04 LUG 2001
europa

Ue: Prodi all'Europarlamento "Se il trattato di Nizza viene respinto, anticipare la prossima CIG"

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Il presidente della Commissione respinge le critiche alle proprie dichiarazioni sull'ipotesi di una mancata ratifica del trattato di Nizza: "Era un mio dovere".

Per Prodi non è saggio far finta che il problema non esista poichè l'allargamento "resta un progetto di portata storica" Strasburgo, 4 luglio 2001 - Romano Prodi interviene nell'assemblea plenaria dell'Europarlamento in occasione della presentazione del semestre di Presidenza belga.

L'occasione per il presidente della Commissione europea, è propizia per chiarire di fronte all'Europarlamento la propria posizione sulle preoccupazioni
suscitate da alcune dichiarazioni successive alla bocciatura del Trattato di Nizza da parte della Repubblica d'Irlanda nel referendum dello scorso Giugno.

Riconfermando la propria convizione che l'Unione debba fare il massimo per ottenere la ratifica del Trattato, indispensabile per l'allargamento, Prodi richiama alla propria responsabilità di presidente della commissione il dovere di prefigurare uno scenario nella malaugurata ipotesi che la ratifica di Nizza dovesse fallire con le ripercussioni che questa evenienza avrebbe sull processo di allargamento.

"È saggio far finta che questo problema non esista?" chiede il presidente all'Assemblea e rispondendo negativamente alla sua stessa domanda, propone anche la soluzione: "non resterebbe che anticipare la data della prossima conferenza intergovernativa".

Colmare il divario tra istituzioni e cittadini Prodi ha accettato e condiviso la recente dichiarazione del presidente belga per il quale "l'Unione si è trasformata in un garbuglio di istituzioni e di strumenti." A partire da questa preoccupazione, dunque, Prodi ha sottolineato che i rimedi a questo stato di cose "devono ora essere proposti e discussi apertamente e liberamente", da cui la proposta "di dar vita a Laeken ad una Convenzione (o a un forum, comunque lo si voglia chiamare) che riunisca in forma paritaria rappresentanti dei Governi degli Stati membri e dei Paesi candidati, rappresentanti dei Parlamenti nazionali, del Parlamento europeo e della Commissione".

Prodi ribadisce con fermezza che "non solo il futuro dell'Europa dev'essere fermamente nelle mani dei suoi cittadini, ma essi ne devono capire i necessari cambiamenti" ed in tal senso interpreta l'esito del referendum irlandese come un richiamo all'unione che deve "colmare il divario apertosi tra Istituzioni e cittadini".

Mio dovere pensare all'ipotesi di un No a Nizza Prodi chiarisce le ragioni della propria posizione a seguito del referendum irlandese, riconoscendo che essa "ha destato qualche inquietudine".

A tal proposito, il presidente della commissione innanzitutto ribadisce la propria convinzione che un'unione "di 25 o più Stati membri non può funzionare con le sue strutture attuali e con gli attuali metodi decisionali".

"È per questo - prosegue - che ho sempre sostenuto che dobbiamo introdurre, come minimo, i cambiamenti istituzionali tanto faticosamente e laboriosamente concordati a Nizza" e che quindi è auspicabile che il trattato sia ratificato entro la fine dell'anno prossimo, "nel pieno rispetto delle opinioni democraticamente espresse dai nostri concittadini".

Il No irlandese, però, solleva quello che Prodi ritene "un interrogativo cruciale: che fare se, malgrado i nostri sforzi, Nizza non dovesse essere ratificato?".

Contro chi non ha resistito "alla tentazione di dire che la questione non è all'ordine del giorno" Prodi proclama essere suo dovere in quanto Presidente della Commissione, di "prevedere le ripercussioni che il "no" irlandese potrebbe avere per il processo di allargamento" che resta "l'obiettivo politico principale" della Commissione cui Prodi stesso afferma di vincolare il proprio mandato.

"È saggio far finta che questo problema non esista?" chiede il presidente all'Assemblea e per per parte sua risponde negativamente.

Anticipare la prossima Cig Dunque, Prodi spiega che le dichiarazioni che nei giorni scorsi avevano suscitato molte polemiche sono da considerarsi un onere che il Presidente della Commissione si è assunto: "Mi sono quindi fatto carico di questo dovere - afferma scegliendo la strada della franchezza, con un intervento meditato e consapevole".

"Un No a Nizza ritarderebbe inevitabilmente il processo di allargamento" ribadisce Prodi, e pertanto in questa malaugurata ipotesi "non resterebbe che anticipare la data della prossima conferenza intergovernativa, in modo da tenere fede ai nostri solenni impegni, contando anche sulla forza espressa da questa Assemblea nella pienezza del suo mandato".

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  • Il testo dell'intervento di Prodi

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  • Gli appuntamenti del semestre di Presidenza Belga

    <br><strong>Indice degli argomenti</strong>
    0:00 Durata: 1 min 27 sec
  • L'agenda sociale del vertice di Laeken

    0:01 Durata: 2 min 34 sec
  • Colmare il divario tra istituzioni e cittadini

    0:04 Durata: 3 min 26 sec
  • Un mio dovere pensare all'ipotesi del fallimento di Nizza

    0:07 Durata: 4 min 5 sec
  • Anticipare la prossima Cig se ci fosse il No a Nizza

    0:11 Durata: 1 min 37 sec