10 NOV 2000

Droga: Pannella assolto «La riprova che la norma è incostituzionale per manifesta irragionevolezza»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 10 min 5 sec

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Il leader radicale assolto dalla seconda sezione penale del Tribunale di Roma per la cessione di hashish in diretta tv su TG2, segna una importante vittoria contro la legislazione proibizionista sulle droghe, ma lancia l'allarme anche sui nuovi proibizionismi e sul rischio di censura di Internet dopo l'oscuramento del sito "razzista".

Registrazione video di "Droga: Pannella assolto «La riprova che la norma è incostituzionale per manifesta irragionevolezza»", registrato venerdì 10 novembre 2000 alle 00:00.

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  • "Una norma che giuridicamente fa vergogna"

    Con i giornalisti, Marco Pannella si è soffermato sul significato politico e giuridico della sentenza, ricordando come i radicali abbiano posto "il problema della irragionevolezza di una legge proibizionista stolta e distruttiva". Il leader radicale ha infatti sottolineato che la legge contro la quale i radicali stanno da anni conducendo la propria lotta nonviolenta attraverso le disobbedienze civili "dice che chiunque, a qualsiasi titolo, riceve o consegna una qualsiasi quantità anche di non-droga è colpevole". A tal proposito, Pannella ha ricordato il prossimo appuntamento processuale che vedrà coinvolti i radicali, venerdi 17 novembre, allorquando arriverà in una fase cruciale un altro procedimento giudiziario: "Sarà la riprova che bisogna rimandare alla Corte Costituzionale per manifesta irragionevolezza questa norma, altrimenti continueremo ad avere una 'selva selvaggia' di denunce, condanne, arresti e assoluzioni che costituiscono un momento di distruzione dell'amministrazione della giustizia. Speriamo - ha proseguito Pannella - che invece si faccia strada una remissione alla Consulta per manifesta irragionevolezza di una norma che giuridicamente fa vergogna".<br> <br>
    0:00 Durata: 1 min 56 sec
  • Roma, 10 novembre 2000 - Marco Pannella è stato oggi assolto dalla II sezione penale del Tribunale di Roma, dalle accuse formulategli a seguito della cessione di 200 grammi di hashish in diretta tv nel corso della trasmissione "Italia in diretta" condotta da Alda D'Eusanio, lo scorso 28 dicembre del 1995. I giudici, hanno assolto il leader radicale dall'accusa di cessione gratuita di sostenza stupefacentile "perche' il fatto non costituisce reato", mentre "insussistente" è stata dichiarata l'accusa di istigazione a delinquere.<br> <br>
    0:00 Durata: 5 min 32 sec
  • "Siamo in una giungla e ne pagheremo il prezzo"

    Il leader radicale non si è fermato ad analizzare solo l'aspetto contingente della sentenza odierna, ma inquadra l'esito processuale in una riflessione pià ampia delala situazione italiana: "In questo regime - ha affermato Pannella - i valori costituzionali sono nulla, per il giornalismo, per l'amministrazione della giustizia e per la politica: siamo in una giungla e ne pagheremo il prezzo. Laddove non c'è legge - ha concluso - ci si può aspettare il peggio in una società come la nostra".<br> <br>
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  • "C'e' una differenza fra la coscienza umana ed i poteri folli ed impazziti"

    Sollecitato dalle domande dei giornalisti, Pannella ha anche affrontato la questione antiproibizionista in una chiave internazionale, sottolineando che se da un lato "è vero che gli Usa hanno stanziato migliaia e migliaia di miliardi per occupare militarmente la Colombia per togliere delle culture che sono presenti da millenni", dall'altro però "ogni volta che si va ad un referendum in qualche stato degli USA, si approva addirittura l'uso della marijuana e dell'hashish come farmaco utile e necessario. Dunque - ha aggiunto - come in Italia, anche a livello mondiale abbiamo una differenza molto forte tra la coscienza umana e i poteri folli e impazziti".<br> <br>
    0:02 Durata: 56 sec
  • "Ora cercano una scusa per oscurare Internet"

    Sempre rispondendo alle domande della stampa, Pannella è anche tornato sull'esito incerto delle presidenziali Usa, riconfermando la propria ammirazione per il modello americano: "Intanto è chiaro che tutta l'America è pronta ad accettare che un pugno di voti consegni i massimi poteri dello stato all'uno o all'atro. Questo vuol dire che questo sistema è profondamente radicato in una società che rende liberi al proprio interno i movimenti più follemente antiliberali e settari".<br>L'elogio del modello americano è servito anche per lanciare un ulteriore allarme sulla situazione Italiana. Infatti, Pannella ha ricordato che se alle presidenziali USA "si è potuto candidare un razzista, in Italia si oscurano, tanto per avere una scusa per cominciare ad oscurare Internet, siti suscettibili di reati d'opinione razzista e siamo in un paese in cui il razzismo fa parte di forze politiche che stanno per andare al Governo, e ci sono già state in passato. In America, invece, si cura con la libertà la società dai germi di dissoluzione e di violenza".<br> <br>
    0:03 Durata: 1 min 10 sec