16 OTT 2001

16 ottobre 2001: Un anno fa Antonio Russo fu ucciso dai servizi di Putin

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Registrazione audio di "16 ottobre 2001: Un anno fa Antonio Russo fu ucciso dai servizi di Putin", registrato martedì 16 ottobre 2001 alle 00:00.
  • 16.10.2001: La manifestazione davanti all'ambascitata Russa

    Dall'archivio L'estremo saluto dei radicali<p>&nbsp; L'intervento alla conferenza sull'impatto ambientale della guerra in Cecenia Il videoreportage sulla guerra in Cecenia Le corrispondenze dal Kosovo<p>&nbsp; Intervento in occasione della consegna del "Premio Andrea Barbato: Etica dell'obiettività" (10 ottobre 1999) Intervento all'assemblea radicale di Monastier (11 aprile 1999) Una sequela di elementi rimandano in una sola direzione: i servizi segreti della Russia del 'democratico' Vladimir Putin<p>Il 16 ottobre 2000 a un anno fa veniva assassinato Antonio Russo. Il suo corpo venne trovato a 25 chilometri da Tbilisi, sul ciglio della strada.<br>Immediatamente fu chiaro che non si era trattato di un incidente, ma di un'esecuzione. <p>Ad un anno di distanza le indagini avviate dalla magistratura italiana e da quella georgiana non hanno ancora assicurato alla giustizia i colpevoli, ma sin dalle primissime ore ed tutta una serie di elementi fecero pensare ad una chiara matrice nell'omicidio di Antonio Russo: i servizi segreti russi.<p>A parlarne furono già gli investigatori e le autorità georgiane alla mamma di Antonio, la signora Beatrice ed alla delegazione del Pr guidata dal segretario Olivier Dupuis che si recarono a Tblisi pochi giorni dopo l'omicidio.<p>Antonio era stato prelevato dalla sua abitazione, portato in un altro luogo, ucciso, e succiessivamente lasciato sul ciglio della strada, dove fu ritrovato la mattina del 16.<br> La morte era avvenuta per schiacciamento della cassa toracica dovuta alla pressione con una lastra di ferro, una tavola di legno, forse una pressa. Alla delegazione del Pr ed alla signora Beatrice, il Procuratore georgiano Jarub Balikashvili confessa che con molta probabilità Antonio Russo era anche stato torturato.<p>A questa convinzione il procuratore era giunto anche analizzando ciò che era accaduto a casa di Antonio Russo, dove tutto era stato rovistato e tutto era stato prelevato: computer, vidocassette, appunti, registrazioni. Del lavoro di documentazione della tragedia cecena non era più rimasto niente.<br>All'arrivo della signora Beatrice si scoprì che anche quelli che avrebbero dovuto essere dei nascondigli segreti - tre luoghi nei quali Antonio aveva confidato a sua mamma di aver nascosto materiale importante sulle atrocità russe in Cecenia - erano stati ripuliti.<p>La matrice russa, però, era chiaramente indicata da fatti e date politiche: nel suo ultimo intervento pubblico, Antonio Russo aveva parlato del possibile uso dei proiettili all'uranio impoverito in Cecenia, in una conferenza sull'impatto ambientale della guerra in Cecenia che la Federazione Russa aveva fortemente contrastato, arrivando ad accusare il presidente Georgiano Shevarnadze di collaborare con il terrorismo.<p>Soprattutto, però, in quella sede Antonio aveva esplicitamente fatto riferimento alla sua ulteriormente motivazione che l'aveva spinto in Georgia: raccogliere documenti e prove a difesa della incredibile ed infamante accusa che la Federazione Russa, aveva rivolto contro il Partito Radicale Transnazionale chiedendone l'espulsione dall'Onu: narcotraffico, pedofilia e terrorismo.<p>Qualche giorno, qualche ora prima della sua morte, Antonio aveva poi comunicato ad Olivier Dupuis di essere in procinto di tornare in Italia per portare la documentazione raccolta a difesa del Pr e contro la Federazione Russa.<br> Quei documenti trafugati dalla casa georgiana di Antonio, proprio nella notte del suo omicidio.<p>Oggi la Federazione Russa e Vladimir Putin sono accolti dalle cancellerie occidentali ed europee come un fedele alleato nella 'santa alleanza' internazionale anti-terrrorismo, cercando così il via-libera per sterminare il popolo ceceno. <p>Se, però, la Federazione Russa ha visto nel Partito Radicale Trasnsnazionale una masnada di terroristi, pedofili e narcotrafficanti, in Antonio Russo una persona indesiderata e cacciata per due volte dalla Cecenia, in una conferenza sull'impatto ambientale della guerra cecena, un'iniziativa filo-terroristica, allora, è giusto che oggi i radicali ricordino Antonio Russo davanti all'ambasciata Russa chiedendo libertà e democrazia per il popolo ceceno e verità e giustizia per Antonio Russo.