18 LUG 2002

41 bis: La commissione Antimafia chiede di renderlo ordinario (i commenti di Centaro e Maritati)

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La Commissione Antimafia ha approvato all'unanimità un documento in cui chiede al Parlamento di rendere stabile e ordinario il carcere duro previsto dal 41bis, finora provvedimento straordinarioLa Commissione Antimafia ha approvato il documento nel quale si chiede che il 41 bis, norme speciali di detenzione che sospendono alcune garanzie dei regolamenti carcerari, entri a far parte dell'ordinamento giuridico "in modo stabile ed ordinario, annullando la logica emergenziale che, oltre gli inconvenienti provocati a livello esecutivo, ha ingenerato negli ambienti criminali mafiosi una crescente aspettativa di superamento dell'istituto".Il documento, che sarà trasmesso ai presidenti di Camera e Senato, prevede inoltre che il provvedimento con il quale si dispone l'applciazione del regime detentivo ai sensi del 41 bis passerebbe dalla attuale durata annuale rinnovabile ogni sei mesi, fino a 2 o 3 anni, con proroghe successive della stessa durata.Con questa delibera, approvata all'unanimità, la Commissione Antimafia ha inteso fornire il proprio contributo della commissione alla discussione dei ddl di riforma del "carcere duro", iniziata ieri in Commissione Giustizia a Palazzo Madama.La Commissione ha chiesto anche di estendere il 41 bis ai reati di terrorismo, traffico degli esseri umani, riduzione in schiavitù, traffico di sostanze radioattive e riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, in quanto siano espressioni di realtà criminali radicate sul territorio.

Viene altresì proposto di lasciare al ministro della Giustizia la competenza di adottare il provvedimento e al tribunale di sorveglianza quella di decidere sui reclami.Centaro, il Parlamento lo introdurràDopo il voto della Commissione Antimafia, il presidente Roberto Centaro (FI), si è detto sicuro che il Parlamento introdurrà stabilmente nell'ordinamento penitenziario il 41 bis, il cosiddetto carcere duro per i mafiosi, e ha giudicato "isolate" le voci di dissenso che vi sono dentro Forza Italia.Isolate le voci di dissenso in Forza ItaliaAi giornalisti che gli chiedevano delle divisioni nella maggioranza e soprattutto nel suo partito sul fatto di rendere definitiva questa norma, Centaro ha risposto: "La proroga di quattro anni del 41 bis l'ha decisa il governo, ma ritengo che la maggioranza parlamentare potrà arrivare alla stabilizzazione".

Dentro Forza Italia "sono voci isolate quelle che si sono levate.

E comunque sarà il Parlamento a decidere"."La Commissione Antimafia, - ha spiegato - che ha votato all'unanimità, racchiude in sé Camera e Senato e il capogruppo di Forza Italia in Commissione risponde a nome dei gruppi di entrambi i rami del Parlamento".Anche Maritati ottimista sulla stabilizzazioneOttimista sulla stabilizzazione anche il relatore del documento approvato Alberto Maritati, secondo il quale la pronuncia di oggi dell'Antimafia peserà "molto" sulle scelte del Parlamento: "All'unanimità si è votato un testo che contiene un punto fondamentale: la stabilizzazione del 41 bis il che significa togliere ogni velleità che questo strumento, che si è rivelato utilissimo, possa essere revocato dalla maggioranza del momento".Anche Centaro ha auspicato che "la stabilizzazione faccia venire meno aspettative che regolarmente si sono proposte ogniqualvolta si è parlato di proroga del 41 bis".Il perché della stabilizzazioneQuattro pagine del documento approvato sono dedicate a spiegare le ragioni che rendono necessaria la stabilizzazione del 41 bis.

"Lo stato di carcerazione ordinaria non impedisce tuttora ai capi e ai gregari delle associazioni criminali di continuare a svolgere le funzioni di comando e direzione in relazione ad attività criminali eseguite all'esterno del carcere, ad opera di altri criminali in libertà".Non manca un riferimento alle proteste dei detenuti di questi giorni contro il carcere duro, viste come una ragione di più per procedere sulla strada indicata dalla Commissione.

"Da quasi 10 anni le cosche criminali hanno attuato differenti strategie per vedere realizzata l'insana aspettativa di un superamento dell'istituto sia attraverso azione di protesta, come quella in atto anche in questi giorni, sia con attentati e stragi o con l'assurda pretesa di avviare impossibili trattative con lo Stato".Per questo "è giunto il tempo di chiudere definitivamente questo scenario privando, una volta per tutte, le organizzazioni mafiose della speranza che il regime detentivo speciale possa venir meno".

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  • Roberto Centaro (FI), presidente commissione Antimafia

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  • sen. Alberto Maritati, il relatore del documento

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