23 GIU 2002

Aggressione a Yasha Reibman: «E' ebreo», e giù pugni e calci. Tranne 'Libero', scandaloso censura della stampa

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Ieri al Gay Pride, appartenenti ai Centri sociali hanno aggredito Reibman perché ebreo.

Solo 'Libero' ne dà notizia.

Scandolosa censura del giornalismo italianoIl consigliere regionale lombardo dei Radicali italiani ed esponente della comunità ebraica milanese Yasha Reibman, è stato più volte aggredito durante il corteo del Gay Pride da un gruppo di persone che sarebbero appartenenti a centri sociali.

Sia durante lo svolgimento del corteo sia una volta giunti in piazza Cairoli dove si tiene il comizio del Gay Pride, Reibman è stato circondato, spintonato e preso a schiaffi e pugni da tre o
quattro persone che cercavano di strappargli di mano la bandiera di Israele.Solo un vistoso segno rosso sulla tempia destra e una bandiera israeliana distrutta sono state le conseguenze dell'aggressione di cui è stato vittima Reibman.

Mentre parlava con la stampa della prima aggressione spiegando perché aveva portato la bandiera di Israele è stato prima raggiunto dallo schizzo d'acqua di una bottiglia e poi quando si è girato, da un ceffone che lo ha preso in pieno volto.Piccoli attacchi a più riprese sono continuati anche dopo mentre Reibman chiedeva inutilmente l'intervento di forze dell'ordine che erano a pochi metri.

Solo quando il consigliere radicale ha minacciato di denunciare chi lo aveva aggredito sono intervenuti per disperdere il gruppetto: "Ho portato la bandiera di Israele - ha spiegato Reibman - perché nello Stato ebraico c'è più libertà sessuale che in Italia.

Là è legale il matrimonio tra omosessuali ed è consentita la fecondazione eterologa non solo per le coppie ma anche per i single".Pannella, il giornalismo italiano ha censuratoOggi sui giornali nessuna notizia dell'aggressione, solo il quotidiano 'Libero' ci apre la prima pagina.

Eppure per Agnoletto aggredito al Ghetto di Roma accorsero tutti.

"Più grave di questa aggressione, - ha affermato Marco Pannella intervenendo stamani a Radio Radicale in diretta telefonica - non sorprendente per noi, di stampo fascista, comunista, no global, la vera sorpresa è che 'Libero' ne abbia fatto la notizia del giorno mentre tutto il giornalismo italiano ha censurato"."Occorre mobilitarci - ha proseguito il leader radicale - perché anche in israele non ci sia un censura.

Suggerisco a ebrei e democratici italiani di mobilitarsi per far conoscere Libero perché le Tv parlino in israele, dove si parla solo quando l'Europa fa una politica ambigua, per continuare a sollecitare diffidenza reciproca tra il popolo israeliano e il popolo europeo, esigendo che la società israeliana sia con libertà informata anziché censurata da editori, direttori, giornalisti dominanti anche là".Lerner, imbarazzante il silenzio della stampaIl giornalista televisivo Gad Lerner, delegato al quarto congresso dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane in corso da stamani a Roma, ha così commentato l'episodio: "Ho trovato imbarazzante il silenzio della stampa di oggi sull'aggressione subita ieri a Milano da Jasha Reipman, consigliere regionale radicale, ed ebreo"."Reibman è stato aggredito in quanto ebreo e perché portava una bandiera israeliana e voleva ricordare che in Israele c'è libertà sessuale a differenza dei paesi arabi.

L'aggressione è opera dei centri sociali che hanno così violato il tabù di colpire un uomo in quanto ebreo"."Questo silenzio della stampa - ha proseguito il giornalista - è tanto più imbarazzante se si pensa a quanto risalto hanno dato i giornali, giustamente, alla vicenda di Vittorio Agnoletto nel Ghetto di Roma.

Considerare una non notizia quanto accaduto ieri - ha concluso Lerner - è indice di un'assuefazione molto pericolosa".

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