15 OTT 2002

Cgil: Epifani, Questa finanziaria porta il Paese alla deriva

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La Cgil boccia la finanziaria del governo, "antimeridionalista" e dannosa per l'occupazione e la finanza pubblicaRoma, 15 ottobre 2002 - Stamani nella sua sede romana, la Cgil ha organizzato un convegno sulla finanziaria al quale hanno partecipato economisti, giuristi, e imprenditori meridionali come Alessandro Laterza.

In un documento elaborato dalla confederazione si dice che "il governo ha varato una manovra di fatto antimeridionalista, e che contraddice clamorosamente non solo le previsioni del governo, ma anche il Patto per l'Italia".Il sindacato è allarmato perché a causa dei
provvedimenti del governo potrebbero andare persi molti posti di lavoro: "E' facile prevedere - si legge nel documento - che questa manovra produrrà un secco ridimensionamento dei livelli di occupazione, innanzitutto nel Mezzogiorno.

Infatti, solo il credito di imposta, che non è stato rifinanziato, ha prodotto nel 2001 80 mila posti di lavoro al sud e 87 mila al nord"."Nel 2002 - si prosegue - solo nei primi 5 mesi, 124 mila al sud ed 82 mila al nord.

E' ragionevole pensare, per difetto, che solo nel Mezzogiorno si rischiano di perdere 150 mila nuovi occupati".Epifani, il paese rischia una crisi profondissima"Questa finanziaria porta il paese verso la deriva", ha accusato il leader della Cgil Guglielmo Epifani, che ha avvertito: "Il combinato tra il rallentamento dell'economia e le misure contenute nella manovra economica del Governo porterà, se non si interviene prima, ad una gravissima crisi dell'economia e della finanza pubblica".Davvero fosche le previsioni fatte dal segretario della Cgil: "Il pil quest'anno dovrebbe crescere appena dello 0,2%, ma credo che nei primi sei mesi del prossimo anno la situazione si farà ancora più difficile, per una sorta di effetto di trascinamento.

E a marzo, quando avremo i dati sulla trimestrale di cassa, credo ci saranno delle sorprese molto preoccupanti".Se non fermiamo questa deriva - ha concluso - il paese rischia una crisi profondissima come non si vedeva da tantissimi anni".Confindustria e Cgil, stessa analisi sul MezzogiornoIl consigliere incaricato di Confindustria per il Mezzogiorno Francesco Rosario Averna ha ammesso: "Sul Mezzogiorno abbiamo posizioni molto simili a quelle della Cgil".

Averna ha spiegato che Confindustria è molto critica sulle misure previste dal Governo, riguardo l'accantonamento di strumenti come il credito d'imposta e il bonus per l'occupazione, che negli anni passati avevano ben funzionato per creare occupazione nelle regioni meridionali."Noi siamo molto contenti che la Cgil si sia seduta nuovamente al tavolo di confronto sul Mezzogiorno, e auspichiamo che nelle prossime settimane possa avere lo stesso atteggiamento anche per quanto riguarda le altre materie di confronto".Epifani si è detto d'accordo con questa visione: "Sul sud il Governo deve cambiare radicalmente le sue scelte, dopo aver messo in discussione quello che in questi anni aveva funzionato, restaurando quegli strumenti che erano operativi fino a luglio e finanziandoli in maniera adeguata.

Questo potrà ridare certezza alle imprese che devono investire nel Mezzogiorno"."Per questo - ha aggiunto Epifani - buona parte dell'analisi fatta da Averna è da noi condivisa.

E ci chiediamo perché Confindustria non si decida il disdettare il 'Patto per l' Italia', viste le loro preoccupazioni".

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