11 FEB 2003

Immigrazione: Presentazione rapporto dell''Open Society Institute', "L'Islam in Italia. Libertà religiosa, diritti, doveri" (con Pera, Manconi, Epifani)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 29 min

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Pera: di fronte ai dittatori le democrazie non devono rinunciare all'uso della forza.

Per gli immigrati musulmani un accordo giuridico con lo StatoRoma, 11 febbraio 2003 - Si è svolto oggi a palazzo Giustiniani un convegno organizzato per presentare il rapporto dell''Open society institute' dal titolo "L'Islam in Italia.

Libertà religiosa, diritti, doveri".

Tra gli altri, hanno partecipato, il presidente del Senato Marcello Pera, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, Sandro Bondi (FI), e Livia Turco (Ds).Parlando di Islam in Italia, il presidente Pera non ha evitato di
soffermarsi sulla crisi irachena e sui rapporti tra Islam e Occidente.

"Davanti a dittatori, le democrazie l'hanno già fatto, con loro danno, in altre circostanze.

Potrebbe essere un serio problema per loro, se dopo aver esaurito tutte le risorse rese disponibili dai principi di laicità, tolleranza, rispetto, escludessero dal proprio arsenale la forza della forza".

Questo il suo avvertimentoNecessario però, per le democrazie occidentali "sostenere i musulmani moderati sul piano economico e politico, ma dimostrando fermezza e intransigenza contro l'ala radicale, se necessario anche ricorrendo alla forza militare, è inutile nasconderci dietro i buoni sentimenti o le paure".

"I musulmani moderati - ha osservato - esistono e molto hanno da offrire agli Stati democratici.

Anche all'Italia.

Dando ad essi fiducia, noi confermiamo la nostra fiducia nei valori della società aperta"."Quanto più - ha sottolineato Pera - saremo rispettosi dei diritti dei singoli e delle minoranze, tanto più potremo essere intransigenti con gli estremisti e tanto più gli immigrati di religione islamica apprezzeranno i vantaggi della nostra civiltà e saranno riconoscenti al Paese che li ospita, li accoglie e garantisce loro diritti e libertà spesso conculcati nei loro Paesi d'origine".Per questo il presidente del senato giudica ormai maturi i tempi per una legge che stabilisca diritti e doveri della comunità islamica in Italia, una specie di concordato della nuova comunità religiosa con lo Stato: "Con i musulmani italiani, lo Stato dovrebbe stipulare un accordo giuridico per fissare diritti e doveri della comunità religiosa" e "le modalità dell'integrazione assieme ai diritti e doveri già garantiti dalla Costituzione."E' il rispetto, e non la mera tolleranza, che impone che tutte le tradizioni siano discusse e confrontate".

Da parte dei musulmani, "accettare la nostra cultura non vuol dire uniformarsi, ma saper dialogare.

Da parte nostra, comprendere la loro cultura non significa rinunciare a rivendicare la nostra, ma arricchirsi nello scambio", ha concluso.

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