telefonato o ricevuto chiamate da persone che avevano i telefoni sotto controllo, ma le registrazioni dei colloqui non sono state utilizzate dal pubblico ministero e saranno distrutte, secondo le regole stabilite dalla legge.

Gli atti emessi finora - hanno precisato le stesse fonti - contengono solo materiale "utilizzabile".Radio Radicale ha intervistato su questa vicenda Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), Vincenzo Siniscalchi e Alfredo Biondi (FI).Di Pietro, la lettera di Casini 'un attentato alla magistratura'Di Pietro ha definito la lettera di Casini "un attentato alla magistratura".

Per il leader dell'Italia dei Valori, Casini ha una scusante, che "non se ne rende conto.

Benché Presidente della Camera non conosce né la Costituzione né gli atti del procedimento in questione.

Sceglie delle tesi preconcette soltanto per screditare le istituzioni, senza rendersi conto del danno che crea"."Io ho letto il provvedimento dei magistrati - aggiunge Di Pietro - non c'è stato un solo parlamentare intercettato.

Sono state intercettate altre persone che parlavano anche con i parlamentari.

Come si fa allora a chiedere l'intercettazione di un parlamentare che viene chiamato a sua volta da altre persone? A questo punto l'intercettazione per il parlamentare sarà inutilizzabile, ma non può essere non considerata ai fini della valutazione delle prove e in ordine alla persona che parlamentare non è.

Una cosa è mettere sotto inchiesta il telefono di un parlamentare, altra cosa è mettere sotto inchiesta il telefono di chi parla con lui"."Scrivendo questa lettera - insiste l'ex magistrato - Casini sta mettendo in dubbio la professionalità e la correttezza della magistratura e ha già dato un pregiudizio nel momento in cui si deve giudicare sulla sussistenza di sufficienti indizi e della gravità dei fatti in ordine alla richiesta di misura cautelare avanzata dai Pm.

In questo modo Casini si è arrogato un diritto nei confronti della richiesta di autorizzazione a procedere all'arresto avanzata dai pm che non gli compete, perché spettava a tutto il Parlamento".Per Siniscalchi c'è un problema di vuoto normativoSecondo Vincenzo Siniscalchi, presidente della giunta per le autorizzazioni della Camera, chiamata a pronunciarsi sugli arresti domiciliari per Sanza a Luongo nell'ambito dell'inchiesta di Potenza, il problema dell'autorizzazione o meno all'utilizzo di intercettazioni indirette di parlamentari nasce dal vuoto normativo dovuto al fatto che dopo la riforma dell'articolo 68 sull'autorizzazione a procedere, non è stato mai approvato il decreto applicativo.L'articolo 68, spiega, contiene solo una "enunciazione di principio, ossia che le utenze dei deputati non debbano essere assolutamente sottoposte a intercettazioni, cosa che nessun giudice farebbe", ma se questa intercettazioni sono indirette, "si pone il problema dell'uso che se ne deve fare.

Da un lato - ha osservato - c'è la necessità di non disperdere materiale che può essere interessante per scoprire alcuni delitti, dall'altra il problema di garantire l'immunità parlamentare".Boato, la lettera di Casini un'iniziativa correttaA Di Pietro ha replicato Marco Boato, per il quale la lettera di Casini "costituisce una iniziativa assolutamente corretta, nel pieno rispetto dell'art.68 della Costituzione e di un corretto rapporto tra poteri e ordini dello Stato.

Per questo - ha sottolineato il capogruppo dei deputati del Misto - stupiscono le gravi dichiarazioni di Antonio Di Pietro che accusano Casini di 'attentato alla magistratura'.

Nessun attentato alla magistratura, ma una richiesta di verifica rivolto all'organo parlamentare competente nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno".Il presidente Casini, nell'intervento di oggi, ha deplorato proprio quegli aspetti che hanno spinto l'ex Presidente della Repubblica Cossiga a dimettersi da senatore a vita: il problema delle prerogative dei parlamentari.Le accuse a Luongo (Ds) e Sanza (FI)La Giunta dovrà pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari per i deputati Antonio Luongo (Ds) e Angelo Sanza (Forza Italia).

I due sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti.

Intanto il gip di Potenza ha respinto la richiesta di remissione in libertà o di concessione degli arresti domiciliari per l'imprenditore potentino Michele De Sio, il maggiore della Guardia di Finanza Ferdinando De Pasquale e coloro che sono ritenuti gli "intermediari" nel pagamento delle tangenti ai tre dirigenti dell'Inail di Roma: Emidio Luciani, Enrico Fede e Bruno Luongo.

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  • Vincenzo Siniscalchi, presidente della Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera

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  • Alfredo Biondi (FI), vice presidente Camera dei Deputati

    0:08 Durata: 5 min 16 sec
  • Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)

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