03 DIC 2002

Micromega: "In fila per tre" (con Caselli, Colombo, D'Ambrosio, Cofferati)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 20 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Intorno alla rivista 'Micromega' si riuniscono i girotondini.

Tutti d'accordo: 'no' al dialogo con questo governo.

Parlano Cofferati e D'AmbrosioMilano, 3 dicembre 2002 - Oratori illustri questa sera alla Camera del Lavoro per l'incontro "In fila per tre" organizzato dalla rivista 'Micromega' per la presentazione dell'ultimo numero: presenti, oltre al direttore Paolo Flores D'Arcais, Gianni Vattimo, deputato europeo Ds, i magistrati Giancarlo Caselli e Gerardo D'Ambrosio, ex procuratore generale di Milano, Furio Colombo, direttore del quotidiano Ds 'l'Unità', e Sergio Cofferati, ex segretario
generale della Cgil.Flores D'Arcais, dare vita ad una stagione referendariaI "centomovimenti" si preparano a dare battaglia al governo, a questa maggioranza.

Per il direttore di Micromega Paolo Flores d'Arcais, non è possibile avviare un dialogo con l'attuale governo e ha invitato l'opposizione ad unon scontro radicale e totale, dando vita ad una stagione referendaria per la difesa della giustizia, del sindacato e dell'informazione."In una democrazia - ha detto rivolgendosi al centrosinistra - è logico che l'opposizione faccia tutto il possibile per rendere difficile la vita al governo cercando anche di farlo cadere.

Solo in Italia invece di fare ciò che ogni opposizione deve fare si ripropone con ossessione l'idea del dialogo.

Se non si sa fare opposizione poi non si sa governare".Ciascuno degli oratori ha indicato le emergenze.

L'ex procuratore generale di Palermo Giancarlo Caselli ha sottolineato come la lotta alla mafia "non è una cosa buona e bella di cui si devono occupare gli altri", ma il primato della legalità "è un questione di tutti".D'Ambrosio, democrazia in pericolo con leggi come la CiramiMa le critiche pesanti al governo vengono lanciate soprattutto in merito alla legge Cirami.

Con un maggioritario imperfetto e senza i correttivi di questo sistema, ha messo in guardia l'ex procuratore generale di Milano Gerardo D'Ambrosio, la democrazia è in pericolo: la dimostrazione, l'approvazione della legge Cirami e di altri varati dalla maggioranza in tema di giustizia.Per D'Ambrosio, la Cirami, come la legge sul falso in bilancio e sulle rogatorie "non è fatta nell'interesse di tutti" e, in particolare il provvedimento sul legittimo sospetto è un "obbrobrio".

L'ex procuratore ha ricordato altri illustri processi del passato trasferiti ad altra sede (l'omicidio Matteotti, la strage del Vajont, piazza Fontana).

"Per quale motivo - si è chiesto - questo processo doveva essere spostato? Forse ero sospetto io, forse erano sospetti i giudici di Milano?".L'appello? "Un anomalia del nostro sistema processuale"Ma D'Ambrosio non si è fermato qui: l'appello costituisce un'anomalia del nostro sistema processuale, perché, ha motivato, "le sentenze vengono lette in nome di due popoli italiani, uno con la terza media, l'altro con la licenza superiore: il primo giudica in base alle testimonianze, alle prove raccolte in aula.

Il secondo solo in base alle carte".Cofferati, il dialogo non esiste piùInfine, l'intervento dell'ex segretario della Cgil Sergio Cofferati, ed è un altro 'no' al dialogo con il governo: "Basta con le Bicamerali vere o contraffatte.

I danni dell'ultima Bicamerale sono stati fatti e dureranno nel tempo.

Ho trascorso una vita ad organizzare perché compito di un sindacalista è la trattativa.

Quando dall'altra parte però c'è un signore che pretende solo la ratifica è chiaro che il dialogo non esiste più".Cofferati ha negato di avere posizioni massimaliste, spiegando: "Il riformismo nella storia di questo Paese, sia quello cattolico che laico e marxista, non ha mai chiesto di cambiare tutto e subito.

Il riformismo è fatto di gradualismo ma una cosa deve essere chiara: i riformisti devono essere radicali nel difendere i diritti delle persone".Quindi l'ex segretario ha passato in rassegna tutte le battaglie condotte negli ultimi mesi a capo della Cgil: la difesa dell'articolo 18, contro il Patto per l'Italia e contro la legge Bossi-Fini.Infine, la difesa dei movimenti: "Ci mancherebbe - ha detto Cofferati - che i movimenti non fossero radicali.

Io trovo straordinario che in questi mesi si siano mobilitati milioni di persone, tra le quali moltissimi giovani.

Negli anni '60 i movimenti che nascevano spontanei rivendicavano un ruolo politico oggi i movimenti chiedono attenzione alla politica.

Chiedono pari dignità, chiedono di essere ascoltati".Dunque, l'invito ai partiti: "Devono riformarsi, devono avere il coraggio di ascoltare e la generosità di parlare alla gente", la sinistra deve cercare con loro "il dialogo senza blandirli".

leggi tutto

riduci