02 OTT 2001

Referendum: Radicali, Falò dei certificati di godimento dei diritti politici

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Registrazione video di "Referendum: Radicali, Falò dei certificati di godimento dei diritti politici", registrato martedì 2 ottobre 2001 alle 00:00.

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  • <br><strong>Speciale:</strong><br>Per cosa si vota il 7 ottobre<p><br><strong>Altri servizi:</strong> 30.09.2001: I radicali invitano gli italiani a mobilitarsi contro una consultazione illegale 22.08.2001: I radicali denunciano il Parlamento Fuori-Legge sul referendum federalista VIDEO: Gandhi e il falò dei lasciapassare<p>&nbsp; <strong>Giovedi 4 ottobre, riprendendo un gesto nonviolento del Mahatma ed una propria iniziativa analoga del 1972, i radicali daranno vita ad un falò dei certificati di godimento dei diritti politici. Domenica, invece, contestazione ai seggi elettorali della validità della consultazione</strong><p>Roma, 2 ottobre 2001 - Su una inserzione a pagamento che sarà pubblicata su "Il Foglio" di domani, i radicali confermano le iniziative preannunciate negli scorsi giorni in vista del voto referendario di domenica prossima. Si parte giovedì prossimo in Piazza del Pantheon, quanto a partire da Marco Pannella, Emma Bonino e dal segretario Daniele Capezzone, dirigenti e militanti radicali e tutti i cittadini che vorranno aderire, daranno vita ad un falò dei certificati attestati il godimento dei diritti politici, emblematicamente rappresentando la riduzione in cenere dei diritti politici nel nostro paese.<p>L'attentato ai diritti civili e politici<p>L’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini è in pieno corso" - si legge nella pagina a pagamento. "La soppressione violenta della campagna referendaria ha impedito e impedirà a milioni di elettori di poter 'conoscere per deliberare' secondo quanto Costituzione e leggi prescrivono. A questo punto - prosegue l'annuncio - occorre rafforzare ed arricchire il "sì", il "no", o il rifiuto della scheda da parte di ciascuno: ferma restando la propria scelta individuale di voto (favorevole o contrario) o di non voto, chiediamo ai militanti radicali, a tutti i democratici, di non limitarsi a protestare, a lamentarsi, ma di rispondere in modo più appropriato e, almeno simbolicamente, adeguato. Per non legittimare questa ulteriore caduta negli abissi dell’illegalità da parte del regime italiano". <p>Da qui la proposta "reazione radicale": giovedì il falò del certificato di godimento dei diritti politici e domenica, qualunque sia la propria decisione di voto, contestazione formale al seggio dell’illegalità della prova referendaria.<p>Non &egrave; una risposta a questo referendum<p> Il simbolico fal&ograve; dei certificati attestanti il godimento dei diritti politici prescinde dal merito del voto che ciascuna persona vorr&agrave; esprimere, poich&egrave; - come ha precistato Pannella in un intervento sul forum del sito dei Radicali - si tratta di una iniziativa che prende spunto da quanto accaduto in vista dell'appuntamento elettorale di domenica 7 ottobre, ma non è "una risposta al referendum". &Egrave; piuttosto - spiega il leader radicale - "una risposta alla sequela, al crescendo di violenza anticostituzionale ed illegale da parte delle istituzioni e dei detentori dei vari poteri più 'pesanti' che opprimono territorio e abitanti italiani"<p>I precedenti: Gandhi e il 1972<p>L'iniziativa, riprende esplicitamente un gesto analogo che Gandhi organizzò in Sud Africa agli inizi del secolo, il falò dei lasciapassare, contro l'imposizione approvata dal governo del Sud Africa (allora possedimento britannico) nei confronti dei cittadini indiani costretti a portare con sè questo documento per poter liberamente circolare per le strade del Sud Africa. <p>Il fal&ograve; di gioved&igrave; al Pantheon, richiama però, un precedente anche nella storia radicale: nel 1972, a piazza Navona, i radicali in prossimità delle elezioni politiche diedero vita ad un falò dei certificati elettorali, denunciando la natura truffaldina delle elezioni.<p>Giovedi, dunque, appuntamento al Pantheon, per la "risposta radicale" a quello che viene definito come un altro capitolo del "caso Italia", delle violazioni del diritto e della legalit&agrave; che i radicali intendono portare all'attenzione della giurisdizione internazionale.