25 SET 2002

Iraq: Berlusconi con Bush. L'Ulivo, ci allontana dall'Europa

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Registrazione audio di "Iraq: Berlusconi con Bush. L'Ulivo, ci allontana dall'Europa", registrato mercoledì 25 settembre 2002 alle 00:00.
  • <strong>Audiovideo del dibattito alla Camera</strong><p><strong>L'intervento di Silvio Berlusconi: Risoluzione Onu stabilisca uso misurato della forza</strong><strong>Servizi correlati</strong> (20.09.2002) - Powell: senza nuova risoluzione, nessuna ispezione (17.09.2002) - Sì agli ispettori Onu in una lettera ad Annan. Scettici gli Usa (14.09.2002) - Berlusconi, Italia alleata leale. Bush, un'altra chance per l'Onu (13.09.2002) - Berlusconi all'Onu: La democrazia deve difendersi (12.09.2002) - Pannella su Libero: «Il pacifismo prepara nuove vittime di tiranni» (12.09.2002) - Confronto Annan-Bush all'Assemblea Onu (10.09.2002) - Baghdad chiama tutti gli arabi a colpire gli interessi americani (09.09.2002) - Berlusconi, siamo con Bush, ma l'Ulivo vuole la pace (06.09.2002) - Pesante raid Usa-Gb. Gli sviluppi diplomatici (04.09.2002) - Intervento di Marco Cappato al PE (22.08.2002) - Bush: la caduta di saddam è interesse del mondo intero (31.07.2002) - Gli Usa verso l'attacco a Saddam Hussein (04.04.2002) - Medio Oriente: Discorso di Bush sulla crisi (29.01.2002) - L'asse del male: Bush, mai stati così forti (discorso sullo stato dell'Unione) <strong>Critiche dall'Ulivo: governo troppo con gli Usa, poco con paesi Ue e Onu. Si prepara una mozione comune. Comunisti italiani e Rifondazione contrari in ogni caso alla guerra. Rutelli non manca di far notare, "anche l'embargo miete vittime".</strong><p>Roma, 25 settembre 2002 - Si è svolto oggi alla Camera dei Deputati il dibattito sulla crisi irachena, introdotto dalle comunicazioni del presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi. Il centrodestra ha sostanzialmente appoggiato la posizione del governo.<p><strong>Maggioranza e governo sono con Bush</strong><p>Berlusconi ha individuato l'interesse del paese nell'essere a fianco degli Stati Uniti chiedendo all'Onu "una nuova, forte, chiara, pressante risoluzione", che ponga "condizioni e termini precisi all'Iraq" e che stabilisca anche "un uso misurato della forza" nel caso di mancato rispetto.<p>Il premier ha anche preso atto, come ha fatto ieri il primo ninistro inglese Blair, del fallimento della politica del 'containment', fatta di ispezioni, embargo, 'no fly zone' e ha bacchettato la gaffe di un esponente del governo tedesco che ha paragonato Bush a Hitler.<p><strong>L'Ulivo presenterà una mozione comune</strong><p>Posizioni leggermente diverse sono state espresse all'interno dell'Ulivo, che pure è riuscito in queste ore, non senza sforzi, a produrre una mozione comune, che verrà presentata domani in parlamento. Resta da vedere se sarà prevalsa la linea della segreteria Ds, per la quale le decisioni di Onu e Ue sono determinanti, o quella di correntone, Verdi e Pdci, che vorrebbero un tono più marcatamente pacifista.<p><strong>Fassino, lavorare per scongiurare la guerra</strong><p>Il segretario dei Ds Fassino ha assicurato di non sottovalutare il pericolo rappresentato dall'Iraq di Saddam Hussein, "nessuno pensa che Saddam Hussein sia una vittima del mondo. Saddam Hussein è un pericoloso e sanguinario dittatore e noi consideriamo che sia un obiettivo della comunità internazionale lottare contro la sua dittatura e consentire anche all'Iraq di essere un paese del quale ci siano democrazia e diritti".<p>Ma, ha aggiunto anche di ritenere sbagliato "dare per scontato l'uso della forza nel momento in cui la comunità internazionale sta tentando di evitare proprio questo uso della forza".<p>Fassino ha quindi invitato il governo a lavorare per "scongiurare una guerra". "Lavorare in tutti gli spazi che si stanno aprendo, che sono minimi, come la disponibilità di Saddam ad accettare le ispezioni, che va tutta verificata". "Quali sarebbero le conseguenze di una guerra nei rapporti tra società occidentali e società islamiche? Quali potrebbero essere gli eventuali atti terroristici di ritorsione? Quali potrebbero essere le conseguenze nel Medio Oriente?", ha chiesto Fassino.<p><strong>Ds e Margherita, così ci allontaniamo dall'Ue</strong><p>Pur non intervenendo al dibattito in corso alla Camera, il presidente dei Ds Massimo D'Alema ha rilasciato un commento a caldo al termine dell'intervento di Berlusconi, definito "assolutamente sbagliato".<p>"Berlusconi - ha spiegato - colloca l'Italia in una posizione non di alleanza, come siamo, con gli Usa, ma di acquiescenza rispetto a quello che farà l'amministrazione Bush. Non sappiamo che cosa sarà, ma ci predisponiamo ad essere acquiescenti. Così non si svolge alcun ruolo istituzionale e ci si allontana dall'Unione Europea".<p>Proprio questa è stata la preoccupazione principale espressa da Ds e Margherita, che hanno messo in evidenza la diverse sensibilità di governo, più attento ai rapporti con gli Usa, e Ulivo, che preferirebbe veder privilegiati i rapporti con gli altri paesi europei e in ambito Onu.<p>Distinguendo dunque la situazione Iraq da altre in cui l'Ulivo aveva dato il suo assenso a campagne militari (Kosovo e Afghanistan), hanno criticato la posizione del governo, colpevole di privilegiare i rapporti con gli Usa, allontanandosi invece da Ue e Onu.<p><strong>Rutelli, non vi è spazio per l'unilateralismo Usa</strong><p>"Non vi è nulla che possa sostituire la legittimazione costituita dall'Onu", ha detto Rutelli, "non vi è spazio per una soluzione unilaterale, né in guerra né in pace. Non si può pensare che una decisione presa in Usa sia, meccanicamente, una decisione della comunità internazionale o nostra. Non vi può essere un salto logico in questa questione".<p>"Bisogna agire d'intesa con i paesi dell'Ue perché se questa si dividesse su un tema così rilevante ciò rappresenterebbe quasi certamente la sua fine".<p>Bisogna evitare, ha insitito il leader della Margherita, che si affermi sullo scenario internazionale il concetto di "guerra preventiva". "Bisogna tornare alle radici della nostra politica estera e non spezzare il filo saldo che l'ha contraddistinta nel dopoguerra e cioè il legame con l'Europa, con l'Onu, con i paesi vicini e con l'alleato americano".<p><strong>Guerra ed embargo, sofferenze per il popolo iracheno</strong><p>Rutelli però, ha avvertito delle sofferenze che anche guerra ed embargo hanno procurato e procurano alla innocente popolazione irachena: "Tutti noi - ha detto Rutelli - che attendiamo con ansia il momento in cui un regime democratico possa sostituire la dittatura di Saddam Hussein, che tante sofferenze ha arrecato a quel popolo, neppure dimentichiamo le parole di Giovanni Paolo II, che a quegli esseri umani si rivolge quando grida che in termini concreti anche l'embargo continua a mietere vittime".<p>"Troppi innocenti - ha aggiunto - pagano le conseguenze di una guerra nefasta i cui effetti continuano a ricadere sulle persone più deboli ed indifese. Sappiamo che la costruzione di un assetto stabile, pluralistico, gradualmente democratico nell'Iraq non potrà in futuro essere assicurato dai soli Stati Uniti d'America.<p>Il governo italiano deve lavorare per costruire un comune ruolo dell'Europa nella crisi irachena, inviando subito una propria delegazione a Bagdad per verificare la disponibilità di Saddam, ha spiegato Pecoraro Scanio illustrando la posizione del Verdi.<p><strong>No in ogni caso a questa "sporca" guerra</strong><p>Posizioni più marcatamente pacifiste, nettamente contrarie in ogni caso alla guerra, quelle di Comunisti italiani e Rifondazione comunista. "Dobbiamo dire di no a questa guerra, che nessuno al mondo può giustificare o autorizzare, un no comunque, senza se e senza ma, no a questa sporca guerra, sporca di sangue e di petrolio", ha esclamato Armando Cossutta, presidente del Pdci.<p>"Da parte del governo italiano vi è un'adesione ai piani di guerra Usa e inglesi. Berlusconi colloca l'Italia sulla linea di una alleata di secondo piano ma in un rapporto di totale e incontaminata fedeltà alle scelte operate. E queste scelte possono essere nefaste per la nostra Italia", ha denunciato Ramon Mantovani, esponente del Prc.<p><strong>Mozione comune dell'Ulivo: chi l'avrà spuntata?</strong><p>Infine l'Ulivo pare essere riuscito a trovare l'accordo su un testo di mozione comune che verrà presentato domani. Prima dell'inizio di una riunione tra i responsabili Esteri dei partiti del centrosinistra, il 'correntone' Ds aveva definito la bozza in circolazione "inadeguata", chiedendo che venisse modificata in un senso più nettamente pacifista, "senza trincerarsi dietro il ruolo dell'Onu". Analoga richiesta era stata avanzata dai Verdi e dal Pdci.<p>