19 LUG 2002
intervista

Berlusconi: Mi 'sacrifico' al Quirinale solo con il presidenzialismo

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 3 min 30 sec

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"Berlusconi: Mi 'sacrifico' al Quirinale solo con il presidenzialismo" .

L'intervista è stata registrata venerdì 19 luglio 2002 alle ore 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 3 minuti.
  • Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio

    <strong>A Berlusconi interessa continuare a governare il paese. Dunque è pronto a candidarsi al Quirinale solo se passerà la riforma presidenzialista, che darebbe poteri di governo al capo dello Stato. Negative le reazioni a sinistra, positive quelle di Fini e Buttiglione</strong><p>Roma, 19 luglio 2002 - "Con estrema franchezza - ha affermato oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - devo dire che io ho in testa il cambiamento del Paese; voglio modernizzarlo, renderlo più competitivo, e con l'attuale sistema e andando al Quirinale è difficile realizzare tutto ciò in una legislatura. Quindi se rimane l'attuale sistema io mi ripresenterei per governare altri cinque anni questo Paese".<p>"Se invece - ha aggiunto Berlusconi - facciamo la riforma istituzionale e governare il Paese significa diventare presidente della Repubblica, io mi sacrificherò".<p>Rispondendo alle domande dei giornalisti prima di entrare in aula alla Camera per il voto di fiducia, Berlusconi ha spiegato che "non c'è bisogno del mio 'via libera' visto che è nel nostro programma di governo. E' una riforma necessaria per dare un assetto istituzionale più stabile al nostro paese, che ha avuto in cinquant'anni governi che duravano in media solo un anno. Serve per dare maggiori capacità decisionali al governo che consentono di fare il bene del Paese".<p><strong>Violante, un altro annuncio prematuro</strong><p>"Io penserei a fare bene il presidente del Consiglio", ha sarcasticamente commentato il capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante. "Berlusconi fa sempre annunci prematuri come il contratto con gli italiani, le riduzioni delle tasse e così via. Questo è un altro di quegli annunci prematuri che, spero per lui, non facciano la stessa fine degli altri".<p><strong>Escamotage per distrarre dalle difficoltà economiche</strong><p>"E' naturale che il presidente del Consiglio pensi a questo tipo di carriera politica, ma coi tempi che corrono per il governo non so che cosa ne penseranno gli italiani. Mi pare che i tempi siano abbastanza grami". Inoltre, a giudizio dell'esponente diessino, la riforma presidenzialista "così com'è costruita è un escamotage rispetto alle difficoltà economiche gravissime e allora si parla d'altro. Noi vogliamo parlare delle cose che sono sul tappeto".<p>Identica l'opinione del capogruppo della Margherita alla Camera Pierluigi Castagnetti: "Colossale operazione di distrazione dell'attenzione del dibattito dai conti pubblici e l'attività del governo".<p>Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto ha invece ironizzato sul fatto che Silvio Berlusconi è pronto a "sacrificarsi" per fare il capo dello Stato in un sistema presidenzialista e rilevato il suo "delirio di onnipotenza".<p><strong>Mussi, l'obiettivo è un nuovo centralismo</strong><p>"Che Berlusconi aspirasse anche al Quirinale, cambiando la Costituzione, non è un annuncio così nuovo e sorprendente". Il vicepresidente della Camera Fabio Mussi, del 'Correntone' Ds, ha affermato di aspettarsi un annuncio del genere da parte del Presidente del Consiglio.<p>"Qualche giorno fà dissi al mio partito - ha ricordato Mussi - che lì saremmo andati a parare e che i fuochi d'artificio del federalismo di Bossi servivano a coprire l'intenzione vera che è quella di un nuovo centralismo presidenziale. Oggi ho delle conferme. Oggi esce fuori la ciccia vera, l'arrosto, che sta dietro il fumo del presidenzialismo".<p><strong>Fini, Berlusconi candidato autorevole</strong><p>Il vicepremier Gianfranco Fini non ha escluso che in questa legislatura possa essere presentato un ddl di riforma costituzionale per introdurre in Italia il sistema presidenziale con l'elezione diretta del Capo dello Stato. Fini, interpellato dai giornalisti a Montecitorio, ha ricordato di essere da sempre favorevole a una riforma in senso presidenzialista e ha definito Berlusconi un candidato "autorevole e credibile".<p>"Sono - ha affermato Fini - il più convinto sostenitore del presidenzialismo che ci sia da qualche anno a questa parte e rimando a tutto quello che dissi in Bicamerale quando il tema della riforma della Costituzione era al centro del dibattito e del dialogo tra le forze politiche".<p>"Noi - ha assicurato - non abbiamo cambiato idea sulla necessità di dar corso ad una riforma, che come del resto è scritto anche nel programma della Casa delle libertà, si basi su due pilastri: federalismo, per quel che concerne la forma di Stato e presidenzialismo, secondo il modello francese per quel riguarda la forma di governo".<p><strong>Buttiglione, sì al presidenzialismo, ma con il proporzionale</strong><p>Sì al semipresidenzialismo alla francese, accompagnato da una riforma federalista dello Stato e da un sistema elettorale "in senso proporzionale". Questa la convinzione del ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione, secondo il quale Berlusconi "è perfettamente tagliato per il Quirinale".<p><strong>Berlusconi chiarisce, al Quirinale solo con il presidenzialismo</strong><p>"E' chiaro che dopo il primo quinquennio alla guida del governo, il mio obiettivo sarà quello di ricandidarmi per un secondo mandato da presidente del Consiglio. E se passerà la riforma presidenziale, come quella sul modello francese o americano, dovrei automaticamente presentarmi come candidato alla presidenza della Repubblica".<p>Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisri, ha così chiarito il senso delle sue affermazioni sulla candidatura al Quirinale. Una candidatura "naturale" se sarà ancora leader della Cdl e se sarà passata la riforma presidenzialista, prevista nel programma del Polo, che abbina tra l'altro il ruolo di Capo dello Stato a quello di responsabile del governo, come accade, per esempio, in Francia o negli Stati Uniti.<p>"Certo, se non ci sarà la riforma presidenziale per me non cambierà nulla - ha ancora spiegato - nel senso che, essendo un uomo operativo, punterei a fare sempre e comunque il presidente del Consiglio e non avrei altre mire".
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  • Pierluigi Castagnetti, capogruppo Margherita alla Camera

    <br>Alcune reazioni
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  • Rocco Buttiglione (Udc), ministro per le Politiche comunitarie

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