25 SET 2002

Iraq: Berlusconi alla Camera, Risoluzione Onu stabilisca uso misurato della forza

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Berlusconi appoggia la richiesta Usa all'Onu: una nuova risoluzione "chiara, forte pressante", che ponga condizioni e termini all'Iraq per adeguarsi, che stabilisca "un uso misurato della forza".

L'interesse dell'Italia è con gli usaRoma, 25 settembre 2002 - E' in corso alla Camera dei deputati il dibattito sule comunicazioni del governo sulla crisi internazionale irachena.

A riferire all'assemblea è stato lo stesso presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi.I paragoni con Hitler non si addicono né a Usa né a BushAssistiamo, ha affermato Berlusconi, al
"problema di disarmare un regime politico dittatoriale, che ha oltraggiato le decisioni dell'Onu sul controllo del suo disarmo, che minaccia di usare, o passare ad altri perché li usino, strumenti di sterminio chimici e batteriologici, bisogna fronteggiare un regime il cui capo ha affermato che gli Usa fanno da battistrada a una coalizione che vuole imporre il dominio sionista, ma chi ha vissuto il dramma della II guerra mondiale riconosce l'eco dei vaneggiamenti che portarono alla catastrofe mondiale negli anni 40"."Certi paragoni con Hitler - ha considerato il premier riferendosi a paragoni fatti nei giorni scorsi da un esponente del governo tedesco - si attagliano alle dittature non agli Usa e al suo presidente".Fallimento della politica del containmentBerlusconi ha poi manifestato di concordare con la posizione del premier britannico Blair riguardo il fallimento della politica di contenimento nei confronti del dittatore di Baghdad: "Per 10 anni si è operato con ispezioni, embargo e containment, ma questa strategia è fallita, come dimostrano le prove di riarmo di cui governi e intelligence occidentali sono a conoscenza".Una nuova forte pressante risoluzione OnuPer questo, il presidente del Consiglio ha deciso di appoggiare la richiesta Usa di una nuova risoluzione dell'Onu che ponga termini e condizioni precise a Saddam e che fissi anche l'uso della forza in caso di mancato rispetto."Il regime iracheno è un pericolo regionale e mondiale, su questo concordano tutti, si tratta di decidere cosa fare.

Se si esclude l'inazione, il cui costo storico è incalcolabile, è necessaria la costruzione di una coalizione capace di imporre il rispetto scrupoloso di una nuova, forte, chiara, pressante risoluzione Onu, che tagli le tattiche di elusione, inganni e rinvii del regime iracheno"."L'Italia è impegnata affinché l'Onu indichi le condizioni e i termini all'Iraq con massima chiarezza, presto, con una risoluzione unica e chiara, senza equivoci, che definisca anche le condizioni per l'uso misurato della forza nel caso di una nuova sfida dell'Iraq alla comunità internazionale".

E' in gioco, ha osservato, "l'autorevolezza e la credibilità dell'Onu".Non rispondere a Usa con alzata di spalle"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa, - ha ribadito Berlusconi ricordando la Costituzione - ma la guerra ha mutato in parte la sua natura, esiste un problema di guerra asimmetrica, la deterrenza tradizionale ha dato frutti importanti nel vecchio mondo della guerra fredda, ma le cose oggi sono in parte cambiate"."Una rete terroristica con complicità statuali può colpire un paese al suo interno, un sistema di vita, di libertà.

Se si aggiungono armi di distruzione di massa, bisogna riconoscere che alla preoccupazione strategica dell'amministrazione Usa non si può rispondere con un'alzata di spalle".L'unica cosa di cui avere paura è la paura stessaIl presidente del Consiglio ha fatto notare che "il sistema di decisioni multilaterali ha mostrato delle crepe insopportabili agli Stati Uniti" e ha sottolineato il "legame crescita terrorismo-Stati il cui scopo è la destabilizzazione globale e l'espansione regionale".Berlusconi ha posto l'accento sull'importanza dell'estensione dei principi democratici e della libertà ai popoli oggi oppressi dalle dittature, ma, ha detto, "l'espansione della democrazia non si realizza con le armi, procede con lo stimolo e lo sviluppo, ma estendere la democrazia e la libertà - ha avvertito - non va visto come una nuova iniziativa coloniale".Interesse dell'Italia con gli UsaSecondo il premier, con gli Stati Uniti bisogna "discutere caso per caso e decidere senza opporre l'inazione al nuovo orientamento strategico Usa.

E' interesse dell'Italia - ha ribadito - mantenere una linea indipendente, me sempre nel quadro della storica alleanza con gli Usa, e questo - ha sottolineato - è anche l'interesse Ue.

Come ci ha insegnato Roosvelt, l'unica cosa di cui bisogna avere paura è la paura stessa".Discutere con pacatezza e responsabilitàBerlusconi ha affermato di sapere che "l'opinione pubblica è comprensibilmente allarmata.

Gli italiani vogliono sapere come stanno le cose, quali sono i risultati, le prospettive, le azioni per la sicurezza globale nella pace e nella stabilità".Il premier ha auspicato che le forze politiche dibattano su questi temi "con pacatezza e spirito responsabilità e verità.

Nessuno può giocare con le ansie della popolazione per trarne vantaggi di parte.

E' in gioco la sicurezza e la libertà ed è severamnete vietato barare".L'invito quindi è a "non inasprire le divisioni e anzi di trovare una convergenza a livello nazionale nel quadro europeo e dell'alleanza con gli Stati Uniti"I risultati fin qui conseguiti contro il terrorismo"L'Italia - ha ricordato - entrò con ampio voto parlamentare e il favore dell'opposizione nella coalizione contro il terrorismo insieme all'Ue, la Russia, la Cina e altri paesi arabi moderati"."I risultati raggiunti sono importanti - ha sostenuto - lo smantellamnto del regime talebano che proteggeva le basi di Al Qaeda, la catena di intelligence integrata ha portato arresti e dati decisivi per impedire nuovi attentati.

In afghanistan è in corso un difficile tentativo di liberazione democratica e l'Italia sta facendo la sua parte nel mantenimento della pace.

Risultati importanti sono stati conseguiti nello smantellare centri logistici e di reclutamento del terrorismo, nel blocco fondi"."La classe dirigente - ha considerato Berlusconi - di fronte a questa emergenza, ha risposto senza fanatismo, combinando azione, repressione e dissuasione, a successi diplomatici ed è stato decisivo che gli eletti dal popolo non si sono perduti in faziosità".

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