04 GIU 2002

Radio Carcere: L'art. 41 bis, introdotto con il D.L. n. 306 del 1992.

[NON DEFINITO] | di Riccardo Arena - 00:00 Durata: 1 ora 17 min

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Il trattamento penitenziario per i mafiosi, tra esigenza di sicurezza e rispetto dei diritti costituzionali stabiliti negli artt.

13, 27 e 113 Roma, 4 giugno 2002 - La quinta puntata di radio carcere è dedicata al tema del trattamento penitenziario previsto dall'art.

41 bis.

Ospiti della trasmissione: l'avv.

Valerio Spigarelli, l'avv.

Renato Borzone e l'avv.

Giuliano Dominici (della Camera Penale di Roma), il dott.

Guido Lo Forte (P.M.

del Tribunale di Palermo), il prof.

Massimo Pavarini (ordinario di Diritto Penitenziario all'Università di Bologna) e il dott.

Sandro Margara (Magistrato di
Sorveglianza).

Cosa dice la Legge L'art.

41 bis, secondo comma, della Legge n.

354 del 1975 stabilisce che quando sussistono gravi motivi di sicurezza pubblica, il Ministro della Giustizia di ufficio o su richiesta del Ministro dell'Interno, può sospendere le ordinarie regole del trattamento penitenziario nei confronti dei detenuti (sia imputati in attesa di giudizio sia condannati in via definitiva) per reati di associazione di stampo mafioso (art.

416 bis c.p.) ovvero per altri reati di particolare gravità.

Cosa è il 41 bis L'art.

41 bis quindi non è una pena ma un modo di essere detenuti in carcere ovvero un modo di espiare o una misura cautelare o una pena definitiva e ha come scopo quello di isolare la persona detenuta dal proprio ambiente criminale.

In altre parole il 41 bis consente che nei confronti di una persona detenuta vengano sospesi alcuni diritti che invece sono riconosciuti dalla legge a tutte le altre persone detenute.

I limiti imposti dal 41 bis Le limitazioni dei diritti imposte dal 41 bis sono: 1.

un colloquio al mese con un famigliare (invece di 4 al mese) che avviene con mezzi divisori ed è sottoposto a rigidissimi controlli; 2.

limitazioni della c.d.

"ora d'aria" ovvero l'ora di tempo che il detenuto ha diritto di trascorrere all'aperto nel cortile del carcere; 3.

limitazioni nella ricezione della quantità e qualità di beni di prima necessità che la famiglia della persona detenuta può inviare in carcere; 4.

divieto per la persona detenuta di poter cucinare nella propria cella; limitazioni nel diritto di difesa che si sostanzia nell'assistenza ai propri processi non di persona ma tramite video conferenza; 5.

limitazione se non eliminazione dei rapporti tra persona detenuta e quelle figure del carcere come educatori e psicologi che sono previste dalla Legge proprio per consentire e coadiuvare la rieducazione della persona detenuta.

Origine storica dell'art.

41 bis All'indomani dell'uccisione del giudice Giovanni Falcone e del giudice Borsellino si è sentita l'esigenza di creare nuovi strumenti per consentire alla magistratura di sconfiggere il fenomeno mafioso.

L'art.

41 bis è uno di questi strumenti "eccezionali" di lotta alla mafia.

Si riscontrò infatti che le normali strutture penitenziarie non erano adeguate a garantire l'isolamento del mafioso dalla propria "famiglia".

La conseguenza di tale situazione era che il boss arrestato riusciva, se pur detenuto, a inviare direttive all'esterno.

Per queste ragioni si è pensato ad un regime carcerario, come quello del 41 bis, che riuscisse a isolare il più possibile il mafioso, o presunto tale, dalla sua organizzazione.

Il c.d.

carcere duro, applicato ai mafiosi con il 41 bis, ha consentito, soprattutto nella sua prima applicazione, di ottenere due risultati positivi.

Il primo è stato quello di riuscire ad isolare dall'esterno le persone coinvolte in organizzazioni mafiose.

Il secondo è stato quello di ottenere la collaborazione, il pentitismo dei mafiosi.

Il dibattito politico attuale In occasione dell'anniversario dell'uccisione del giudice Falcone è rinata la discussione sulla legittimità dell'art.

41 bis.

Infatti prima l'on.

Luciano Violante (DS) e poi il Ministro della Giustizia Roberto Castelli, si sono manifestati chiaramente favorevoli ad una proroga della norma che ha introdotto il 41 bis e che scadrà nel dicembre 2002.

Il dibattito che si è sviluppato durante «Radio Carcere» ha evidenziato la necessità che sia garantita la sicurezza negli istituti di pena dove sono detenute persone imputate o condannate per reati di criminalità organizzata.

D'altra parte però si è sottolineato con forza e chiarezza che la normativa attuale sul 41 bis è lacunosa e soprattutto non tiene conto in modo sufficiente dei diritti, sanciti negli artt.

13, 27 e 133 della Costituzione, riconosciuti a tutte le persone detenute.

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riduci

  • Introduzione del tema della puntata e presentazione degli ospiti

    <br>(A cura di Giovanna Reanda e Riccardo Arena)<p><em>Indica degli argomenti</em>
    0:00 Durata: 3 min 22 sec
  • Intervento del prof. Massimo Pavarini: cosa dispone l'art. 41 bis

    0:03 Durata: 4 min 22 sec
  • L'opinione sul 41 bis dell'avv. Giuliano Dominici della Camera Penale di Roma

    0:07 Durata: 6 min 5 sec
  • Intervento del Dott. Guido Lo Forte (P.M. della D.I.A. del Tribunale di Palermo) sulle finalità del 41 bis

    0:13 Durata: 5 min 52 sec
  • Intervento del dott. Sandro Margara sulla circolare ministeriale n. 40 del 1998 relativa al 41 bis

    0:19 Durata: 4 min 41 sec
  • Intervento dell'avv. Valerio Spigarelli (Presidente della Camera Penale di Roma) che presenta il libro "Barriere di vetro" a cura della Camera Penale di Roma

    0:24 Durata: 3 min 1 sec
  • L'art. 41 bis tra esigenze di sicurezza e rispetto dei diritti delle persone detenute. Intervengono: il dott. Lo Forte e l'avv. Dominici

    0:27 Durata: 6 min 22 sec
  • Il confronto con le carceri Statunitensi. Intervengono: il dott. Sandro Margara, il dott. Guido Lo Forte, l'avv. Giuliano Dominici e l'avv. Valerio Spigarelli

    0:33 Durata: 4 min 3 sec
  • Intervento del dott. Sandro Margara sulla circolare ministeriale n. 40 del 1998 relativa al 41 bis e la sentenza della Corte Costituzionale n. 376 del 1997

    0:37 Durata: 2 min 12 sec
  • La relazione tra regime del 41 bis e fenomeno del pentitismo. Intervengono: il prof. Massimo Pavarini, il dott. Guido lo Forte, l'avv. Valerio Spigarelli, l'avv. Giuliano Dominici e l'avv. Renato Borzone

    0:40 Durata: 12 min 10 sec
  • Intervista registrata a Mauro Palma, componente italiano del Comitatp per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa

    0:52 Durata: 4 min 39 sec
  • L'art. 41 bis e la questione di costituzionalità della norma. Intervengono il prof. Massimo Pavarini, l'avv. Valerio Spigarelli

    0:56 Durata: 8 min
  • Proposte di modifica del 41 bis. Intervengono: dott. Guido Lo Forte, avv. Renato Borzone, prof. Massimo Pavarini e il dott. Sandro Margara

    1:04 Durata: 13 min 3 sec