09 OTT 2002

Italy-Japan XIV Assemblea plenaria del Business Group (con U. Agnelli, D'Amato e Marzano)

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Bergamo, 9 ottobre 2002 - Si è svolta oggi la XIV assemblea plenaria dell''Italy-Japan Business Group'.

Tra i partecipanti, oltre ad esponenti del governo e dell'economia nipponica, anche Umberto Agnelli, il presidente di Confindustria Antonio D'Amato, il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano e il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni.Economia italiana sempre più presente in GiapponeLa presenza economica italiana in Giappone è in aumento e si attesta ora a livelli "significativi", trainata soprattutto dal settore della moda.

Questa una delle analisi di Umberto
Agnelli, co-presidente della Italy-Japan Business Group, nel corso del suo intervento ai lavori dell'assemblea plenaria.Il settore della moda, ha ricordato Agnelli, è cresciuto in Giappone del 4% e in alcuni comparti, come quello dei filati, del 38%.

Il settore, ha osservato, "si aggira oggi intorno a un valore complessivo di 100 miliardi di yen".

Ma la presenza italiana nel paese del sol levante non si limita alla moda, dato che più di 60 miliardi di yen "sono frutto della meccanica, i cui fatturati sono aumentati quest'anno di circa un quinto e si avvicinano a quota 66 miliardi"."In sintesi - ha concluso Agnelli - vi è ormai in Giappone una bella presenza italiana costituita certo da realtà commerciali, ma anche da tante joint-venture con aziende nipponiche e da una partecipazione diretta di banche e soggetti finanziari italiani".Euro fattore di stabilitàAgnelli ha anche fatto qualche osservazione sugli effetti dell'introduzione dell'euro: è un fattore di stabilità anche se sta causando un rialzo dei prezzi quale conseguenza "una tantum" dovuta ai rincari di prodotti e servizi.

Ma "si può affermare con sicurezza - ha ammesso - che l'euro si sta rivelando, per chi lo adopera, un fattore di stabilità senza precedenti".

E "una volta pagato questo prezzo non si ripeterà più".D'Amato, flessibilità e modernizzazione in EuropaConcentrato sul mercato del lavoro invece l'intervento del presidente di Confindustria Antonio D'Amato: "L'Europa deve abbattere le rigidità che caratterizzano ancora il mercato del lavoro, ridurre il peso della pressione fiscale, snellire la burocrazia, modificare i sistemi di welfare, così da liberare risorse per investimenti in infrastrutture, ricerca e formazione".Pur riconoscendo "gli importanti passi in avanti sulla via della modernizzazione" compiuti dall'Europa negli ultimi anni, ha rilevato che oggi "i lavori della convenzione per la nuova costituzione europea rappresentano un appuntamento di fondamentale rilievo", per "rafforzare il ruolo delle istituzioni comunitarie e, quindi, assicurare più coesione politica, economica e sociale, anche in prospettiva dell'allargamento a est dell'Unione".

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