05 MAR 2001

Euro: Cauto ottimismo di Duisenberg

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 53 min

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Rallenta la crescita, ma anche l'inflazione ed il presidente della BCE assicura: "Il generale livello di fiducia nell'area euro è rimasto alto".

Richiamo ai governi per la scarsa ambizione dei piani di stabilità: "Servono riforme strutturali".

Registrazione video di "Euro: Cauto ottimismo di Duisenberg", registrato lunedì 5 marzo 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 1 ora e 53 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • L'ultima parte dell'audizione è stata rivolta ad illustrare agli eurodeputati tutti i provvedimenti che la BCE sta assumendo in vista del 1 gennaio 2002, data in cui banconote e monete dell'euro sostituiranno le attuali divise nazionali: assicurare che il processo di sostituzione sia efficiente e che fuori dall'euro vi siano disponibilità di banconote è uino degli obiettivi principali insieme ad una serie di iniziative e di conferenze per promuovere l'adozione dell'euro da parte dei cittadini.<br> <br>
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  • Le prospettiva di crescita economica a lungo termine saranno inoltre favorite se i governi degli stati membri intensificheranno i progressi verso il consolidamento fiscale. In particolare il presidente della BCE ha appuntato la propria attenzione contro i programmi di bilancio degli stati membri: "Le previsioni di bilancio contenute in alcuni piani di stabilità - ha affermato - non sono così ambiziosi, dal momento che i tagli alle tasse non sono accompagnati dalle appropriate misure di riduzione di spesa". Sottolineando come la politica fiscale possa divenire un "fattore di rischio per la stabilità dei prezzi" Duisenberg ha mosso ulteriori appunti a quei i piani di stabilità che non fanno "i necessari progressi per fronteggiare le sfide fiscali a lungo termine, in particolare quelli relativi agli aggiustamenti per far fronte all'invecchiamento della popolazione", riproponendo il tema delle pensioni e delle riforme strutturali per favorire le potenzialità di crescita della zona euro: "E' crucuale provvedere alla disponibilità di lavoro e capitali, - ha sottolinenato - ma anche di innovazione e di diffusione delle nuove tecnologie e dei metodi di produzione, così come di maggiore flessibilità nel mercato del lavoro". <br> <br>
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  • Duisenberg ha sottolineato che la crescita dei prezzi si è attestata al 2,4% con un calo di 0,2 punti percentuali dovuto principalemente al calo del prezzo del petrolio ed al miglioramento del cambio dell'euro: se a gennaio è diminuito il prezzo dell'energia, è però cresciuto significativamente il prezzo dei prodotti alimentari. Il rpesidente della BCE ha ricordato però che gli effetti dell'incremneto del prezzo del petrolio e le oscillazioni dell'euro registrati nello scorso periodo stanno ancora producendo effetti sui prezzi al consumo, "impedendo che l'inflazione scenda rapidamente sotto il 2 per cento nei prossimi mesi". Ciò nonostante ha assicurato gli operatori del mercato sul fatto che il tasso di inflazione di questo periodo può essere considerato "temporaneo". Invitando a proseguire nella moderazione dei salari Duisenberg ha sottolineato che questo non solo sarà utile pe la politica monetaria, ma renderà anche sempre più agevole la diminuzione della disoccupazione.<br> <br>
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  • Anche se il Presidente della BCE ha ammesso che "tutte le informazioni disponibili rivelano come il PIL dell'area Euro stia leggermente calando nella seconda metà dell'anno confrontato con la forte crescita del primo semestre" ha assicurato sul fatto che "la previsione generale per questo anno, e per quello successivo resta positiva" aggiungendo che "il generale livello di fiducia nell'area euro è rimasto alto" ed analogamente "la crescita economica rimarrà abbastanza robusta, per il prossimo periodo". Sugli effetti del rallentamento dell'economia globale anche se essa "potrebbe determinare un rallentamento delle esportazioni" Duisenberg ha assicurato che "al momento non vi sono segni che il rallentamento dell'economia americana stia provocando significativi effetti sull'economia dell'area euro" anche se ha garantio una "una stretta sorveglianza" da parte della BCE.<br> <br>
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  • Duisenberg ha quindi richiamato la decisione assunta nello scorso dicembre di mantenere la previsione della crescita economica al 4,5%: "C'erano già state indicazioni nel novembre del 2000 del fatto che il rallentamento della crescita economica si sarebbe protratto per alcuni mesi" Duisenberg ha inoltre ricordato come tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001 questi segni di rallentamento si siano fatti "più evidenti" e come "secondo gli ultimi dati dispnibili il primo trimestre dell'anno, la crescita economica annuale dell area M3 si è attestata al 5% e si muove gradualmente verso il valore previsto del 4,5%". A fronte di questo però ha Duisenberg ha sottolineato come "i rischi sulla stabilità dei prezzi dal puinto di vista monetario diventano sempre più moderati". Altri fattori richiamati da Duisenberg, sono stati il rallentamento della crescita economica degli USA e le vicende in Giappone che "hanno fatto incrementare l'incertezza rispetto alle prospettive dell'economia mondiale". Dall'altro lato, però il calo del prezzo del petrolio ha influito positivamente sulle entrate dell'area euro.<br> <br>
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  • Bruxelles, 5 marzo 2001 - Al centro dell'attenzione della relazione di Wim Duisneberg nel corso dell'audizione presso la Commissione Affari monetari dell'Europarlamento la strategia della BCE per favorire il proseguimento della crescita economica senza far aumentare l'inflazione nell'area-euro.<br> Anzittutto Duisenberg ha affrontato le strategie di politica monetaria della banca centrale spiegando i motivi che hanno indotto il Consiglio a mantenere inalterati i tassi di interesse: "I recenti sviluppi hanno messo in evidenza un più contenuto rischio della stabilità dei pressi rispetto al periodi precedente" aggiungendo al contempo però che "alcuni fattori comunque invitano alla cautela".<br> <br>
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