08 FEB 2000

AN presenta una proposta di legge per l'abolizione del reintegro ed evitare il referendum

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 20 min 55 sec
Organizzatori: 

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Roma, 8 febbraio 2000Documento audiovisivo (e sintesi delle dichiarazioni) della conferenza stampa tenuta da Alleanza Nazionale durante la quale è stata illustrata la proposta di legge recante "Nuove norme per la flessibilità del lavoro".Alla conferenza stampa partecipano Gustavo Selva, Giovanni Alemanno, Pietro Armani, Manlio Contento, Gianfranco Fini, che hanno in conclusione risposto alle domande dei giornalisti.

Registrazione video di "AN presenta una proposta di legge per l'abolizione del reintegro ed evitare il referendum", registrato martedì 8 febbraio 2000 alle 00:00.

L'evento è
stato organizzato da Alleanza Nazionale.

La registrazione video ha una durata di 20 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Interventi di Selva, Alemanno, Armani, Contento e Fini

    Sintesi delle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Alemanno, Armani e Fini:<br><strong>Giovanni Alemanno</strong> ha esposto le linee guida della proposte di legge:<br>"La nostra proposta - rispetto al referendum ed a quelle gia presentate in parlamento da Debenedetti e Bastianoni - è più avanzata dal punto di vista sociale poichè prevede un preavviso di sei mesi per il licenziamento e l'estensione delle tutele ai lavoratori finora esclusi dalle previsioni dell'articolo 18.<br> Sintetizzando possiamo dire che questa proposta offre meno tutela, ma ad un numero molto maggiore di lavoratori, includendo i para-subordinati ed i soci-lavoratori delle cooperative. L'altro aspetto che intendiamo sottolineare è che questa legge offre una tutela a quei lavoratori che hanno più difficoltà di collocamneto. Abbiamo anche aggiunto un regime transitorio per i lavoratori ultra-cinquantenni, per i quali resta in vigore l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Questa proposta pone la normativa italiana in linea con le normative europee".<p><strong>Pietro Armani</strong> illustra la regolamentazione del sistema di indennità di licenziamento della PdL:<br> "Il calcolo si calcola su quattro parametri: la qualifica professionale, l'età anagrafica del lavoratore e la dimensione dell'azienda: il totale dell'indennità è costituito dalla somma di tre quote relative ai primi tre parametri, aumentata del 50% nelle aziende tra i 16 e 50 dipendenti, del 100% nellaziende tra i 51 ed i 250 dipendenti, del 150% se l'impresa ha più di 250 dipendenti. Sotto l'aspetto fiscale l'indennità di licenziamento verrà trattata separatamente come nel caso dell'indennità di licenziamento."<p><br><strong>Gianfranco Fini:</strong><br> "L'importanza di questa proposta è duplice. da un latro dimostra che la destra ha una forte capacità di inziativa politica su un tema estremamente rilevante qual'è quello della democrazia economica, della flessibilità, sulla tutela dei diritti sia dei lavoratori che degli imprenditori. Abbiamo, inoltre, riaffermato la nostra volontà di agire legislativamente in modo tale da garantire maggiore libertà per le imprese, senza danneggiare e sguarnire i sacrosanti diritti dei lavoratori. Avremmo presentato comunque la nostra proposta di legge, ma quanto deciso dalla Corte ha reso più urgente l'iniziativa legislativa. Infatti, rispetto al pacchetto inizale dei cosiddetti quesiti "sociali" relativi alla flessibilità del lavoro, la decisione della Corte di ammettere soltanto quello sullo statuto dei Lavoratori, determina un quadro oggettivamente diverso, poichè a fronte di referendum che garantivano flessibilità, sia in entrata che in uscita, la sentenza della Consulta ha tolto la possibilità di pronunciarsi sui referendum che garantivano la flessibilità in entrata, lasciando solo il referendum sulla flessibilità in uscita e tutto questo ha reso ancora più urgente la presentazione della legge.<br>Questa proposta sarà la cartina di tornasole per comprendere chiaramente chi davvero vuol garantire flessibilità ed al tempo stesso tutela del diritto del lavoratore e chi - al contrario - è animato o dalla volontà di far celebrare comunque il referendum o dalla volontà di lasciare inalterata una legislazione che da più parte obsoleta. L'iniziativa di AN non si esaurirà nella presentazione della proposta di legge, ma affronteremo anche le questioni connesse alla flessibilità del salario ed ai meccanismi di partecipazione dei lavoratori alle imprese. In ogni città italiana, organizzeremo dei convegni per confrontarci con le parti sociali in molte città italiane."<br> <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 17 min 30 sec
  • Risposte alle domande dei giornalisti

    <p>Sintesi delle risposte alle domande dei giornalisti:<strong> Sull'esclusione del meccanismo per i lavoratori del settore pubblico</strong><br>Alemanno: "L'esclusione dei lavoratori del settore pubblico deriva dalla legislazione pre-esistente, poichè l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori riguarda solo i lavoratori delle aziende private". <p> L'adeguamento alla normativa esistente per le organizzazioni di tendenza<br>Armani: "La nostra proposta di legge risponde alla questione sollevata dai promotori in riferimento all'esclusione di alcuni settori (partiti, sindacati, e così via) particolarmente privilegiati dal reintegro obbligatorio. Si tratta di un modo di rispondere alle obiezioni fondate avanzate dai radicali" <p> Sull'atteggiamento di AN all'eventuale tenuta del referendum<br>Fini: "Mi auguro che non si arrivi al referendum, ma qualora ciò dovesse accadere, dovremo riflettere, poichè - come detto in precedenza - la Corte ha lasciato solo il referendum per la flessibilità in uscita e dunque sarà necessario che si riuniscano gli organismi dirigenti per approfondire la questione. Per ora, preferisco pensare che la proposta di legge venga approvata e che il referendum non si tenga"
    0:17 Durata: 3 min 25 sec