12 OTT 2001

Marcia Perugia-Assisi: Pannella, "Pacifisti (e comunisti) nemici della democrazia"

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Registrazione video di "Marcia Perugia-Assisi: Pannella, "Pacifisti (e comunisti) nemici della democrazia"", registrato venerdì 12 ottobre 2001 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Pannella alla manifestazione davanti all'ambasciata Usa lo scorso 8 ottobre Ospitiamo in anteprima questo intervento di Marco Pannella che sarà pubblicato domenica, 14 ottobre, dal "Corriere dell'Umbria"<br><p><strong>Il leader radicale "Dal 1938 un solo nemico estremo, assoluto per i militanti della pace pacifista (e comunista): le "demoplutogiudeocrazie" capitaliste. <br><br>Mussolini, il Nenni premio Stalin, Bertinotti sempre contro Londra, Parigi, New York, Suss l'ebreo… un solo nemico, come a Genova: i paesi "capitalisti", cioè democratici. <br>La pace eterna di don Benjamin e di Pol Pot… <br><br>Pannella a Bertinotti: "Per conto di generazioni intere di sterminati, dei due miliardi almeno di oppressi dai tuoi compagni, vi ti sono laicamente e irriducibilmente nemico. Se torneremo a vincere con Londra, e New York anche tu sarai più "libero di non morire per Danzica" e di proseguire la vostra lunga tragica marcia di morte, comunista e pacifista.</strong><br><br>«Conosco bene da almeno 64 anni, dal 1938, quale sia il nemico estremo, assoluto, da combattere in nome della pace pacifista. Figlio della Lupa, Ballilla, già sapevo che l’Italia è “la grande proletaria”, in guerra perenne contro le “demoplutogiudeocrazie” capitaliste, contro Londra, Parigi, New-York, Suss l’ebreo… <br>Conosco, vivo ancora oggi, il valore dell’ invito alla diserzione lanciato ai soldati francesi da comunisti e pacifisti, mentre le armate naziste erano a ormai poche settimane da occupare Parigi.<br><br>Occorreva disertare una guerra fra capitalisti, cui il proletariato, i democratici, i pacifisti non potevano che opporsi strenuamente. Questa lotta pacifista e democratica la si combatteva in Francia. Ma, naturalmente, non a Berlino, Roma, Mosca… Hitler era ufficialmente alleato di Stalin, col celeberrimo “Patto Molotov-Ribbentrop”, stilato poco prima.<br>Il pacifismo aveva scatenato lo slogan fortunatissimo, tutti gli studenti d’ Europa gridavano anch’essi: “Morire per Danzica? Mai!”. La Polonia doveva infatti essere spartita tra Germania e Urss.<br><br>Fuggito dalla Spagna, dove aveva tentato di combattere e impedire la vittoria di Franco, fuggito dall’egemonia stalinista sui combattenti repubblicani, pochi mesi prima di essere assassinato con il fratello Nello, Carlo Rosselli ammoniva con -quanto estremo!- vigore i combattenti di giustizia e libertà, i democratici del mondo, citando le dichiarazioni del Ministro degli Esteri sovietico Livitinoff: "L’Italia fascista fornisce il maggior contributo all’industria bellica dell’Urss”. <br>Intanto i pacifisti e i comunisti non manifestavano certo, in quale luogo che sia, contro l’ assassinio di Troskj, e dell’intera classe dirigente comunista della Rivoluzione d’Ottobre.<br><br>Affermo che queste pagine di storia sono state totalmente rimosse, cancellate negli ultimi 50 anni; in Italia più che altrove, lo si è impedito a generazioni dopo generazioni fino all’attuale, perché si potesse e si possa meglio continuare, e si è continuata, quella politica. Fino a ieri, FINO ad OGGI. Negli anni cinquanta, sessanta, settanta, ottanta e novanta; in questo tragico inizio pacifista del 2000 e dei suoi ventenni ingannati e traditi.<br><br>Ma, tranne che a Radio Radicale, dove mai è possibile discuterne, informarne, essere contraddetti, sbugiardati, “giustamente” linciati per queste nostre posizioni? No. Nell’Italia del duopolio Raiset, della tolleranza bipartisan, del monopartitismo imperfetto, noi gandhiani, capitiniani, non esistiamo, non dobbiamo esistere per Santoro, Vespa, Lerner, Costanzo… Niente di nuovo! <br><br>Come Mussolini, come Nenni (quello del Premio Stalin della Pace), come i massimi pacifisti della pace pacifista nel mondo, Fausto Bertinotti parla lui ,oggi, poeticamente, esclusivamente, ossessivamente del sistema del male che opprime e minaccia il mondo: quello di sempre, quello delle demoplutogiudeocrazie capitaliste. Londra, New-York, Parigi; degli eredi dei “socialfascisti peggiori dei fascisti e dei nazifascisti”: i Blair, gli Schroeder, i Fischer, la Nato con i suoi massacratori del popolo di Belgrado e di Milosevic…<br><br>Aldo Capitini ammoniva contro "l’equivoco della nonviolenza come pace". Profeticamente, anche per questa Marcia: “La nonviolenza non è soltanto rifiuto della violenza attuale, ma è diffidenza contro il risultato ingiusto di una violenza passata”. <br><br>Questa Marcia, questo frutto del sistema totalitario non solo radiotelevisivo e massmediatico nel quale si svolge, è quella dei Padre Benjamin, dei Casarini, degli Agnoletto, dei Bertinotti, accompagnati dagli eredi di Chamberlain, Daladier e Laval, della classe dirigente della politica di Monaco, della Società delle nazioni, dell’Onu di Durban e dell'elezione odierna della Siria al Consiglio di sicurezza.<br><br>Non ignoro che D’Alema (con qualcun altro di coloro che marceranno) ha tentato a proprie spese di convertire l'Ulivo a qualcosa che si avvicinava alla politica di pace dei nonviolenti della libertà e della giustizia. Ma l’ha pagata e gliela si fa forse tuttora pagare caro. <br><br>Marcerà con quel Padre Benjamin che sapeva dell’imminente attacco delle Due Torri nella capitale degli "assassini dei bimbi irakeni"; malgrado , naturalmente, la bontà del regime. Benjamin è uomo singolarmente, straordinariamente preveggente ma con questo veggente, e i suoi amici, compagni e sodali avrei qualche imbarazzo a marciare-con. <br><br>La Religiosità nonviolenta, laica, anticoncordataria, rosselliana, civile, francescana di Aldo Capitini mi ha portato invece ieri, sabato, ad Orvieto, accanto a Luca Coscioni, con i miei compagni radicali umbri, con la Presidenza, il Segretario nazionale ed i membri della direzione di Radicali Italiani, con Francesco Pullia, dell’ "Ernesto Rossi” di Terni. Spero che i lettori ne siano già informati.<br><br>Avevo otto anni, Fausto, quando ho cominciato a conoscerti, riconoscerti, comprenderti. All’orizzonte dei miei ottanta, ti assicuro: anche questa volta non prevarrai. Il costo della tua, vostra sconfitta, sarà di nuovo, forse, terribile per l’umanità, per tutti noi; ma non commensurabile con quello del permanere, dell'affermarsi e del prevalere vostro e dei vostri.<br><br> Con amore nonviolento, con la nonviolenza e la forza dell’amore per la vita, la libertà e la giustizia, per conto degli sterminati, dei due miliardi almeno di oppressi dai tuoi compagni, vi, ti, sono laicamente ed irriducibilmente nemico. Io posso usare questo termine: quando vi avremo, infatti, di nuovo battuti, con amerikani, inglesi, forti di Gandhi, di Capitini, dei liberali, liberisti, libertari, radicali, sarai sicuramente più libero anche tu. Libero di non morire per Danzica, di proseguire, se ancora la coscienza te lo consentirebbe, questa lunga tragica marcia di violenza, di morte, di vita comunista e pacifista». <br><br><strong> Espirimi il tuo commento nel Forum</strong>