01 LUG 2002

Corte penale internazionale: Da oggi in funzione, Usa contrari. A rischio missioni Onu

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 42 min 52 sec

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Registrazione audio di "Corte penale internazionale: Da oggi in funzione, Usa contrari. A rischio missioni Onu", registrato lunedì 1 luglio 2002 alle 00:00.

Tra gli argomenti discussi: Esteri.

La registrazione audio ha una durata di 42 minuti.
  • La corrispondenza di Giovanna Reanda

    <br>Indice
    0:00 Durata: 1 min 45 sec
  • Audio completo da Radio Radicale

    <strong>Da oggi in funzione all'Aja la Corte penale internazionale permanente. Ma gli Stati Uniti sono contrari e chiedono l'immmunità per i loro soldati: a rischio le missioni di Pace Onu</strong><p>Lunedì 1 luglio 2002 - E' entrata in funzione oggi all'Aja, quattro anni dopo la sua istituzione a Roma, la Corte penale internazionale permanente (Cpi). Dovrà perseguire crimini di guerra, crimini contro l'umanità, gravi violazioni dei diritti umani e genocidio. A insediarsi per ora sarà una prima avanguardia di giudici e funzionari mentre l'effettiva messa a regime della Corte è prevista entro il 2003.<p><strong>Hanno aderito 73 paesi</strong><p>Dall'accordo, siglato nel 1998, sono serviti anni di lavoro diplomatico e di sensibilizzazione, condotti, tra gli altri, dall'associazione 'Non c'è pace senza giustizia' e da Emma Bonino, prima arrivare alle 60 ratifiche necessarie secondo Statuto per permettere l'avvio effettivo del nuovo tribunale. Ad oggi sono ormai ben 73 i Paesi che vi hanno aderito.<p><strong>'No' di Russia, Israele, Cina e Stati Uniti</strong><p>Tra chi non ha ancora aderito, e sembra non intenda farlo, Russia, Israele, Cina e Stati Uniti. Questi ultimi temono che la Corte penale possa ingiustamente intentare azioni giudiziarie, in base ad accuse sostanzialmente politiche, contro un "American Servicemember"(militare o civile) e sono preoccupati per quella che considerano la mancanza di adeguati contrappesi al potere della nuova istituzione.<p>Tuttavia, in base al principio di complementarità dello Statuto del TPI, non c'è alcun rischio che un soldato di un paese democratico non sia prima di tutto suscettibile di esser giudicato dalla giustizia del proprio paese.<p>Non solo lo Statuto non sarà posto alla ratifica davanti al Senato, ma l'Amministrazione Usa rifiuterà anche di cooperare con la Corte. Marisa Lino è stata nominata a capo di una struttura del Dipartimento di Stato incaricata di negoziare accordi bilaterali con più paesi possibili per escludere la giurisdizione della Corte sempre e comunque.<p>Così gli Usa hanno chiesto che i militari americani impegnati nelle missioni di pace non siano soggetti alla giurisdizione del tribunale penale e che ciò venga garantito dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. Dodici delle 15 nazioni del Consiglio di sicurezza tuttavia hanno recentemente risposto negativamente a questa richiesta e si sono pronunciate contro la garanzia di immunità ai soldati statunitensi.<p>In precedenza c'erano stati dei tenativi analoghi, fallito per coloro che sono impegnati a Timor Est, e, a livello locale, per l'Afganistan, riuscendo ad ottenere una clausola di esenzione passata sotto silenzio o quasi, proprio pochi giorni fà, con l'avallo dei paesi europei impegnati nell'area.<p>Il Congresso americano ha varato inoltre la settimana scorsa l'American Servicemembers Protection Act che appunto afferma che mai questa categoria di persone potranno essere processati o inquisiti, che minaccia ritorsioni ai danni di chi ha ratificato e che autorizza il presidente all'uso della forza per "liberare" un servicemember eventualmente detenuto all'Aia.<p><strong>A rischio la missione Onu di polizia internazionale in Bosnia</strong><p>Come prima conseguenza, il consiglio di sicurezza dell'Onu ha potuto estendere per soli tre giorni la missione della polizia internazionale in Bosnia, che è messa a rischio dalla richiesta degli Stati Uniti di assicurare ai membri americani della missione l'immunità da eventuali azioni della Corte penale internazionale. L'ambasciatore americano John Negroponte aveva messo il veto a una risoluzione che che avrebbe esteso la missione di addestramento della polizia bosniaca di altri sei mesi.<p>Se non ci fosse stato il voto, la missione forte di 1.500 persone sarebbe scaduta a mezzanotte di domenica. Francia e Gran Bretagna avevano cercato di ottenere una estensione fino al 15 luglio, ma gli Usa hanno accettato solo 72 ore, che dovrebbero ora servire per cercare una difficile soluzione.<p>Negroponte ha spiegato che il veto e il breve rinvio dovrebbero sottolineare l'importanza che gli Stati uniti ripongono alla questione e ha chiarito che non si tratta solo della Bosnia: "E' una questione che riguarda in generale le missioni di pace". Ce ne sono attualmente 14 in tutto il mondo il cui mandato nei prossimi mesi dovrebbe essere rinnovato.<p>"Il mondo non può permettersi una situazione nella quale il Consiglio di sicurezza è profondamente diviso su una questione di tanta importanza - ha reagito il segretario generale dell'Onu Kofi Annan - una questione che potrebbe avere conseguenze per tutte le operazioni di pace dell'Onu".<p><strong>La struttura e l'origine della Corte</strong><p>Il nuovo tribunale sarà composto da una squadra di pubblici ministeri, inquirenti, funzionari e da 18 giudici, eletti per un periodo di nove anni, che vigileranno per indagare, giudicare e punire aventuali reati. La Cpi, che non è un organismo dell'Onu, potrà giudicare solo reati commessi dopo l'1 luglio 2002, data del suo insediamento nella capitale olandese ed è l'unica Corte al mondo "permanente" e con giuridizione universale.<p>La Cpi non potrà infliggere condanne alla pena capitale e anche la detenzione a vita è prevista solo per pochissimi reati; i giudici potranno usare gli strumenti delle sanzioni pecunarie e della confisca dei beni.<p>Le origini del Tribunale vanno ricercate nell'Assemblea Generale dell'Onu dell'95 che vara un Comitato ad hoc per discutere dell'istituzione della corte sulla base di una bozza preparata l'anno prima. Dal 1997 in poi gli Stati membri delle Nazioni Unite cominciano a manifestare un ampio consenso per l'istituzione del tribunale.<p>Questo processo culmina nella Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite che si riunisce nel 1998 a Roma, e che approva lo Statuto del TPI con 120 voti a favore, 7 contrari e 21 astensioni. Lo Statuto stabilisce che sono necessarie 60 ratifiche per la sua entrata in vigore, obiettivo che molti osservatori ritenevano potesse richiedere almeno 10 anni.<p>Il cammino, invece, si rivela più rapido: l'11 aprile 2002, a meno di quattro anni dall'approvazione dello statuto, le 60 ratifiche sono raggiunte e superate. Attualmente i Paesi ratificatori sono 73 e molti altri hanno avviato le procedure di ratifica. Secondo un sondaggio commissionato all'Abacus da 'Non c'e' pace senza giustizia', comitato di sostegno al TPI, il 74% degli italiani ritiene il Tribunale Penale Internazionale uno strumento efficace <em>(Vai al sondaggio)</em>.
    0:00 Durata: 21 min 26 sec
  • Gianfranco Dell'Alba, parlamentare europeo 'Lista Bonino', segretario NPWJ

    <br>Le interviste
    0:01 Durata: 4 min 20 sec
  • Sottosegretario Baccini

    0:06 Durata: 22 sec
  • Maria Carmen Colitti, legal adviser NPWJ

    0:06 Durata: 9 min 13 sec
  • Sergio Stanzani, presidente NPWJ

    <p> Il sondaggio di 'Non c'è pace senza giustizia<p><strong>Servizi correlati</strong> 12.04.2002: "I pro e i contro" (Dibattito con Bonino, Stanzani, Caracciolo e Gambino) 11.04.2002: Un successo di Emma Bonino e Npwj 11.04.2002: La celebrazione al Quirinale con Kofi Annan e Carlo Azeglio Ciampi 11.04.2002: Conferenza stampa di NPWJ<p><strong>Link</strong> Il sito dell'Associazione 'Non c'è pace senza giustizia'
    0:15 Durata: 5 min 46 sec