02 NOV 2001

Crisi in Georgia: Shevardnadze destituisce il governo (e Mosca incombe)

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Grave scontro istituzionale nella repubblica ex-sovietica, da tempo nelle mire espansioniste caucasiche di Mosca2 novembre 2001 - Ieri il Presidente Shevardnadze ha destituito l'intero governo georgiano.

Ciò è accaduto dopo che migliaia di persone sono scese in piazza a Tbilisi per protestare contro il fallito raid punitivo dei servizi di sicurezza ai danni di Rustavi-2, la televisione indipendente che da tempo denuncia la corruzione del governo.

I manifestanti sono scesi in strada per sostenere Rustavi-2 e la libertà di stampa in Georgia.

Ma anche perché esasperati dalla pessima situazione
economica e dalla diffusa corruzione che affliggono il loro Paese.

Anche dopo la destituzione del governo, le proteste non hanno accennato a diminuire ed i dimostranti hanno rifiutato l'invito a disperdersi pronunciato dalle autorità.

Voci di golpeIntanto, Elena Tevdoradze, presidente della commissione parlamentare per i diritti umani, ha dichiarato che un putsch militare potrebbe aver luogo nei prossimi giorni.

La Tevdoradze, citata dall'agenzia Interfax-AVN, ha aggiunto che le manifestazioni pubbliche contro Shevardnadze stanno innervosendo i poteri forti, i quali potrebbero organizzare un putsch militare ed imporre la legge marziale.Le mire espansioniste RusseQuesta crisi interna getta benzina sul fuoco di una grave tensione esterna, i cui tizzoni ardenti minacciano d'infiammare tutto il Caucaso.

Stiamo parlando del conflitto tra abkhazi e georgiani, dietro la cui ripresa potrebbe esserci la mano di Mosca, decisa ormai a riprendersi tutto il Caucaso, dopo aver piegato la Cecenia.Tale strategia ha subito una notevole accelerazione dopo l'attentato dell'11 settembre.

Infatti, per ottenere il sostegno di Mosca alla lotta contro il terrorismo ed alla guerra in Afghanistan, Washington ha firmato una cambiale, forse sottovalutando le conseguenze di tale atto: lasciare mano libera ai russi nel Caucaso e nelle repubbliche ex-sovietiche dell'Asia centrale.

A giudicare dagli ultimi avvenimenti, pare che il Cremlino abbia cominciato a riscuotere la cambiale, con tutti gli interessi.Angelantonio Rosato.

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