03 LUG 2001

Ciampi all'Ispi: Il futuro ed il ruolo dell'Europa nello scenario mondiale

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Milano, 3 luglio 2001 - Il futuro dell'Europa, le riforme necessarie, il ruolo che un'Unione rafforzata deve ricoprire nello scenario internazionale, e nel governo della globalizzazione soprattutto per il sostegno ai paesi in via di Sviluppo.

Tutto questo al centro dell' intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della visita all'Istituto di Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano.Ciampi ha anzitutto rivendicato il ruolo dell'Italia nella costituzione dell'Unione, ma ha anche affermato che "l'impulso dell'Italia rimane fondamentale" per proseguire
nella costruzione dell'Europa, il cui prossimo passo è costituito dalla "creazione di una cittadinanza europea", dal momento che "l'Europa unita, centro di identità civile e materiale, rimane ancora incompiuta".

Le riforme istituzionaliPremessa maggiore dell'intervento di Ciampi, però, vi è soprattuto il la questione delle riforme istituzionali, necessarie per il rafforzamento dell'Unione anche in vista dell'allargamento: "Le riforme istituzionali sinora convenute, a cominciare dalle procedure di decisione, sono incomplete" ha rilveato Ciampi.

La proposta di Ciampi è quella di superare il sistema di decisione all'unanimità e l'affermazione del voto a maggioranza, ma anche sull'estensione e miglioramento delle cooperazioni rafforzate.

"Lo esige - ha spiegato il Capo dello Stato - la nostra aspirazione a trasformare un'Unione Europea composta da 27 e più Stati in un protagonista della realtà internazionale".

Una Federazione di Stati NazioneSull'assetto istituzionale, Ciampi ha espresso il proprio sostegno alla proposta di una Federazione di Stati Nazione, che costituisce "un compromesso avanzato fra le diverse posizioni e sensibilità all'interno dell'Unione Europea" e quindi "delinea una solida prospettiva d'avanzamento".Questa soluzione, infatti, consente conciliare "la vocazione federale dell'Unione con la legittimità degli Stati".

Che evolva più verso una Federazione o verso una Confederazione, però Ciampi ha sottolineato che l'Europa dovrà dotarsi "di una Costituzione, di un Atto fondamentale", giudicato "requisito essenziale" e che svolga la funzione di impedire "la frammentazione dello spazio politico europeo".

Il ruolo dell'Europa nella scena mondiale "Non è più tempo di piccoli passi" ha ammonito il capo dello Stato: bisogna dunque "eliminare gli ostacoli che impediscono all'Europa di parlare con una voce sola sulla scena mondiale", poichè ciò è "indispensabile, per il mantenimento dell'equilibrio globale e di pace" e contribuire alla soluzione delle grandi sfide del nostro tempo" che il presidente Ciampi ha elencato "a cominciare alla difesa dell'ambiente".

Ciampi si è quindi soffermato sulla necessità che l'Europa proietti "innanzitutto sull'intero Mediterraneo la propria capacità di crescita civile ed economica, e la propria volontà di creare dialogo e comunicazione" a partire dal Medio Oriente (dove "l'Europea deve farsi anche interlocutore autorevole per riannodare le fila del processo di pace"), ma anche verso l'Africa.

"Abbiamo di fronte a noi - ha affermato Ciampi - il compito epocale di collegare durevolmente all'Europa il futuro dell'Africa sottraendola alla deriva della emarginazione".

Medio-oriente e Balcani cruciali per l'Europa Sempre sulla situazione medio-orientale Ciampi ha proposto la "presenza di osservatori internazionali" anche se ha rivolto un monito alle parti in conflitto: "Palestinesi e israeliani siano, però, consapevoli che, senza una pace duratura, senza sicurezza per tutti, la grande alleanza con l'Europa è irrealizzabile e il Medio Oriente rischia di diventare il "malato cronico" del Mediterraneo".

Uno sguardo di Ciampi anche ai Balcani rispetto ai quali il Capo dello Stato ha affermato che "Nel continente europeo non vi sarà mai stabilità duratura fintanto che i Paesi balcanici non sapranno lavorare insieme intorno ad un'autentica prospettiva di integrazione, basata sull'intangibilità delle frontiere, sulla rimozione degli estremismi e delle suggestioni monoetniche" così come obiettivi complementari sono giudicati "integrazione regionale e ancoraggio all'Europa".

Rapporto con gli Usa: Rafforzare la comunità atlantica "La pace in Europa dalla seconda metà del Novecento - ha ricordato Ciampi - poggia su due pilastri: il processo di integrazione europea e l'alleanza con gli Stati Uniti" e quindi "sugli stessi pilastri, e sulla piena condivisione da parte della Russia dello spazio europeo ed atlantico, può fondarsi, nel XXI secolo, la pace mondiale".

Soprattutto però, Ciampi rivendica l'importanza delle relazioni Usa-Ue: "E' impensabile affrontare le grandi sfide mondiali senza un impegno congiunto delle due sponde dell'Atlantico".

"Nel difendere la libertà dell'Europa - ha aggiunto Ciampi - in due conflitti mondiali e nella Guerra Fredda, gli Stati Uniti difendevano la comune civiltà, nella quale americani e europei si riconoscono.

Questa realtà storica e l'esperienza positiva della ormai lunga alleanza ci spingono a rafforzare la comunità atlantica, in un rapporto più uguale nelle responsabilità e nell'impegno, per meglio affrontare le nuove sfide".

Così, per Ciampi "l'errore più grave" sarebbe per entrambe le parti "di pensare che la solidarietà atlantica sia divenuta, dopo la fine della guerra fredda, "meno importante di ieri" dal momento che "il ruolo e la presenza degli Stati Uniti in Europa sono una garanzia essenziale per la sicurezza del continente e la stabilità mondiale".

D'altro canto l'integrazione europea "non è un'alternativa al legame transatlantico: lo rende più forte" poiché "solo un'Europa più unita e più autorevole potrà condividere equamente gli oneri della sicurezza comune".

Governare la globalizzazione "Governare la globalizzazione: questa è la nuova missione dell'Unione Europea".

Così Ciampi in vista del G8 di Genova Ciampi ha affrontato la questione della globalizzazione, un fenomeno che "ha generato e sta generando, insieme con un più alto sviluppo per il mondo intero, squilibri economici e sociali di eccezionale portata e una più acuta loro percezione".

Le le iniziative assunte in passato per sostenere i Paesi in via di sviluppo, sono divenute "inadeguate" e quindi "con la massima urgenza" servono "procedure e strumenti nuovi".

Ciampi ha richiamato la necessità di "un vero codice etico", ma soprattutto - ha aggiunto - "si tratta procedere a decisioni concrete, quale quella dell'effettiva apertura dei mercati dei Paesi sviluppati ai prodotti dei Paesi più poveri, ponendo fine ai residui protezionismi settoriali".

Non basta la cancellazione del debito dei Paesi poveri, "ma bisogna stanziare somme per adeguati aiuti allo sviluppo, per fronteggiare epidemie ormai dilaganti".

"Dobbiamo essere consapevoli - ha affermato Ciampi - che quando affermiamo di voler 'governare' la globalizzazione, si tratta di assumere su questi temi coerenti decisioni".

A tal proposito il presidente ha espresso l'auspicio che il vertice di Genova, possa rappresentare "l'inizio di un dialogo più intenso con i Paesi in via di sviluppo, di un dialogo costruttivo, di un dialogo per fare".

"Governare la globalizzazione: questa è la nuova missione dell'Unione Europea" ha concluso Ciampi.

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