21 GEN 2002

Afghanistan: Conferenza di Tokyo per la ricostruzione

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 57 min 58 sec

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Per la ricostruzione dell'Afghanistan, nel 2002, l'Unione europea ha assicurato 550 milioni di euro, gli Stati Uniti 296 milioni di dollari, il Giappone 250 e l'Arabia Saudita 40Tokyo, 21 gennaio 2002 - La prima giornata della conferenza internazionale di Tokyo dei Paesi donatori per la ricostruzione dell'Afghanistan si è chiusa attorno alle 19.00 locali (11.00 italiane), oltre un'ora dopo il termine previsto.

Alla conferenza hanno preso parte 57 paesi e 22 organizzazioni internazionali, nonché il governo provvisorio afgano guidato dal premier Hamid Karzai."Siamo soddisfatti", ha detto
Sadako Ogata, ex alto commissario Onu per i rifugiati e presidente della conferenza.

Nella prima giornata i maggiori Paesi donatori hanno assicurato aiuti per il primo anno, sotto varia forma, per circa 2 miliardi di dollari, somma vicina alla richieste minime del governo afghano e dell'Onu.Il discorso commovente di KarzaiIl primo ministro ad interim afghano Hamid Karzai, con un discorso che ha commosso tutti, ha detto in avvio: "Voi vedete qui me e i miei ministri, ben vestiti e reduci da un'ottima colazione.

Ma sappiate che questo non è il vero Afghanistan: la situazione è molto peggiore di quello che posso spiegarvi io e di quanto qualsiasi cifra, anche la più alta, può lasciar supporre".Il governo provvisorio afghano è soddisfattoAnche il governo provvisorio afghano si ritiene soddisfatto, "molto di più rispetto alla vigilia", degli impegni assunti dai maggiori paesi donatori.

Così ha dichiarato il consigliere economico del governo afghano, Toruk Fahradi, il quale ha aggiunto: "Siamo incoraggiati e soddisfatti dai 550 milioni di euro promessi in un anno dall'Ue, dai 296 milioni di dollari garantiti dagli Stati Uniti nello stesso periodo di tempo, dai 500 milioni di dollari in due anni del Giappone, dalle promesse saudite e dagli impegni della Banca Mondiale.

Siamo adesso in grado di garantire gli stipendi arretrati di 250.000 funzionari statali e far partire il lavoro dell'amministrazione".Servono però 35-45 miliardi di dollari per la ricostruzione Il consigliere economico afgano ha ribadito che per i prossimi 10 anni il suo Paese avrà bisogno per la ricostruzione di 35-45 miliardi di dollari, ma non si è detto deluso del fatto che gli impegni assunti oggi dai maggiori paesi donatori riguardano solo il breve e medio termine."Comprendiamo le ragioni dei vari Paesi e l'impossibilità ora di garantire aiuti nel lungo periodo - ha affermato - Il fattore decisivo è la volontà politica di aiuto espressa da tutti.

E, in fondo, è un bene che la comunità internazionale possa valutare anche la nostra efficienza e trasparenza nel gestire la prima fase degli aiuti".Gli aiuti promessiEcco gli impegni sottoscritti dai principali donatori, tra i primi dei quali figura l'Ue: UNIONE EUROPEA: 495 milioni di dollari (550 milioni di euro) nel 2002, 200 dei quali stanziati dalla Commissione e il resto dagli stati membri.

GIAPPONE: fino a 500 milioni di dollari nei prossimi due anni e mezzo, destinati al rimpatrio dei rifugiati, educazione e salute, sminamento.

USA: 296 milioni di dollari per l'anno fiscale in corso, di cui 121 per aiuti alimentari, 72 per assistenza locale e 52 per i rifugiati.

GRAN BRETAGNA: 288 milioni di dollari nei prossimi cinque anni, destinati a ricostruzione e assistenza umanitaria.

GERMANIA: 288 milioni di dollari nei prossimi quattro anni, per progetti di ricostruzione.

ARABIA SAUDITA: 220 milioni di dollari per aiuti umanitari nei prossimi tre anni.

BANCA MONDIALE: ha proposto aiuti 500 milioni di dollari nei prossimi 30 mesi, ma necessita dell'approvazione dei paesi membri.

BANCA ASIATICA PER LO SVIILUPPO: nei prossimi 30 mesi concederà prestiti a bassissimo tasso di interesse per complessivi 500 milioni di dollari.

IRAN: 560 milioni di dollari nei prossimi cinque anni, di cui 120 entro il 2003.

Contributi arriveranno anche dai seguenti paesi (in milioni di dollari): INDIA 100; PAKISTAN 100; SPAGNA 100; SVEZIA 100; OLANDA 68; CANADA 61; COREA DEL SUD 45; ITALIA 45; NORVEGIA 40; EMIRATI ARABI UNITI 36; KUWAIT 30; FRANCIA, 27; SVIZZERA 20; TURCHIA 5; CINA 1.

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  • Sadako Ogata, ex alto commissario Onu per rifugiati e presidente della Conferenza

    <br>Indice degli interventi
    0:03 Durata: 7 min 27 sec
  • Junichiro Koizumo, primo ministro giapponese

    0:11 Durata: 6 min 36 sec
  • Kofi Annan, segretario generale Onu

    0:17 Durata: 15 min 48 sec
  • Hamid Karzai, capo governo provvisorio afghano

    0:33 Durata: 24 min 2 sec
  • Colin Powell, Segretario di Stato Usa

    <p>Dall'archivio multimediale<br> La conferenza di Bonn
    0:57 Durata: 4 min 5 sec