29 GIU 2001

Milosevic all'Aja: Grande vittoria del Partito Radicale

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Registrazione video di "Milosevic all'Aja: Grande vittoria del Partito Radicale", registrato venerdì 29 giugno 2001 alle 00:00.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • La campagna per l'istituzione del tribunale ad hoc per i crimini nella ex-Jugoslavia (1993)

  • La campagna del PR per l'incriminazione di Milosevic

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  • <p>29 giugno 2001 - La notizia è stata diffusa nel mondo proprio da una delle poche voci che - all'apogeo del regime - avevano tentato (invano) di resistere: Radio B92. <br>L'emittente serba ha annunciato poco dopo le 18.00 che Slobodan Milosevic era stato prelevato dalla sua prigione nel centro di Belgrado e trasferito alla base militare americana di Tuzla dove un aereo della Nato lo aspettava per trasportarlo all'Aja, finalmente nelle mani del Tribunale Penale Internazionale.<p>Con la consegna del dittatore serbo nelle mani della Corte Internazionale, giunge a compimento una grande battaglia radicale, quella per la realizzazione di un segmento di giurisdizione internazionale che possa giudicare da vivi, davanti ai contemporanei, equamente (e senza la previsione della pena di morte), i responsabili di crimini contro l'umanità.<p>"Si tratta di una prima affermazione all'interno dell'applicazione del diritto internazionale. Un passo in avanti, a mio parere, verso la costituzione di un ordine mondiale basato sul diritto e sulla legalità dei diritti umani". Così Emma Bonino, ma non oggi, bensì il 27 maggio 1993, all'indomani della della delibera da parte del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per l'istituzione del tribunale ad hoc nella ex Jugoslavia.<p>Anche questa volta, infatti, e come quasi sempre è accaduto, al momento del successo di una sfida radicale, inzialmente considerata come utopistica e velleitaria, probabilmente nessuno ricorderà l'impegno e la lotta, la caparbietà e la determinazione messa in campo dal partito radicale. La lotta per la realizzazione della Corte penale ad hoc, così come quella attualmente in corso con l'impegno dell'associazione radicale "Non c'è pace senza Giustizia" per il raggiungimento delle sessanta ratifiche necessarie all'entrata in vigore dello Statuto di Roma, del Tribunale Permanente per i crimini contro l'umanità. <p>Per i radicali, però, si tratta di una doppia vittoria: l'impegno storico nella regione dei Balcani, dopo la costituzione del Tribunale ad hoc per i crimini nei Balcani, si è concretizzato nel 1998 con la richiesta di incriminazione di Slobodan Milosevic, dopo il fallimento della politica internazionale che a Dayton aveva rilasciato un nuovo lasciapassare al dittatore serbo, nonostante le scelleratezze commesse in Bosnia. <p>Dopo una lunga campagna, con oltre 200.000 adesioni in tutto il mondo, il 27 aprile 1999, il procuratore del tribunale ad hoc per i crimini nella ex Jusgolavia, la signora Louise Harbour, con le accuse di omicidi, deportazioni e persecuzioni di massa in violazione delle leggi e degli usi di guerra, chiede l'icriminazione si Slobodan Milosevic.<p>Tutto questo dopo una giornata intensa iniziata con una temporanea vittoria dell'ex dittatore, dal momento che la Corte Costituzionale della Repubblica Federale Jugoslava aveva sospeso l'esecutività del decreto approvato il giorno precedente dal governo guidato da Zoran Djindijc. Ma proprio il premier serbo ha deciso per l'azione a sorpresa, sfidando il giudizio della suprema corte ed ha quindi consegnato il dittatore serbo nelle mani della comunità internazionale.
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