05 OTT 2002

Confindustria: XVII Convegno dei Giovani industriali (con Fazio, D'Amato e Marzano)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 9 min

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D'Amato attacca duramente la finaziaria, "tra le peggiori mai scritte", Marzano promette, ""la miglioreremo".

Fazio avverte: "Non possiamo sottrarci alle riforme"Capri, 5 ottobre 2002 - Nella giornata di oggi al XVII convegno dei Giovani industriali, personalità illustri del mondo economico italiano si sono confrontate sui temi principali della difficile situazione economica italiana e sulla finanziaria appena varata.Nonostante gli incontri con il governo e le parole di oggi di Fini e Tremonti, il presidente di Confindustria D'Amato ha duramente attaccato la legge finanziaria definendola
addirittura "una delle peggiori mai scritte".Rispondendo al ministro del tesoro Tremonti, che da Roma aveva espresso il dubbio che gli industriali non avessero letto attentamente il testo, D'Amato ha replicato: "L'abbiamo letta eccome.

E non ci piace per niente".Marzano, possiamo modificarlaPoco prima il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano aveva cercato di tranquillizzare gli industriali: "Si può modificare la struttura e la composizione.

Sappiamo che non tutti gli strumenti hanno la stessa efficacia per gli imprenditori: si può modificare quindi il peso degli interventi di incentivazione, dandone di più a quelli che voi dite essere più importanti"."Il presidente Berlusconi e il ministro Marzano hanno detto che la finanziaria è modificabile e noi attendiamo con attenzione e rigore queste modifiche.

Attendiamo con il senso di responsabilità che contraddistingue le imprese, che sono pronte a fare sacrifici, ma per lo sviluppo e non per mettere toppe a colori e rappezzare buchi previsti e non sufficientemente valutati".

Questa la risposta di D'Amato.Nel suo intervento, il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è tornato ad analizzare la situazione dell'economia italiana, individuando punti critici e rimedi.Fazio, non possiamo sotttrarci alle riformeInnanzitutto le riforme: "Le riforme strutturali sono necessarie per rimuovere le incrostazioni di un passato che va indietro nel tempo, risalgono alle difficoltà iniziate negli anni '70"."Le riforme - ha aggiunto - sono la via per preparare un futuro migliore e a esse non possiamo sottrarci.

Le 'cose nuove' vanno affrontate dalle imprese, dalle parti sociali, dai poteri pubblici, abbandonando vecchi schemi, operando secondo criteri adeguati ai tempi, con decisione, con chiarezza di analisi".Secondo Fazio, lo stato sociale va ridisegnato, è l'unica strada per salvarlo.

"Nella finanza pubblica occorre mirare a una configurazione dei conti nella quale la qualità e quantità dei servizi vengano innalzate riducendo i costi, aumentando l'efficienza del settore e l'efficacia degli interventi"."Il ridisegno dello stato sociale, - ha spiegato - prendendo atto di ciò che è insostenibile, deve mirare al mantenimento e al rafforzamento di questa grande conquista di tutte le società avanzate nel secolo scorso".Credibilità alla riduzione fiscaleIl governatore della Banca d'Italia ha anche indicato la via da seguire "per dare credibilità e sostenibilità all'opportuna riduzione della pressione fiscale"."E' necessario - ha sostenuto - che diminuisca il rapporto tra spesa pubblica corrente primaria, cioè al netto degli interessi, e Pil.

Occorre incrementare sensibilmente la spesa per opere e investimenti pubblici; attuare il Patto per l'Italia e accrescere l'elasticità del mercato del lavoro; innalzare la produttività della pubblica amministrazione".Il pericolo del neocorporativismoMa il governatore è anche intervenuto su un tema di carattere squisitamente politico: "Il Parlamento non deve semplicemente ratificare accordi assunti a livelli più bassi, ma comporli con l'interesse generale"."Il neocorporativismo può certamente svolgere un ruolo importante nella interpretazione e nella definizione di interessi di componenti rilevanti del corpo sociale, ma tali forme di articolazione politica e sociale possono assumere uno sviluppo che rischia di esondare dagli argini esplicitamente o implicitamente posti dalla Costituzione".

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  • Fabio Merolla, presidente regionale G.I. Campania

    <br>Indice degli interventi
    0:00 Durata: 9 min 36 sec
  • Ferruccio De Bortoli, moderatore

    <br>"L'impresa della responsabilità, le regole del valore"
    0:09 Durata: 5 min 41 sec
  • Franco De Benedetti, senatore

    0:15 Durata: 11 min 38 sec
  • Elio Catania, presidente e amministratore delegato IBM Italia

    0:26 Durata: 6 min 25 sec
  • Vittorio Mincato, amministratore delegato Eni

    0:33 Durata: 8 min 42 sec
  • De Benedetti, Catania e Mincato rispondono alle domande di De Bortoli

    0:42 Durata: 11 min 9 sec
  • Antonio Marzano, ministro Attività produttive

    <br>Interventi finali
    0:53 Durata: 30 min 21 sec
  • Antonio Fazio, governatore Banca d'Italia

    1:23 Durata: 1 ora 56 sec
  • Colannino, rappresentante G.I.

    2:24 Durata: 3 min 8 sec
  • Antonio D'Amato, presidente Confindustria

    2:27 Durata: 37 min 34 sec
  • Anna Maria Artoni, presidente nazionale G.I., conclude i lavori

    3:05 Durata: 4 min 46 sec