28 GIU 2002

Marco Biagi: Pannella, come Moro e D'Urso, strage di diritto diventa strage di persone (Intervento a RR durante e dopo Stampa e Regime)

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"Quando la morte civile si estende troppo, diventa sterminio di popoli".

Sul plenum della Camera e le due giornate di fame e sete di legalità, denuncia le mistificazioni del giornalismoRoma, 28 giugno 2002 - E' stato lo scoop della pubblicazione oggi sul quotidiano 'la Repubblica' delle lettere di Marco Biagi, in cui il collaboratore del Ministero del Lavoro invoca una scorta per sé e parla di 'minacce' di Cofferati, ad indurre Marco Pannella ad intervenire in diretta telefonica su Radio Radicale, durante 'Stampa e Regime'.Biagi non era terrorizzato, ma lucido come Moro"Biagi - ha esordito
Pannella durante 'Stampa e Regime' - non era terrorizzato, aveva l'intelligenza piena della valenza e della moralità assassina e di sterminio, come ai tempi dell'assassinio di Moro, di cui il potere di Pci e Dc fu mandante, Biagi era lucido, come, con le sue lettere, era lucido Moro.

Questo sistema e queste persone, che sono tutte ormai espresse dal comportamento di Cofferati, che rappresenta bene governo e opposizioni, ci stanno portando alla stessa situazione".Plenum Camera: il mistificante silenzio o le mistificanti parole della stampaA conclusione della trasmissione, Pannella è intervenuto di nuovo, ma stavolta commentando la copertura data dalla stampa alla decisione di ieri della Conferenza dei capigruppo di convocare per il 15 luglio la seduta della Camera sui seggi vacanti: "Solo noi radicali, detenuti, 3200, riteniamo che in una civiltà libera e democratica l'unico modo di assicurare pace e vita civile sia che ogni cittadino sia e dia corpo alla legalità di leggi e istituzioni che non approva, contro le quali cerca anche di costruire riforme profonde"."La stampa italiana - ha accusato - continua a dare a quel problema solo un mistificante silenzio o mistificanti parole, al di là di una volontà di menzogna, non in malafede.

'La Stampa', - ha notato - pur con manifeste ottime intenzioni e volontà di simpatia per la nostra lotta, ha pubblicato un articolo ammasso di inesattezze e di disinformazione, nulla di quello che è importante del problema emerge, nemmeno indirettamente".Baldassarre cessi di essere fuori legge"E a Baldassarre, ex presidente della Corte costituzionale, presidente Rai, - ha aggiunto - gli segnaliamo da tempo l'annientamento totale in Rai della vita istituzioni.

Gli chiediamo di cessare di essere contro legge, perché vuol dire che appena si diventa presidenti non conta più quello che si pensa, si scrive, si insegna"."Né parlano - ha osservato Pannella - delle due giornate di 'sete e fame di diritto e giustizia per la legalità', che sta organizzando, per la prima volta, un soggetto politico nonviolento, secondo unanime riconoscimento dell'importanza di obiettivi e del metodo"."Il giornalismo italiano, con il partito dei pm, ha spiegato il leader radicale - è espressione della classe dominante, in cui i politici sono un ceto attivo ma subalterno.

La Rai - ha sottolineato - non ospita la vita delle istituzioni nei territori gestiti dai baroni Vespa, Santoro e Biagi, perché, in assoluto arbitrio, danno garanzia di non avere nella loro professionalità nemmeno il più tenue segno di informazione rispettosa della legalità istituzioni, diritti".Chiediamo che la Camera decida, qualsiasi cosa, ma decidaNoi radicali e detenuti, ha ribadito Pannella, "chiediamo solo che la Camera decida quello che le pare, ma che decida, per interrompere l'atmosfera putrefatta per cui qualsiani problema di stato e di diritto rimane aperto per il protrarsi del mercato delle vacche delle istituzioni.

Che l'attività costitutiva della Camera di questa legislatura si compia", ha insistito.Eppure, ha osservato l'eurodepuato radicale, "l'obbligo di plenum degli organi costituzionali veniva evocato dalla Corte costituzionale per far fuori i referendum radicali che rischiavano, a loro dire, con il maggioritario, di non consentire il plenum".Si tiene aperto il 'mercato delle vacche'Secondo Pannella, con la decisione di tenere la seduta in aula il 15 luglio, "hanno deciso di rimandare a ottobre", e tratteranno la soluzione insieme alla spartizione dei giudici da eleggere al Csm."Avevamo avvertito Ciampi - ha ricordato - e il 30 giugno il parlamento, invece di eleggere i giudici del Csm è andato deserto, perché ufficialmente partiti hanno chiesto di sapere prima l'esito del voto dei magistrati, e dopo, sulla base di quello, stabilire i criteri con cui si spartiscono i giudici, per eleggere l'avvocato di Berlusconi però serio comunista; E' un mercato delle vacche a spese del diritto", ha denunciato.Le lettere di BiagiPannella ha poi collegato la vicenda del plenum della Camera a quanto avvenuto oggi sul caso Marco Biagi: "Il rispetto del diritto è il presupposto della vita civile, senza di cui c'è morte civile, e quando la morte civile si estende troppo, diventa morte e sterminio".Il dna comunista di Cofferati resta assassino"I Cofferati e dintorni - ha spiegato - che oggi evocano i diritti appartengono alla storia che conosciamo: per mezzo secolo nel mondo i liberali come noi e la povera gente sono stati sterminati perché liberi o liberali da un dna comunista, controriformista, che resta assassino"."Ieri - ha proseguito - ci assassinavano perché liberali o liberi, oggi ci impiccano, come fa Cofferati, perché non siamo liberali e loro sono i veri difensori estremi dei diritti, loro - ha osservato con ironia - che i diritti li hanno sempre intesi come privilegi di classe, che hanno realizzato con il loro dna e continuano e realizzare lo sterminio di persone, di popoli e civilità".Biagi come Moro e D'Urso.

Gli 'informatori' di 'la Repubblica'Pannella infine, ha dato la seguente interpretazione del caso Biagi e dell'odierna pubblicazione delle lettere, con cui si vuole mettere in risalto la sua 'paura' prima dell'attentato mortale, in cui si parla delle 'criminalizzazioni' subite da Cofferati, e definite uno "splendido, atroce esplodere improvviso dell'intelligenza politica storica, umana, calda, non d'angoscia e di paura di Biagi"."Come Aldo Moro - ha spiegato il leader radicale - Biagi, nella prigione esterna del territorio italiano, scrive le stesse lettere di Moro: adesso, in morte di Biagi, per tutelare la menzogna, si fa l'operazione che si fece in vita per assassinare Moro da parte dei morotei più stretti e vicini, da parte di una guida morale Pci-Dc"."Tutti - ha ricordato - dissero che Moro non doveva essere ascoltato, ormai era o pazzo o vile, non libero; noi l'avremmo salvato se non fosse stata imposta una scientifica censura di chi gridava la verità che lo si stava assassinando, oggi una verità storica riconosciuta anche da Francesco Cossiga 'l'etica emergenza lo imponeva', ammette".P-2, p-38, p-ScalfariNoi radicali, ha proseguito Pannella, "dopo, contro questa etica infame e assassina, salvammo il magistrato D'Urso, pur fra gli informatori di 'la Repubblica', Senzani e il generale Galvaligi.

Era necessario che fosse assassinato per formare un governo d'emergenza preannunciato p-2 p-38 p-Scalfari"."Adesso Biagi viene presentato come quello che aveva paura e scriveva a tutti, come Moro scriveva a tutti.

Ma era lucido.

E lucidità sistemica ha avuto l'alleanza tra i criminalizzatori dei D'Antona e dei Biagi e i pavidi "nemici" co-mafiosi del potere e dell'opposizone, più l'ignavia del giornalismo italiano".Se Biagi si fosse rivolto a noi"Biagi - si è rammaricato Pannella - ha commesso l'errore di non aver informato noi, se ci mandava copia di quelle lettere avrebbe parlato attraverso Radio Radicale".

E' stata, ha detto, una "messa a morte da parte della partitocrazia e della sindacatocrazia e le argomentazioni di Cofferati sono argomentazioni da impiccatore, adesso lui - ha aggiunto ironicamente - è il vero difensore dei diritti, quando con la sua politica sindacale in difesa di minoranze di privilegiati, ha sterminato un popolo di disoccupati"."Vedo - ha concluso - le cause degli assassinii presenti e imperanti, per le quali ci furono stragi di popoli colpevoli solo di essere miseri".

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