03 SET 2002

Ds: Fassino sui conti pubblici, Berlusconi venga in parlamento che Tremonti non è credibile

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La conferenza stampa di presentazione dei quetionari per l'inchiesta sul "lavoro che cambia" si trasforma in un'accusa durissima di Fassino al governo sul peggioramento dei conti pubbliciRoma, 3 settembre 2002 - La presentazione da parte dei Ds di un'inchiesta che parte oggi "sul lavoro che cambia", come l'ha definita il segretario dei Ds, "una rivelazione sociologica e politica delle idee lavoratori", è divenuta l'occasione per soffermarsi su quello che Fassino ha definito "il tema all'ordine del giorno oggi sui giornali", ossia il peggioramento dei conti pubblici.Innanzitutto però, è stato illustrato il progetto dei questionari, che saranno distribuiti anche dal quotidiano dei Ds, 'l'Unità', ricordando "il grande impegno partito sui temi del lavoro, sia per la difesa dello statuto dei lavoratori, sia per il rilancio di proposte per un lavoro che cambia: una nuova carta dei diritti del lavoro, la riforma degli ammortizzatori sociali, la riforma del processo del lavoro".Conti pubblici: Berlusconi venga in parlamento, Tremonti non è credibilePoi, rispondendo a una domanda, Fassino ha duramente attaccato il governo sui conti pubblici, riferendo anche dei titoli dei quotidiani di oggi: "Peggiorano i conti pubblici, il governo ha la responsabilità di venire in parlamento a riferire dello stato effettivo dei conti e su cosa intende fare"."Per mesi - ha ricordato - ha negato l'evidenza.

Ora mancano 30 mln di euro, quasi 60 mld di vecchie lire, una cifra enorme, non si possono abbassare le tasse, non ci sono soldi per la scuola, per il mezzogiorno, per i progetti di Lunardi, non è più tempo per la propaganda, ma della verità".Che la congiuntura - ha evidenziato - era sfavorevole lo si sapeva, ma il tasso di crescita è il più basso degli ultimi 10 anni, più basso della metà delle peggiori previsioni del governo, poi c'è la riduzione della competitività e dei fondi per la ricerca e l'innovazione.

Alla congiutura - ha sottolineato Fassino - si aggiungono gli errori, con un colossale buco nelle entrate fiscale"."Venga - ha concluso duramente Fassino - il presidente del consiglio in parlamento, perché il ministro Tremonti non è né affidabile né credibile, ha raccontato un sacco di frottole, e fatto trucchi".

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