06 OTT 2001

L'intervento: Pannella, sfida politica ai giovani industriali

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Registrazione audio di "L'intervento: Pannella, sfida politica ai giovani industriali", registrato sabato 6 ottobre 2001 alle 00:00.
  • <p><strong>Altri servizi da Capri</strong>: Giovani industriali, critiche alla finanziaria <strong>Il leaeder radicale al presidente dei giovani imprenditori, Garrone: "Ci trattata come nemici, ma sbagliate a ritenerci dei nemici già annientati. Noi lottiamo per idee e ideali, voi per per interessi contingenti e particulari. Ci saremo quando di voi (e anche delle vostre aziende) non vi sarà nemmeno più il ricordo</strong>. <em>6 ottobre 2001 - Marco Pannella lancia una sfida al presidente dei giovani industriali, Edoardo Garrone, mentre è in corso (anche in diretta audiovideo su questo sito) il loro tradizionale appuntamento convegnistico a a Capri. La lettera, che contiene la "sfida politica" che il leader radicale lancia ai giovani rappresentanti del mondo produttivo, sarà pubblicata sulle pagine di "Libero" di domani.<br> Intanto noi ve la anticipiamo.</em> “Caro Presidente, <br><br>sto seguendo, come sempre da vent’anni, su Radio Radicale (ma lo sapete? O - piuttosto - ve ne vergognate perché non ci pagate?) il vostro convegno caprense. <br>Voi continuate istintivamente, volgarmente, a cercare di eliminare dalla vostra e altrui attenzione il mondo e le battaglie radicali. Per il mercato, per la liberalizzazione dell’impresa e del lavoro, dall’oppressione burocratico-statalista, partitocratica mono e oligo-polista. <br><br>Questo sin dal tempo del radicale Pierino Pozzoli. Quasi senza eccezioni, per i vostri Presidenti, quelli “piccoli” come quelli “grandi”, (con la parziale eccezione, forse, della presidenza Agnelli), questa è vostra regola. Perché? Forse Perché abbiamo come<em> idee, ideali, obiettivi,</em> ai quali diamo letteralmente voce, corpo, forza politica, quello che per voi sono soprattutto <em>“interessi”, interessi particulari </em>e non generali, al di là di nozioni spesso conclamate? <br><br>Comunque non denunciamo vostri peccati o colpe (concetti appartenenti al chiericume di potere con il quale da sempre vi…confrontate) ma<em> errori, errori gravi</em>. <br>Avete un tempo invitato Emma Bonino perché, per un attimo, è stata anche lei (quanto diversa dagli altri ed eccezionale!) insignita di titolarità di governo. Oggi, quasi più di ieri, Confindustria, voi inclusi, in ogni sede, eliminate non solamente dai vostri inviti ma anche semplicemente da ogni menzione, noi radicali. <br><br><strong>Caro Presidente, lo dico con vero dolore: questo è misura vostra, e non nostra. </strong>Lamentare, come lei fa, le insufficienze governative, è funzione che vi è non solamente permessa, ma assegnata, dialetticamente, dai “grandi”. Ma non avete, come sempre, funzione e libertà di rendervi autonomi dal potere di regime e da tutte le sue stremate, prepotenti, chiassose e disoneste componenti; per meglio eliminare dalla società italiana fin l’eco delle idee di Luigi Einaudi, di Ernesto Rossi, di Gaetano Salvemini, di Bruno Leoni, tanto per limitarci a nomi italiani e non scomodare inutilmente i grandi nomi delle grandi lotte, ideali, culturali, civili, politiche del mondo … “occidentale” . <br><br>Queste vostre procedure, queste vostre “ ineleganze”, appartengono di pieno diritto al mondo ed alla classe della ottusa, inanimata classe di potere della burocrazia: a tutto quello, insomma, che è estraneo ai “produttori”, ai “liberali”. Ci trattate non come (e chissà perché?) eventuali avversari ma come nemici, ma nemici di già annientati, tanto da non esistere, da non esserci già più, sia nella identità e sia nell’immagine. Accade a noi come d’altra parte anche al popolo, vero ed immenso degli imprenditori italiani, piccoli o medi che siano; quello delle Partite Iva che da più di mezzo secolo paga per le vostre scelte. E continua a farlo: quosque tandem? <br>Anche su questo, caro Presidente Garrone, vi sbagliate: ci saremo, e ci saremo quando di voi non ci sarà nemmeno ricordo e, forse, azienda.<br><br>Io so benissimo che molti di voi nel proprio “privato” hanno non di rado votato non solamente per i nostri referendum ma anche per nostri candidati e liste. Forse voi ignorate che questo è già accaduto, accade - quasi da sempre - anche ai vostri predecessori, ai predecessori dei “grandi” , e dei loro e vostri figli o avi, delle vostre famiglie. Ma la stessa vita <em>privata, privata di vita pubblica</em>, alla lunga impuditrisce; tanto quanto una vita pubblica che contraddica, (sia priva del) <em>privato</em>! Queste vostre ipocrisie, come piu’ di ogni altra, costituiscono il vano, vile omaggio che la menzogna rende alle verità. <br><br>I’m sorry, cari Presidente e imprenditori partecipanti al convegno. Sto ascoltando, naturalmente , anche gli amici Frattini, Bassolino e via dicendo; dei quali fate al solito - scusatemi - trombetta! Noi la rivoluzione liberale , liberista , libertaria continueremo a costruirla. <br><br>Non temiateci e non temiatela. Purtroppo è sommamente probabile che non ce la faremo e che di voi ce la farà “il vecchio” e non ce la faranno i moti che, pure esistono, dei vostri animi e delle vostre coscienze, spesso coincidenti con i nostri, e con tanta parte del popolo italiano. <br><br>Ricordatelo, ditevelo, noi sappiamo, da 80 anni almeno, senza effettiva soluzione di continuità, contro fascismi, comunismi, clericalismi corporativismi, classi dirigenti che reificano se stesse e la società, noi ben sappiamo di dover giocare, e, sempre più, giocheremo in questo mondo, non solo italiano, il possibile di libertà e di liberazione contro il probabile dei quali siete non attori ma oggetto. <br>Auguri per il proseguimento e la fine dei vostri lavori. Spes contra spem!<br> <br> Vostro <br><strong>Marco Pannella"