02 NOV 2001

Laos: Visitati i radicali, dura detenzione ma la lotta prosegue

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 0 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Registrazione video di "Laos: Visitati i radicali, dura detenzione ma la lotta prosegue", registrato venerdì 2 novembre 2001 alle 00:00.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • L'intervento di Marco Pannella

    <p><strong>Link:</strong><br><strong>Informazioni ed aggiornamenti su Radicalparty.org</strong><p> Vientiane Times<br> The Nation<p><br><strong>Giorno per giorno<br> 1 novembre: Pannella, "Noi unici alleati di due miliardi di oppressi nel mondo"<br> 1 novembre: Ancora nessuna notizia sui 5 "desaparecidos" 1 novembre: Pannella, "Riterrò Prodi, Berlusconi e Ruggiero responsabili" 31 ottobre: Pannella inizia domani uno sciopero totale della sete<br> 31 ottobre: Radicali "desaparecidos", Roma come Vientiane<br> 30 ottobre: Radicali accusati di "Attentato all'ordine costituzionale" 29 ottobre: La Farnesina prevede una soluzione difficile 29 ottobre: Preoccupazione ed allarme per la sorte dei radicali 'desaparecidos' 27 ottobre: Resi noti nomi e volti 26 ottobre: La manifestazione e l'arresto
  • La notizia riferita da Gianfranco Dell'Alba

    <p>Le delegazioni hanno incontrato i cinque detenuti: condizioni discrete ma dura detenzione. Pannella prosegue lo sciopero della sete e ricorda "é in corso una lotta nonviolenta per ritrovare i cinque studenti democratici spariti due anni fa".<p>Aggiornamento delle ore 10.45 (CET) del 2 novembre 2001<p>Dopo sette giorni di assoluto isolamento, le rappresentanze diplomatiche italiana, belga e russa sono riusciti ad incontrare i cinque radicali detenuti in Laos, il segretario del Pr Olvier Dupuis, il consigliere regionale piemontese Bruno Mellano, Silvja Manzi, Massimo Lensi e Nikolai Khramov, arrestati lo scorso 26 ottobre per aver esposto uno striscione con la scritta "Democrazia in Laos" ed accusati di attentati all'ordine costituzionale da parte delle autorità comuniste che detengono il potere nella nazione asiatica.<p>Lo ha appreso l'eurodeputato Gianfranco Dell'Alba che ha contattato l'ambasciatore italiano in Thailandia Starace Janfolla ed ha riferito il contenuto della conversazione telefonica all'assmemblea del Comitato di Radicali Italiani riunito a Roma. Anche le rappresentanze diplomatiche belghe e russe sono riuscite ad incontrare rispettivamente Dupuis e Kramov.<p>Condizioni discrete, ma carterazione duraBuone condizioni di spirito, ma provati dalle condizioni di detenzioni severe. Così l'ambasciatore Starace Janfolla ha trovato Silvja Manzi, Bruno Mellano e Massimo Lensi, secondo quanto riferito all'Eurodeputato Gianfranco Dell'Alba che lo ha contattato telefonicamente.<p>In particolare i radicali sono detenuti tutti nello stesso ambiente, ma in celle singole, impossibilitati ad uscire 24 ore su 24 e costretti ad usare i pasti e l'acqua del carcere. Secondo quanto riferito da Starace Janfolla, che ha parlato con i radicali da una distanza 8-10 metri, non sembrerebbero aver subito violenze.<br>L'ambasciatore ha parlato di tempi non brevissimi per lo svolgimento del processo.<p>Pannella prosegue lo sciopero della sete<p>Marco Pannella, prendendo la parola nel Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha affermato di ritenere "doveroso" proseguire nello sciopero della sete iniziato ieri sera alle 22 per "solida solidarietà" con i cinque radicali detenuti in Laos, che - ha ricordato - incarnano con l'inziativa nonviolenta "una lotta in corso, volta a ritrovare i cinque studenti laotiani sequestrati e scomparsi il 26 ottobre di due anni fa".<p>Pannella ha ricordato che Dupuis, Manzi, Khramov, Mellano e Lensi stanno conducendo la battaglia "per ritrovare i cinque studenti laotiani vivi e sani, oppure morti" ed ha annunciato che una rappresentanza dei radicali parteciperà alla manifestazione che si terrà domani a Parigi organizzata dalla comunità laotiana per sostenere i cinque studenti.Monito e diffida alla stampa"Stiamo lottando - ha precisato Pannella - non per la loro (dei cinque radicali) scarcerazione,ma perchè venga svolto un processo".<br>"Se volete - ha aggiunto - trovare chi dichiara di fare disobbedienza civile e poi insorge e grida alla magistratura fascista se viene indagato nei suoi confronti, rivolgetevi a Casarini, agli antiglobal, ai pacifisti".