21 GIU 2001

Approfondimento: Le dichiarazioni di voto alla Camera in sintesi

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Roma, 21 giugno 2001 - Dibattito parlamentare caratterizzato in generale dai toni pacati, ma non sono mancati interventi duri: l'Ulivo si sdoppia - come annunciato - in due interventi di Rutelli (buonista) e Fassino (più cattivo).

Nella maggioranza, se La Russa celebra la fine delle asperità da campagna elettorale, Elio Vito attacca con virulenza il centrosinistra.Le opposizioni Nell'assenza di un regolamento che consenta il portavoce della coalizione, l'Ulivo affida le proprie dichiarazioni di voto al proprio leader e viceleader.

Parla per primo, a nome della coalizione nello spazio
attribuito alla Margherita, Francesco Rutelli , in un intervento dai toni pacati e di apertura 'bipartizan' soprattutto per la politica estera e gli impegni internazionali.

Rutelli annuncia un'opposizione "costituzionale, fiera, forte", ma capace "in tutte le occasioni in cui il governo lo renderà possibile", di anteporre "il bene comune agli interessi di parte", ma su scuola, sanità, diritti dei lavoratori, ambiente dichiara che il centrosinistra non farà sconti.

Il leader dell'Ulivo contesta "i bilanci dei Governi dell'Ulivo" fatti dal centrodestra: "Avete francamente cominciato con il piede sbagliato" afferma.

"Secondo voi, sarebbero addirittura colpa del passato Governo eventuali, incidenti di piazza a Genova, in occasione del G8, per non parlare dei possibili discostamenti nelle previsioni sui conti pubblici" ed in tal senso chiama ad assumersi le responsabilità sulle promesse elettorali e chiede conto del conflitto d'interessi.In seconda battuta Piero Fassino , aggiunge - in un intervento caratterizzato da toni più aspri: "Lei Presidente Berlusconi non avrà di fronte un'opposizione stizzita, pregiudiziale nè arroccata a difendere l'esistente: il terreno di confronto e di competizione lo sceglieremo sul futuro e sulla modernizzazione.

Fassino illustra le sfide: fare in modo che si possa liberare "la flessibilità dalla precarietà" nel mercato del lavoro, assecondare la domanda di immigrazione necessaria allo sviluppo facendo i conti "con le ansie e le paure di una società che vive l'immigrazione come rischio".

"Ci batteremo per coniugare la modernità e i diritti" dal momento che - aggiunge Fassino - "la modernità non è neutra", ma "dipende da chi la dirige".

Al numero due dell'Ulivo, ex-ministro del governo di centrosinistra, tocca però rivendicare anche i risultati dei precedenti governi contrastando la rappresentazione della realtà volta "a far credere agli italiani che c'è chi, e sareste voi, vuole la modernizzazione e l'innovazione di questo paese, mentre ci sarebbe chi, e saremmo noi, è caratterizzato da una posizione statica, immobile ed incapace di cogliere le domande della modernità".Voto di sfiducia preannunciato anche da Rifondazione Comunista, che facendosi portatrice degli interessi di chi resta fuori dall'"unità della borghesia" costituita dal nuovo governo con l'appoggio delle grandi famiglie industriali italiane, prospetta "un'opposizione di popolo per costruire un'alternativa".

In un'Europa "fragile", il nuovo governo, secondo Fausto Bertinotti , si è collocato a livello internazionale proprio attraverso "la grande impresa" e "si esprime anche autorevolmente nel ministro degli esteri in un asse con gli Stati Uniti d'America".

Ma Berlusconi, sottolinea il segretario di Rifondazione, non è né Chirac, né Jospin.

"Voi, signor Presidente del Consiglio, non potreste sottoscrivere la prima parte del discorso di Jospin con cui il Capo del Governo francese ha motivato la sua adesione all'Europa, ma non potreste neppure sottoscrivere l'opposizione di Chirac allo scudo stellare degli Stati Uniti d'America.

Questo è il Governo della competitività e della globalizzazione.

È bene per voi e male per noi".

Un discorso incentrato sulle riforme istitusionali, invece, quello di Marco Boato , che rimarca la confusione presente nella Cdl.

"In materia di forma di Governo - dichiara Boato in rappresentanza del Gruppo Misto alla Camera -, su cui sono stato relatore nella precedente legislatura, la Casa delle libertà si è sistematicamente opposta a qualunque riforma costituzionale; ora, conquistata la maggioranza, lei si dichiara finalmente favorevole ad accompagnare il federalismo come un rafforzamento dell'esecutivo.

Sono d'accordo, ma rilevo che in pochi giorni si è parlato prima genericamente di presidenzialismo poi di cancellierato o di legittimazione popolare diretta del capo dell'esecutivo; sono tre ipotesi completamente diverse tra loro e, quindi, mi pare evidente una certa confusione culturale e costituzionale in una questione così importante e delicata".

Dichiarando che le collaborazioni delle Minoranze Linguistiche "si basano non su ideologie, ma sui valori delle autonomie speciali e sulla sensibilità nei confronti delle minoranze" stesse, Siegfried Brugger , dichiara che i deputati da lui rappresentati saranno all'opposizione per il momento ma "valuteranno il governo dai fatti".

Rigore sulle proposte di amnistia, di tornare indietro sulla legge sull'aborto e sul diritto all'autodeterminazione delle donne, dai Verdi.

"Su tali argomenti noi saremo rigorosissimi - afferma Alfonso Pecoraro Scanio - perché è fondamentale rendersi conto che riguardo alle grandi battaglie per l'affermazione dei diritti sull'ambiente e sulla sicurezza alimentare, nonché dei diritti civili dei nostri cittadini, non si può tornare indietro".

L'ex ministro delle Politiche Agricole auspica inoltre che "Genova sia una città aperta dove dare risposta non al popolo di Seattle - che rappresenta un'espressione giornalistica e vecchia - ma ai cittadini globali che chiedono democrazia, dibattito e confronto nelle istituzioni".

Apprezza i toni moderati di Berlusconi, ma esprime ancora molti dubbi, Enrico Boselli , il quale in rappresentanza dello Sdi, dichiara il voto contrario ed il timore che il nuovo Governo peggiori, e di molto, i conti pubblici di cui pur si lamenta.

Per i Comunisti Italiani parla Oliviero Diliberto , segnalando soprattutto l'accettazione "pedissequa" delle richiesta confindustriali da parte del nuovo governo e "l'aggressione al sindacato e segnatamente alla CGIL".La maggioranza Parlando "anche a nome dell'onorevole Milioto e della collega Chiara Moroni, figlia di un deputato socialista che si tolse la vita nel clima infame del biennio 1992- 94", e chiededendo "una commissione di inchiesta parlamentare" che promuova "la verità storica e politica che tutto il paese si attende" sul fenomeno politico-giudiziario di tangentopoli, il primo a dichiarare la fiducia al nuovo governo è Bobo Craxi , nel cui intervento non manca un accenno polemico quando rivolgendosi a Berlusconi afferma: "La nostra neonata formazione politica ha contribuito alla sua vittoria anche se ciò sembra non essere sufficientemente tenuto in conto" e successivamnte dichiara che "una formazione politica di coerente tradizione socialista" come il Nuovo Psi "non può sentirsi interamente rappresentata da una coalizione dichiaratamente di centrodestra".E' invece un voto di "protesta", contro "la creazione - sostenuta con forza da Prodi e da D'Alema - di un'Europa «superstato» di stampo centralista", "il tentativo di Costituzione europea, redatto da pochi illuminati, ed il tentativo attualmente in atto di far passare il voto a maggioranza sono la conferma di questo disegno di stampo autoritario", quello di Alessandro Cè e della Lega Nord Padania, per cui è "una grande soddisfazione avere mandato a casa questa sinistra impresentabile".

Votano la fiducia al governo anche i deputati democratici cristiani di Marco Follini , manifestando la disponibilità a lavorare assieme al Governo e in Parlamento "per rendere più forti i legami della solidarietà" e per coltivare "l'unità tra maggioranza ed opposizione nella difesa delle istituzioni che abbiano in comune, l'unità, per quanto è possibile, tra ceti sociali che pure hanno interessi difformi, l'unità doverosa e per noi imprescindibile tra territori diversi che abbiamo il dovere di avvicinare, rispettandone tutte le differenze e le particolarità".

Si rallegra perchè "il clima di campagna elettorale è sparito, non c'è più", l'onorevole Ignazio La Russa , esprimendo la fiducia per Allenaza Nazionale.

"È un piccolo miracolo - dichiara - che credo dipenda anche dal taglio, dal modo, dal tono con cui il Presidente del Consiglio si è posto prima al Senato e poi in questa sede.

Certo, anche nell'intervento dell'onorevole Rutelli ho potuto ascoltare toni diversi da quelli della campagna elettorale, e me ne rallegro.

La campagna elettorale è finita non solo nei toni, ma anche nelle argomentazioni".

La Russa saluta con favore la svolta del 13 maggio dovuta all'affermazione del bipolarsimo e pone al nuovo esecutivo la richiesta di "un premier eletto direttamente dal popolo, che sia autentico punto di riferimento dell'unità nazionale e motivo di rafforzamento della governabilità".

"Pieno e incondizionato sostegno", naturalmente dal capogruppo di Forza Italia, Elio Vito , primo firmatario della mozione di fiducia che ha svolto uno degli interventi dai toni più duri nei confronti dell'opposizione.

Vito ha ricordato che l'attuale primo ministro è stato "oggetto di una campagna continua, indiscriminata, di aggressione, di odio, di calunnia, di diffamazione" senza precedenti "nelle campagne elettorali, non solo dell'Italia, ma di tutti i paesi democratici", passando ad un duro contrattacco anche sul conflitto d'interessi, la cui approvazione "scientificamente la sinistra ha voluto impedire".

Dura reazione anche alle critiche sulle dichiarazioni di Bossi: "Non accettiamo lezioni sull'Europa - afferma Vito - da chi nella sua storia non ha la condivisione dei valori, dei voti, dei trattati che hanno dato fondamento all'Unione europea, da chi ha avuto nella sua storia, fino a qualche anno fa, anche la contestazione della partecipazione del nostro paese all'Alleanza atlantica" ed anche al centrosinistra che chiede il dialogo sulle riforme Vito ha replicato con durezza rievocando che la riforma federalista nella precedente legislatura è stata approvata con soli quattro voti di maggioranza.

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