03 NOV 2001

Laos: Oltre 100 radicali in sciopero della fame per la democrazia

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Registrazione video di "Laos: Oltre 100 radicali in sciopero della fame per la democrazia", registrato sabato 3 novembre 2001 alle 00:00.

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  • <p><strong>Link:</strong><br><strong>Informazioni ed aggiornamenti su Radicalparty.org</strong><p> Vientiane Times<br> The Nation<br> Scheda sul Laos (Dipartimento di Stato Usa)<br> Rapporto Amnesty sulle carceri in Laos<p><strong>Giorno per giorno<br> 2 novembre: Visitati i radicali, detenzione dura, ma la lotta prosegue<br> 1 novembre: Pannella, "Noi unici alleati di due miliardi di oppressi nel mondo"<br> 1 novembre: Ancora nessuna notizia sui 5 "desaparecidos" 1 novembre: Pannella, "Riterrò Prodi, Berlusconi e Ruggiero responsabili" 31 ottobre: Pannella inizia domani uno sciopero totale della sete<br> 31 ottobre: Radicali "desaparecidos", Roma come Vientiane<br> 30 ottobre: Radicali accusati di "Attentato all'ordine costituzionale" 29 ottobre: La Farnesina prevede una soluzione difficile 29 ottobre: Preoccupazione ed allarme per la sorte dei radicali 'desaparecidos' 27 ottobre: Resi noti nomi e volti 26 ottobre: La manifestazione e l'arresto Ottenute le assicurazioni minime sulle condizioni di salute, i radicali proseguono la mobilitazione mobilitano per ottenere un processo pubblico e legale per i cinque militanti nonviolenti reclusi nelle carceri di Vientiane dallo scorso 26 ottobre<p>Aggiornamento del 3 novembre 2001 - ore 12.30 (CET)<p>Ieri la rassicurazione più attesa: il segretario del PR Olivier Dupuis, il consigliere regionale del Piemonte, Bruno Mellano, Silvja Manzi, Massimo Lensi e Nikolaj Khramov sono vivi.<p>L'allarme non è rientrato<p>E' lo stesso Pannella però a far ripetutamente notare al Comitato Nazionale di Radicali Italiani che questa notizia costituisce solo una prima e "assolutamente insufficiente" garanzia per poter ritenere rientrato l'allarme sulla situazione dei cinque militanti della nonviolenza radicale.<p>Le stesse dichiarazioni del sottosegretario Boniver, non inducono all'ottimismo, nè sulle condizioni di carcerazione (che lo stesso ambasciatore Starace Janfolla, al termine della sua visita nel carcere a Vientiane aveva definito "molto severe"), nè sui tempi e le garanzie processuali.<p>Necessario l'incontro con gli avvocati<p>Soprattutto, però, quello che ancora non si è riusciti ad ottenere è che i radicali possano essere visitati da avvocati difensori. E' sempre Pannella a far notare che la visita dell'ambasciatore ha rassicurato solo sulla esistenza in vita dei cinque radicali, ma parlando a sette-otto metri di distanza ed in inglese per consentire ai carcerieri laotiani di controllare il contenuto della conversazione, non è stato possibile accertare alcunchè su quanto accaduto negli scorsi giorni nelle carceri di Vientiane e quanto potrebbe ancora accadere in futuro. "Solo degli avvocati - ha sottolineato Pannella - potranno consentire loro di parlare liberamente". Dunque, l'azione dei radicali per garantire i diritti processuali ai propri compagni reclusi in Laos deve proseguire.<p>I radicali chiedeno un processo legale<p>Del resto, Marco Pannella aveva più volte sottolineato che l'iniziativa politica dei radicali non è volta a chiedere la scarcerazione dei cinque, bensì un processo pubblico e legale. A questo proposito, il leader radicale aveva polemicamente aggiunto: "Se volete trovare chi dichiara di fare disobbedienza civile e poi insorge e grida alla magistratura fascista se viene indagato, rivolgetevi a Casarini, agli antiglobal, ai cosiddetti 'pacifisti'".<p>Pannella passa allo sciopero della fameAnche per questo il leader radicale aveva iniziato alla mezzanotte di giovedì uno sciopero totale della fame e della sete, per ottenere che "diplomatici ed avvocati" potessero visitare i cinque radicali detenuti a Vientiane.<p>Alla notizia dell'incontro con l'ambasciatore Stefano Starace Janfolla, infatti, Pannella non aveva desistito dall'iniziativa, insistendo sulla necessità che i detenuti potessero essere visitati anche dai legali.<br>Poi, nella serata di ieri venerdi, concludendo un lungo intervento al Comitato Nazionale ed anche rispondendo "con serenità" alle pressioni che il suo medico personale gli stava esercitando affinchè interrompesse l'iniziativa nonviolenta, il leader radicale ha invece accolto un altro invito: quello di quasi cento militanti radicali che spontaneamente avevano dato vita ad un "sathyagraha", avviando uno sciopero della fame. <p>"Devo a questi compagni il dovere di non rischiare oltre" ha dunque affermato Pannella che ha poi annunciato la propria decisione di unirsi "allo sciopero della fame" ma precisando che si tratta di una iniziativa "che è necessario far crescere".<br> Si tratta - ha aggiunto - di "continuare nelle pressioni per ottenere una difesa legale dei nostri compagni, consentodogli di conferire costantemente con i loro avvocati."<p>Digiuno di oltre 100 persone <p>In mattinata, in un comunicato il Partito Radicale ha informato che sono oltre 100 le persone in sciopero della fame, e tra questi Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, gli eurodeputati Gianfranco Dell’Alba, Benedetto Della Vedova, Maurizio Turco e Marco Cappato, i consiglieri regionali Carmelo Palma, Yasha Reibman e Lorenzo Strik Lievers, la presidente di Radicali Italiani Rita Bernardini.<p>Manifestazione a Parigi<p>Altra iniziativa, si svolgerà nel pomeriggio di oggi sabato a Parigi, dove la comunità laotiana manifesterà per la democrazia nel Laos, la liberazione immediata dei cinque studenti laotiani desaparecidos dal 1999. <br>I radicali, rappresentati dagli eurodeputati Dell’Alba e Cappato e da altri militanti che dal belgio e dal nord italia raggiungeranno la capitale francese, manifesteranno affinchè a Dupuis, Mellano, Lensi, Manzi e Kramov, sia assicurato "un processo pubblico, con avvocati scelti dalle paerti e nel rispetto delle basilari regole dello stati di diritto".