13 FEB 2001

PE: Discussione sulla direttiva per l'emissione di OMG

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 24 min 40 sec

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Strasburgo, 13 febbraio 2001 - Documento audiovideo di parte della discussione al parlamento sulla direttiva sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (Ogm) (Il testo della direttiva).

Registrazione video di "PE: Discussione sulla direttiva per l'emissione di OMG", registrato martedì 13 febbraio 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 24 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • David Robert BOWE (PSE, GB) illustra la proposta di direttiva

    <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>Presidenza del vicepresidente JAN-KEES WIEBENGA
    0:00 Durata: 4 min 10 sec
  • Peter LIESE (PPE, Ger)

    Interventi a nome dei gruppi
    0:04 Durata: 3 min 49 sec
  • Guido Sacconi (PSE, Ita)

    0:07 Durata: 2 min 26 sec
  • Hiltrud BREYER (Verdi-ALE, Ger)

    0:10 Durata: 2 min 35 sec
  • Jonas Sjostedt (GUE, Sve)

    0:13 Durata: 2 min 55 sec
  • Liam Hyland (UEN, Irl)

    0:15 Durata: 1 min 28 sec
  • Benedetto DELLA VEDOVA (TDI, Ita)

    0:17 Durata: 2 min 9 sec
  • Johannes BLOCKLAND (EDD, Ola)

    0:19 Durata: 2 min 3 sec
  • Karl Erik OLSSON (ELDR, Sve)

    <p>Ecco il testo della proposta di risoluzione<p>MOTIVAZIONE <br><strong>Antefatto</strong> 1. Il 23 febbraio 1998 la Commissione presenta una proposta di direttiva che modifica la direttiva 90/220/CEE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM).<br> 2. Obiettivo della proposta è ampliare e chiarire la portata della direttiva vigente 90/220/CEE sull'emissione deliberata di OGM inserendo tutti gli aspetti ecologici diretti e indiretti. Introduce un controllo obbligatorio dopo l'emissione sul mercato di prodotti OGM e un limite temporale massimo di dieci anni per la prima autorizzazione. Inoltre cerca di aumentare la trasparenza e l'efficienza del processo decisionale, promuove un'armonizzazione della valutazione dei rischi e introduce requisiti di chiara etichettatura per tutti gli OGM che sono immessi sul mercato.<br> 3. L'11 febbraio 1999 il Parlamento europeo adotta la prima lettura con 78 emendamenti. Il Consiglio adotta la sua posizione comune il 9 dicembre 1999.<br> 4. Il 12 aprile 2000 il Parlamento europeo adotta complessivamente 29 emendamenti in seconda lettura. Il 15 settembre 2000 il Consiglio notifica formalmente al Parlamento di non poter accogliere tali emendamenti. Ciò rende necessario convocare il comitato di conciliazione. <p> <strong>Conciliazione</strong><br> 5. Il 17 maggio a Strasburgo la delegazione tiene la sua riunione costitutiva e si avviano contatti informali con il Consiglio e la Commissione subito dopo la seconda lettura, durante la Presidenza portoghese.<br> 6. Prima dell'apertura formale del comitato di conciliazione si svolgono due trialoghi con la Presidenza francese e la Commissione (19 settembre 2000 e 19 ottobre 2000) per preparare i prossimi negoziati di conciliazione e si raggiunge un accordo preliminare su 13 emendamenti.<br> 7. L'8 novembre 2000 la procedura di conciliazione è formalmente aperta dall'on. FRIEDRICH (per il Parlamento) e dalla sig.ra VOYNET (Presidente del Consiglio ambiente). A tale riunione è confermato l'accordo di massima sui 13 emendamenti raggiunto nel trialogo e si fanno notevoli passi avanti su numerosi altri emendamenti. L'accordo raggiunto riguarda in particolare i seguenti argomenti:<br> - uno scadenzario per l'eliminazione graduale, alla fine del 2004, per i marcatori di resistenza agli antibiotici per gli OGM immessi in commercio ai sensi della parte C e entro il 2008 per gli OGM autorizzati a norma della parte B,<br> - un impegno della Commissione a presentare una proposta legislativa sulla responsabilità ambientale entro il 2001 che copra anche il danno derivante da OGM,<br> - esame di effetti potenziali cumulativi a lungo termine unitamente all'interazione con altri OGM e l'ambiente nel contesto della valutazione del rischio effettuato anteriormente all'autorizzazione. <p> Dopo la prima riunione di conciliazione si raggiunge un accordo su 22 emendamenti, tralasciando 7 emendamenti relativi a settori più spinosi, come un'esenzione per i prodotti farmaceutici, l'introduzione di registri pubblici per gli OGM e le disposizioni relative alle esportazioni di OGM.<br> 8. Al successivo trialogo del 29 novembre 2000 i negoziati si concentrano sui restanti 7 emendamenti e si discute questo pacchetto di compromesso: <br>- Prodotti farmaceutici<br> In seconda lettura il Parlamento intendeva escludere i prodotti farmaceutici geneticamente modificati e destinati al consumo umano dall'applicazione della nuova direttiva. Il compromesso raggiunto contempla un'esenzione per i prodotti farmaceutici destinati all'uso umano a scopi di ricerca (parte B della direttiva) sempre che la legislazione comunitaria settoriale che ne disciplina l'autorizzazione risponda a determinati criteri (ossia una valutazione del rischio ambientale equivalente). <br>- Protocollo di Cartagena<br> Il protocollo di Cartagena sulla biosicurezza ha un peso rilevante sulla nuova direttiva in particolare per quanto riguarda l'esportazione di OGM verso paesi terzi. Pertanto il Parlamento desiderava non soltanto citare il protocollo, ma invitare anche la Commissione a presentare una proposta legislativa per l'attuazione in tempo debito. In base al compromesso raggiunto la Commissione è invitata a presentare una proposta entro il luglio del 2001. Poiché l'argomento chiave in tale rispetto è l'esportazione di OGM verso paesi terzi, il testo concordato prevede per gli esportatori comunitari l'obbligo di notifica al paese importatore prima dell'esportazione, di accuratezza dell'informazione fornita dall'esportatore, previa autorizzazione all'importazione. <br>- Registri pubblici<br> In seconda lettura il Parlamento ha chiesto l'allestimento di registri pubblici a scopi di ricerca e a scopi commerciali. Questo punto è stato difficile da risolvere a livello di Parlamento e di Consiglio in quanto l'esperienza in diversi Stati membri ha fatto emergere le potenzialità di conflitto derivanti dall'esistenza di tali registri. Si è infine concordato che gli OGM immessi nel periodo di prova (parte B della direttiva) siano registrati e le informazioni siano a disposizione del pubblico. Per quanto riguarda l'emissione di OGM a fini commerciali (parte C della direttiva), la loro ubicazione dovrà essere notificata alle competenti autorità e resa nota al pubblico nel modo che le autorità ritengono opportuno. <br>- Rinnovo di autorizzazione<br> La validità della prima autorizzazione per le emissioni di OGM è limitata a un massimo di 10 anni. In seconda lettura il Parlamento ha chiesto di introdurre un limite anche allorché l'autorizzazione sia rinnovata. Si è convenuto che il rinnovo di una preventiva autorizzazione sia anch'esso limitato nel tempo: come regola generale la rinnovata autorizzazione dovrebbe essere valida per un altro periodo di 10 anni. Tale periodo può essere limitato o esteso per motivi specifici.<br> - Etichettatura e rintracciabilità di OGM<br> Il Parlamento ha insistito per norme relative a una chiara etichettatura e rintracciabilità di OGM e di prodotti derivati in quanto essenziali per il consumatore. Il consumatore infatti può decidere se acquistare o meno prodotti contenenti OGM solo se questi prodotti sono adeguatamente etichettati. In una dichiarazione scritta la Commissione si è impegnata a presentare proposte intese a fornire una rintracciabilità adeguata per i prodotti derivati dagli OGM nel corso del 2001, nonché a completare il sistema di etichettatura in conformità del Libro bianco sulla sicurezza alimentare. <br>9. Questo pacchetto è stato accolto con lievi modifiche dalla delegazione del PE il 5 dicembre. Il COREPER ha confermato il pacchetto nella riunione del 6 dicembre. La procedura di conciliazione si è conclusa per iscritto con lettera del 14 dicembre 2000. <p><strong>Conclusioni</strong><br> 10. La delegazione del Parlamento accoglie l'accordo raggiunto e ringrazia la presidenza del Consiglio francese e la Commissione per la costruttiva cooperazione. L'accordo raggiunto può essere considerato soddisfacente, la delegazione quindi raccomanda al Parlamento di adottare il progetto comune allegato.<br>
    0:21 Durata: 3 min 5 sec