01 AGO 2001

Adriano Sofri e Marco Pannella: Nuova conversazione al carcere di Pisa dopo i fatti di Genova

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 6 ore 14 min
Organizzatori: 

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Registrazione video di "Adriano Sofri e Marco Pannella: Nuova conversazione al carcere di Pisa dopo i fatti di Genova", registrato mercoledì 1 agosto 2001 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione video ha una durata di 6 ore e 14 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Sofri contesta ai radicali una "mutazione antropologica"

    <br>Indice per argomenti
    0:00 Durata: 20 min 56 sec
  • Edizione Completa

    Pisa, 1 agosto 2001 - Come promesso al termine dell'incontro del 3 luglio Marco Pannella torna a far visita ad Adrano Sofri nel carcere Don Bosco. dove l'ex leader di Lotta Continua è detenuto.<p> Intanto però, un fatto di attualità politica ha fatto sorgere una 'vertenza politica' tra i due protagonisti: i fatti di cronaca che si sono verificati a Genova in occasione del vertice del G8. Infatti, a Sofri non è piaciuta la reazione e l'atteggiamento di Pannella e dei radicali nei confronti del movimento di piazza che ha contestato il summit. Dopo i commenti che Sofri in questa direzione ha espresso dalle colonne de "Il Foglio", la visita di Pannella è l'occasione per un serrato confronto diretto. <p>Sofri, Caro Pannella, perchè non eri a Genova?<p>"Perchè vuoi occupare un gazebo a Roma, quando puoi andare a Genova dove c'è una quantità straordinaria di gente perbene e promettente?". Questa la questione che Adriano Sofri ha posto a Marco Pannella e che ha fatto da filo conduttore del confronto. In sostanza, l'ex leader di Lotta Continua rimprovera a Pannella ed ai radicali di non aver compreso la complessità del movimento che è sceso in piazza a Genova, da cui - secondo Sofri - "può emergere tutto", una ripresa del terrorismo, come una nuova "passione politica" in grado di travolgere gli equilibri politici istituzionali italiani, abbattendo la "frontiera fra destra e sinistra".<p> Per Sofri, infatti, il poliedrico e multiforme movimento che ha manifestato a Genova, non può essere etichettato come antiglobalizzatore e l'accusa ai radicali è quella di aver "preso sul serio l'etichetta 'antiglobal' nella sua ottusità per rovesciarla ed occupare l'angolo opposto", di essersi "tagliati fuori". Questo atteggiamento di 'chiusura' alle ragioni del movimento ed alla complessità del fenomeno, appaiono a Sofri come una "mutazione antropologica" del movimento radicale.<p>Pannella: Caro Sofri, io dico No all'inganno fascista e neo-veterocomunista che ha vinto a Genova<p>La replica di Pannella è affidata ad una lunga rievocazione delle tappe di lotta radicale, rivendicando la continuità nelle forme di lotta e negli obiettivi e sottolineando la "solitudine" che ha caratterizzato l'intera vicenda radicale. "Da questo punto di vista, c'è una continuità straordinaria e pericolosa" sottolinea il leader radicale che richiama al fondo della lotta radicale la perseverante battaglia contro l'assenza di democrazia e dello stato di diritto.<p>In tal senso Pannella ha sottolineato che in vista di Genova la lotta radicale si è rivolta anzitutto nei confornti della "multinazionale mediatica" che ha promosso la preparazione alla violenza. La critica durissima è inoltre rivolta contro l'irresponsabilità dei convocatori che hanno "ingannato" la grandissima parte dei manifestanti, convocati in trecentomila ad un corteo "che poi si scopre essere non autorizzato", ma anche contro il governo che ha scelto degli interlocutori inaffidabili, contrattando con loro perfino l'abolizione della "zona gialla per paura di essere considerato fascista".<p>Pannella, dunque, spiega a Sofri che la tradizione nonviolenta radicale non poteva consentire di unirsi a quei trecentomila manifestanti, i quali sono andati a Genova pur avendo saputo - grazie alla promozione televisiva delle tute bianche - che moltissimi sarebbero andati col passamontagna e pur avendo ascoltato l'annuncio di guerra e le parole d'ordine che annunciavano lo sfondamento della zona rossa e una serie di iniziative per impedire lo svolgimento del vertice.<br>A Sofri Pannella fa rilevare anche che oggi questi stessi manifestanti girano l'Europa gridando 'assassini' fuori ai consolati italiani. <br>Dunque, questa la replica del leader radicale, la tradizione e la continuità antropologica radicale impone una lotta contro la forza di persuasione su cui si fonda l'inganno neo-vetero-comunista e fascista di cui i manifestanti 'innocenti' e perbene, di cui Sofri tesse l'elogio, sono stati vittime.
    0:00 Durata: 3 ore 7 min
  • Pannella rievoca la continuità 'solitaria' delle lotte radicali

    0:20 Durata: 20 min 55 sec
  • Pannella e la prosecuzione della lotta contro l'assenza di democrazia e di stato di diritto

    0:41 Durata: 15 min 19 sec
  • Serrato confronto sui movimenti antiglobal

    0:57 Durata: 20 min 35 sec
  • Il confronto si sposta sugli scontri di Genova

    1:17 Durata: 11 min
  • La "piazza", agorà o colosseo moderno

    1:28 Durata: 6 min 23 sec
  • Pannella e l'inganno neo-vetero-comunista e fascista nei confronti dei manifestanti 'innocenti'

    1:35 Durata: 21 min 45 sec
  • Sofri denuncia "l'urbicidio" di Genova

    1:56 Durata: 5 min 38 sec
  • Chi si occupa di politica demografica?

    2:02 Durata: 7 min 46 sec
  • Violenza e nonviolenza: Sofri serve l'obiezione di coscienza alla "visibilità"

    2:10 Durata: 15 min 22 sec
  • Sofri rivendica l'importanza del movimento di contestazione e accusa i radicali di 'risentimento'

    2:25 Durata: 6 min 50 sec
  • Pannella replica all'accusa e spiega le proprie analisi e reazioni su quanto accaduto a Genova

    2:32 Durata: 30 min 42 sec
  • Pannella chiude con un quesito: "Che senso ha che Sofri sia in carcere?"

    3:03 Durata: 3 min 49 sec