24 GIU 2002

DS: Direzione politica nazionale (con Fassino)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 8 ore 26 min
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Respinto un odg del 'Correntone' in sostegno alla Cgil.

Per Fassino non corrispondeva 'all'intento unitario che stiamo perseguendo'.

Votato all'unanimità invece un'odg in difesa di Biagi e SantoroLa direzione dei Ds si è divisa sull'articolo 18 sulla richiesta della minoranza di esprimere un sostegno deciso alle posizioni della Cgil.

Il 'Correntone' ha votato contro l'ordine del giorno dei lavori presentato dalla maggioranza in segno di protesta per la mancata approvazione del suo ordine del giorno riguardo la Cgil, ma anche perché non è stato messo ai voti un ordine del giorno, sempre della
minoranza, sulla politica estera.Fassino aveva chiesto al 'Correntone' di ritirare il suo ordine del giorno, assicurando anche il ritiro di quello della maggioranza sulla politica estera, con la promessa che a luglio ci sarebbe stata una nuova riunione della direzione per affrontare in modo approfondito quei temi.Respinto l'odg del 'Correntone' a sostegno della CgilPiero Fassino ha confermato "con nettezza" il 'no' ad ogni modifica dell'articolo 18, ma ha insistito sulla necessità che il centrosinistra lavori per ricreare l'unità sindacale, senza "mettersi magliette", o correre a "schierarsi riproducendo meccanicamente nell'Ulivo le fratture che ci sono nel movimento sindacale".

Così, la direzione nazionale ha respinto l'ordine del giorno del Correntone, che invece si voleva schierare a sostegno della posizione della Cgil auspicando l'adesione dell'"intero mondo sindacale".

"Non corrisponde all'intento unitario che stiamo perseguendo", ha così motivato il segretario la sua contrarietà.Per Fassino insommma, nessuno deve schierarsi "con o contro" questo o quel sindacato: "L'avversario è la Confindustria, è il governo, non ci sono nemici nel sindacato.

E le forme di lotta della Cgil non sono rivolte contro Cisl e Uil".

"Una posizione troppo diplomatica" quella di Fassino, secondo Gloria Buffo, uhna delle firmatarie del odg respinto.Invece è stato proprio un appello alla diplomazia quello lanciato da Pierluigi Bersani, membro della segreteria: riferendosi all'ipotesi di una intesa separata sull'articolo 18, e vedendo il rischio di "recrudescenze nello scontro all'interno del mondo sindacale", il responsabile economico dei Ds ha avvertito: "Qui bisogna che misuriamo le parole, i fatti e i gesti, perché noi qui ci giochiamo la testa.

L'unita sindacale è quasi un bene pubblico".Rai: pluralismo o il CdA si dimettaLa direzione dei Ds ha votato invece all'unanimità un ordine del giorno di condanna del Cda della Rai per il caso della cancellazione dei programmi diretti da Biagi e Santoro dal palinsesto.

L'ordine del giorno, presentato da Chiti, Angius e Cuperlo e su cui si è riconosciuto anche il 'Correntone', richiede le dimissioni del consiglio di amministrazione della Rai nel caso in cui non vengano ripristinate le condizioni di pluralismo nell'azienda.L'ordine del giorno invita il partito a mobilitarsi nelle varie sedi, a cominciare da quelle istituzionali della presidenza della Camera e del Senato, per chiedere al Cda di rispettare il pluralismo, e solo nell'ultimo punto avanza una richiesta di dimissioni del Cda se persegue una linea considerata di adeguamento alle richieste di Silvio Berlusconi, che aveva criticato Biagi e Santoro da Sofia."L'espulsione di fatto di Enzo Biagi, Michele Santoro e Fabio Fazio dai palinsesti della Rai è un fatto gravissimo e allarmante.

Si applica il silenziatore ad alcuni tra i migliori professionisti in servizio alla televisione pubblica, così come indicato dal presidente del Consiglio nel corso di una recente conferenza stampa a Sofia".Secondo la direzione Ds, "non esistono argomenti, dal punto di vista degli ascolti o della professionalità, che possono giustificare una scelta editoriale del genere.

La Rai priva i cittadini di alcune risorse fondamentali per un servizio pubblico pluralista e riduce la sua stessa competitività sul mercato in fasce orarie decisive per la stessa raccolta pubblicitaria.

Il tutto per mera obbedienza agli ordini del capo del governo".L'odg dà inoltre mandato al segretario Piero Fassino e ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, Violante e Angius, di richiedere "un incontro urgente ai presidenti Pera e Casini, al fine di segnalare loro l'elevata preoccupazione nei confronti di un tentativo di omologazione dell'informazione pubblica"."Di fronte all'eventuale mancato ripristino di una condizione basilare di pluralismo, i Ds - si sottolinea nell'Odg - assumeranno ogni iniziativa tesa a denunciare quotidianamente una tale insopportabile forma di condizionamento politico e culturale.

E questo anche attraverso la richiesta di dimissioni dell'intero vertice Rai, a partire dal presidente e dal direttore generale".L'ordine del giorno si conclude con un appello "a tutte le forze di opposizione, a tutti i cittadini, agli operatori dell'informazione, della comunicazione della cultura, alle associazioni e ai movimenti impegnati nella difesa delle libertà e dei diritti civili" affinché si apra "una fase di mobilitazione per sensibilizzare l'opinione pubblica" sulle vicende della Rai.Fassino, rinnovo radicale del partitoPiero Fassino infine, ha confermato e rafforzato la proposta di avviare "un cantiere di lavoro che rinnovi radicalmente il partito".

E' un progetto che il segretario dei Ds ha sottoposto alla direzione, confermando anche la convocazione della conferenza programmatica, che dovrebbe tenersi in autunno.

"Si tratta di appuntamenti impegnativi che devono far proseguire la costruzione, avviata a Pesaro, di una moderna sinistra riformista e che dovranno essere gestiti coinvolgendo tutto il partito, le sue diverse sensibilità culturali, le sue diverse componenti interne, le sue diverse organizzazioni territoriali".

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