11 AGO 2002

Radicali: Conversazione settimanale con Marco Pannella, Tremonti scelta anti-liberale

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La crisi economica italiana con le conseguenti polemiche sul ministro Tremonti al centro dell'appuntamento di questa settimana con il leader radicale.

Che poi si sofferma anche sul ruolo dell'informazione e sulla vicenda MiccichéRoma, 11 agosto 2002 - Marco Pannella, in collegamento da Bruxelles, si è soffermato sulle polemiche che in questi giorni hanno investito il ministro Tremonti, e sul silenzio degli economisti, rei di non aver mai mosso un dito su questioni fondamentali come la riforma del sistema pensionistico italiano.Le riforme urgenti per il nostro paeseIl leader radicale dopo
aver commentato duramente le posizioni del ministro Tremonti e di tutta la Casa delle Libertà, ha voluto sottolineare il ruolo del centrosinistra e delle "voci eccellenti" del panorama economico italiano."Le sinistre ed i centrosinstri - ha infatti detto Pannella - che emergono hanno una responsabilità gravissima, perché non hanno una politica da contrapporre al centrodestra.

Vorrei però sottolineare anche una responsabilità di tutto il mondo degli economisti, che silenziano l'urgenza di riforme vere per il nostro paese.

Oggi senza le riforme delle pensioni, non si riesce a far decollare l'economia e la società italiane, questa è la verità"."Io avanzo - ha poi aggiunto il leader radicale - una proposta formale a tutti gli economisti di area Ds e dintorni, che per dieci anni hanno evidenziato che la riforma sulle pensioni era quantomeno necessaria, perché prendano posizione nei confronti dell'opposizione e del Governo, perché ingiungano alla politica l'urgenza delle riforme e della riduzione delle tasse".Le politiche di TremontiPannella è poi tornato sulla scelta da parte di Berlusconi di "Tremonti e delle sue trame con la Lega, tutte profondamente antiradicali, antiliberiste, antiliberali ed antilibertarie"."Non si può avere - ha proseguito il leader radicale - una Lega, che coltiva sacche di nazistume da suburra, che permette di prevalere le posizioni sociali in An, che fa emergere e brillare come posizioni laiche e ragionevoli quelle di Follini.

Così si facilita il compito ad un avversario altrimenti privo di altezza e di qualità, quale l'opposizione italiana".L'informazione in Italia"Il clima e l'atmosfera che si determinano in un paese come il nostro - ha notato Pannella - dipendono in primo luogo dalla maggioranza e dal Governo, in secondo luogo dall'informazione.

Quindi se l'atmosfera è quella di un dibattito che langue, allora dobbiamo cominciare a dire che la responsabilità è sì di questo Governo, ma anche dell'informazione che sta diventando di centrodestra, così come lo era stata di centrosinistra finora.

Cominciamo a temere un cambio di titolare di uno stesso tipo di informazione".Micciché vittima della bestialità del proibizionismoAltro argomento di discussione in questi giorni la vicenda che vede come protagonista Gianfranco Micciché, vice-ministro dell'Economia."E' l'esempio - ha commentato il leader radicale - della politica vittima della bestialità della destra per quel che riguarda il proibizionismo.

Le posizioni sulla droga e le demagogie di Fini sul metadone e di Bossi sugli eros-center, fanno riflettere"."Io credo che il ricatto proibizionista sia un'arma dello scandalo per questa politica italiana, questo è il livello e la cultura dilagante e prorompente di questa destra.

Un arretramento rispetto alle posizioni degli italiani sollecitati dalle nostre grandi battaglie.

La posizione proibizionista è posizione di criminale irresponsabilità, ed il caso Micciché è un caso desolante perché caso del sistema".

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