20 APR 2001

Pannella: Raggio Verde, un festival delle mafie riunite. Ciampi e carabinieri intervengano subito

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 18 min 9 sec

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Roma, 20 aprile 2001, ore 14.00 "Ritengo che i carabinieri e Ciampi, se avessero un minimo rispetto per sé e per la nostra Costituzione, dovrebbero intervenire ed usare magari le manette per interrompere la fragranza di un reato continuo che è tra il più grave che il paese possa constatare, quello della violenza contro la legge e contro un popolo".

Così Marco Pannella ha chiuso il proprio intervento in diretta in apertura del notiziario pomeridiano di Radio Radicale, durante il quale ha denunciato con veemenza l'imminente realizzazione di "una violenza gravissima contro il diritto ed i
diritti, contro la democraticità dello scontro elettorale". Il leader radicale ha rivolto le proprie accuse nei confronti della trasmissione "Raggio Verde", la cui messa in onda - prevista per la serata dello stesso 20 aprile - vedrà quale protagonista Marcello Dell'Utri, avversario di Emma Bonino nel collegio senatoriale di Milano 1, a cui saranno dati "dai 6 agli 8 milioni di ascoltatori".

Pannella ha chiamato in causa "il teppista" Michele Santoro, il suo "servo-padrone" Carlo Freccero, il presidente Rai, Roberto Zaccaria e "l'associazione mafiosa che è il dupolio Rai-Set".

Questa la denuncia di Pannella: "Accade che durante le elezioni, si creano gli antagonismi per fare terra bruciata degli antagonisti.

Si attacca qualcuno, lo si insulta e, con un uso assolutamente in contrasto con le norme generali che regolano il momento elettorale, e si crea lo scontro".

In tal modo - ha proseguito Pannella - Santoro conferirà a Marcello Dell'Utri almeno 5 o 6 milioni di ascoltatori per fare la propria "autodifesa" quindi, naturalmente, l'apologia delle proprie ragioni, delle proprie idee e della posizione propria, e di quella della Casa delle Libertà, in queste elezioni.

Pannella ha contestualizzato la prevista puntata de "Il raggio Verde" nell'ambito di un atteggiamento complessivo del sistema televisivo contro i diritti degli italiani ad essere correttamente informati: ha infatti ricordato la precedente puntata della medesima trasmissione che, programmata come un confronto-scontro tra laici rappresentati da Emma Bonino e Luca Coscioni e cattolici rappresentati da Bindi e Buttiglione, era stata all'ultimo momento trasformata in una tavola rotonda con più persone e digressioni varie proprio "per impedire lo scontro" ed impedire di presentare agli italiani, i radicali quali "antagonisti" dei due poli.Al contrario, ha osservato Pannella, "questa sera è preannunciato il grande scontro fra Dell'Utri da un lato e L'Ulivo e Di Pietro", impostazione che si configura come discriminazione "sia a livello nazionale, sia a livello lombardo dei candidati lombardi". "La tramsissione di questa sera - ha sottolineato Pannella - vale moltissimi miliardi" in termini di pubblicità elettorale ed è quindi "sintomatica, gravissima ed irreparabile" poichè "si continua ad ingananre il popolo italiano presentando degli antagonisti che non corrispondono al nulla", con uno scontro "ben preparato dal punto di vista spettacolare".

"Avete qualche dubbio - ha chiesto retoricamente Pannella - sul fatto che Dell'Utri, Freccero e Santoro abbiano preaparato tutto, gli insulti, il dossier?".

Il leader radicale ha proseguito richiamando un altro episodio sintomatico della situazione di danno "irreparabile" alla democraticità dello scontro elettorale: la puntata del giorno prima de "Il fatto" di Enzo Biagi che ancora una volta ha presentato Di Pietro, Bertinotti e D'Antoni come gli unici non coalizzati nei due poli.

Pannella a tal proposito ha svelato un retroscana, raccontando che la redazione di Biagi aveva invitato Emma Bonino solo alle 11 di mattina per una registrazione da effettuare "entro le ore 17", mentre la leader radicale si trovava a Milano per gli impegni di campagna elettorale.

Si tratta, secondo l'analisi del leader radicale, di una strategia consolidata, dal momento che - ha ricordato - analoga situazione si era già verificata: "La si invita quanto è impossibile che possa accettare".  "Il regime - ha concluso Pannella - ha scelto di ingannare gli elettori in modo tale che Milano 1 plebisciti dell'Utri e renda quasi imppossibile l'elezione di Emma Bonino in quel collegio, mentre il voto al Senato in Lombardia è fondamentale per assicurare la presenza radicale nel prossimo parlamento".

Rievocando anche il fatto che le liste Bonino secondo il regolamento della Vigilanza Rai e secondo il conseguente calendario Rai, hanno lo stesso spazio delle cosidette "liste civetta", Pannella ha chiamato in causa il presidente della repubblica e le forze dell'Ordine che "stanno assistendo alla messa in condizione di inganno rispetto alla democrazia ed il popolo italiano".

In questo contesto, il leader radicale ha richiamato il senso dell'ormai imminente Satyagraha radicale il cui obiettivo è appunto quello di difendere "il diritto di quei 6-8 milioni di italiani a non essere ingannati".

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