21 NOV 2002

An: "Verso forze armate professionali: problematiche e prospettive per il volontariato" (con Fini e Maroni)

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Fini: Riformare le Forze armate per avere un esercito di professionisti vuol dire assumersi maggiori responsabilitàRoma, 21 novembre 2002 - Si è svolto a palazzo Marini un convegno sul tema "Verso forze armate professionali: problematiche e prospettive per il volontariato".

Vi hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, il ministro del Lavoro Roberto Maroni e il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano.Nel suo intervento, il vicepresidente del Consiglio Fini ha voluto sottolineare un particolare aspetto della riforma delle Forze armate, la quale
prevede la fine della leva obbligatoria e un esercito composto da soli volontari professionisti.

Fini ha messo in guardia i presenti: un esercito di professionisti, ed il governo è ben consapevole di questo, "non significa un ruolo inferiore delle Forze armate, non è una scelta effettuata per diminuire i costi, non significa meno responsabilità, ma il contrario di tutto questo".Un'operazione culturale per convincere la società a maggiori responsabilità"Forze armate basate su un'alta professionalità" significano che è "il momento di assumersi maggiori responsabilità", per il mantenimento o ristabilimento della pace.

Oltre ai problemi organizzativi che ci saranno con la riforma, il leader di An ha avvertito della necessità di "educare la società del fatto che il Paese deve essere pronto ad assumersi delle responsabilità", il che "non è un aspetto ancora avvertito dalla popolazione", perché, ha spiegato, saremo chiamati "a maggiori operazioni, a una maggiore integrazione tra gli eserciti".Non sarà, ha spiegato Fini, "una non riforma a costo zero: ci sarà un rapporto da ricostruire e consolidare tra Forze armate e società, che riguarda il ruolo che la società italiana è disposta a riconoscere a chi fa quella scelta di vita", ma anche "il problema del ritorno nella società civile".

E tutto questo, ha osservato, "non si fa con la legge", ma con un'operazione che è "culturale".Un esercito di professionisti per dar vita a una patria europeaInfatti, ha proseguito, "non si può essere una grande potenza economica e dar vita a una patria europea, se non si è disposti a responsabilità di altra natura, non si può costruire una politica estera europea senza una forza militare.

Nei prossimi dieci anni l'Europa dovrà divenire il secondo pilastro occidentale al fianco degli Stati Uniti, con un esercito molto più strutturato".Fini ha concluso assicurando che "il governo ne è consapevole e confida di convincere gli italiani.

L'Italia deve essere pronta, se vuole esercitare il ruolo che le comnpete e dar vita a un'Europa protagonista, a riconoscere che un esercito di professionisti è un occasione di protagonismo".

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