10 LUG 2001
intervista

Pensioni e Dpef: Intervista a Renato Brunetta (FI), "Ecco come cambieremo il sistema previdenziale"

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 5 min 38 sec

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Roma, 10 luglio 2001 - Il responsabile del programma di Forza Italia, l'economista Renato Brunetta conferma le anticipazioni giornalistiche che hanno annunciato la presenza nel Dpef che il governo si appresta a varare, di alcune misure di riforma del sistema previdenziale: liberalizzazione dell'età pensionabile, rafforzamento della previdenza complementare, anticipazione dei tempi di attuazione a regime della riforma Dini, l'equiparazione dei fondi aperti a quelli chiusi.

Brunetta nell'intervista rilasciata a Claudio Landi, conferma che nelle linee generali del Dpef, in discussione
all'indomani nel Consiglio dei Ministri, saranno contenuti tutti questi provverimenti e ne rivendica la portata positiva in termini di libertà individuale, ma anche in termini di bilancio.

Sul rischio dell'opposizione della Cgil avverte: ci sarà ampia discussione con le parti sociali, ma alla fine toccherà al Governo ed al Parlamento assumersi la responsabilità.

Onorevole Brunetta, conferma le anticipazioni della stampa? "Direi di si.

E' tutto come previsto: nel programma erano indicare tutti questi elementi.

Liberalizzazione dell'età di pensionamento non vuol dire altro che lasciare libertà ai songoli soggetti di accelerare o ritardare il pensionamento, naturlamente con vantaggi e svantaggi: chi più rimane, più ha una pensione alta, chi se ne va prima, ha una pensione più bassa.

La compatibilità fra pensioni ed altre attività viene totalmente aperta alla compresenza tra pensione e lavoro.

L'estensione del metodo contributivo era già in discussione da tempo ed adesso dovrebbe essere realizzata in maniera da non far si che ci siano 'figli e figliastri' rispetto al calcolo della pensione.

Per la previdenza complementare, si ridurrà l'aliquota di tassazione dall'11% al 6-7% in maniera tale da rendere il risparmio pensionistico complementare appetibile rispetto alle altre forme assicurative.

L'equiparazione dei fondi aperti a quelli chiusi è una norma elementrare di libertà nel senso che chi vuole fa i fondi gestiti dai sindacati o dalle imprese e chi non vuole li fa di tipo individuale e legati al mercato, nella più completa parità degli uni e degli altri.

Anche questa è una misura di libertà e responsabilità per gli individui".

Tutto questo dovrebbe portare a risparmi di spesa? Assieme alla accelerazione della riforma ed alla  omogeneizzazione tra i singoli comparti, dovrebbe portare da un lato ad una maggiore efficienza del sistema e dall'altro anche ad una migliore  ripartizione delle risorse e quidni ad un risparmio di spesa.

Naturalmente, nel Dpef saranno contenute le linee di base del provvedimento, laddove i parametri quantitativi anche riferiti al risparmio, saranno  frutto della verifica che si dovrebbe fare in autunnno  e dovranno essere contenuti come provvedimenti nella legge finanziaria.

Se la Cgil non ci sta cosa succede? Succede come è successo con i contratti a termine.

Le pensioni non sono monopolio di  questo o quel sindacato, sono responsabilità del governo  e del Parlamento che hanno il dovere di dare a tutti un welfare pensionistico ed efficiente, in maniera tale da poter garantire le pensioni non solo a chi le ha già, ma anche ai nostri figli.

Io credo, però, che queste linee di riforma perfettamente accettabili, anche perchè sono state al centro della discussione negli ultimi anni.

Si tratterà di vedere la quantità dell'accelerazione della riforma Dini, per eleminare quella famosa 'gobba ' di cui si è sempre parlato int ermini di eccesso di spesa sul Pil per quanto riguarda il deficit pensionistico.

Ma anche su questo, penso si potrà trovare una soluzione.

Se poi vantaggi come quello della possibilità di avere pensione e lavoro, saranno messi sul piatto, a confronto con una restrizione di alcuni dei vantaggi della riforma Dini, le parti sapranno valutare costi e benefici.

Io credo che alla finedel processo di riforma che dovrebbe essere realizzate entro l'anno ci saranno pensioni migliori, pensioni più sicure e più eque.  A questo si aggiungerà poi si aggiungerà l'impegno preso in campagna elettorale di poter  il reddito dei pensionati almeno a un milione.

Anche questo dovrà essere valutato dalle parti sociali.

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