07 OTT 2002

Ucpi: Conferenza stampa del neopresidente Ettore Randazzo subito dopo l'elezione

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 11 min 9 sec

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Randazzo assicura, la mia giunta non è 'filo-governativa', e prende le distanze dalla proposta politica del ministro Castelli.

Riserbo sui programmi, ma i temi radicali sulla giustizia interessanoSirmione, 6 ottobre 2002 - Il congresso dell'Unione camere penali italiane ha eletto oggi il suo nuovo presidente, Ettore Randazzo, che, subito dopo la proclamazione, ha tenuto una breve conferenza stampa."Non mi aspettavo una vittoria così schiacciante", ha esordito il neopresidente, sottolineando però "il contributo e la figura di Vittorio Chiusano, un personaggio carismatico
nell'Unione".

Randazzo ha ottenuto quasi i due terzi dei voti dei delegati: dei 286 votanti, su 298 delegati, al neo presidente sono andate 206 preferenze, mentre 72 a Chiusano.

Cinque i voti raccolti dal terzo candidato Eraldo Stefani.Nessuno "strabismo politico"La candidatura di Chiusano era in opposizione alla linea uscente dell'Unione, rappresentata dal vincitore Randazzo, accusata di essere filo-governativa.

A questa critica, il neopresidente ha replicato assicurando che non c'è nessuno "strabismo politico.

Non ci faremo condizionare da nessuna forza politica, prenderemo le nostre decisioni indipendentemente da ogni tipo di pressione".Nessun rapporto privilegiato a favore della maggioranza di governo quindi, ma "attenzione verso tutti gli organi istituzionali e politici".La nuova giunta non è schierata, lo dimostra, ha osservato Randazzo, la maggioranza netta che la ha votata: "Unione è soprattutto la compattezza dei suoi iscritti.

E il tre quarti dei voti espressi a favore ne è la conferma in questa che è stata la prima competizione nell'Unione delle Camere penali".I fischi a CastelliL'attenzione nei confronti del governo, anche dopo i fischi che hanno accompagnato l'intervento di venerdì sera del ministro Castelli "non è cambiato, ma, come sempre - ha dichiarato il neo presidente - solleciteremo tutti gli organi istituzionali e politici ad avere attenzione verso il nostro progetto.

Ma se ci sarà un atteggiamento diverso il nostro sarà di riflesso".Randazzo ha quindi ribadito le critiche al ministro della Giustizia Castelli: "Non abbiamo avuto nessuna risposta rassicurante dopo il nostro sciopero" e "il ministro al nostro congresso ha mostrato di avere molta attenzione alla legge dei numeri invece di badare alla qualità delle nostre proposte.

Ma noi rivendichiamo principi di civiltà che non possono essere messi in discussione da nessuna legge dei numeri"."I fischi a Castelli - ha spiegato - non sono stati un incidente - ma una manifestazione civile della distanza dalla sua proposta politica".Riserbo sui programmi futuriPer quanto riguarda eventuali referendum su cui impegnarsi per la separazione delle carriere o contro il 41 bis, il neo presidente ha ammesso che si tratta di argomenti di grande interesse per l'Unione, ma ha frenato sulla linea d'azione: "Sono stato appena eletto e dunque sui programmi futuri mi riservo di discuterne con la giunta".Apertura al dialogo con l'AnmQuanto al rapporto con l'Associazione nazionale magistrati, "dipende molto da loro; noi non abbiamo preclusioni a una lavoro comune - ha assicurato Randazzo -, ma per dialogare bisogna essere in due.

Per noi - ha proseguito - il dialogo è produttivo e credo che il presidente dell'Anm Bruti Liberati potrà essere un interlocutore importante delle nostre battaglie, non solo un antagonista".Apertura dunque al dialogo con l'Associazione nazionale magistrati, distanza dalla proposta politica, così come è stata presentata al congresso, dal ministro Castelli, e riserbo per il momento, sui programmi futuri.

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