08 NOV 2001

Speciale Wto: Corrispondenza di Della Vedova da Doha

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 8 min 43 sec

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8 novembre 2001 - Benedetto Della Vedova, presidente di Radicali Italiani, ed europarlamentare eletto nelle liste Emma Bonino è a Doha, in Quatar dove si apriranno venerdi 9 novembre i lavori della IV Conferenza WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio).Nell'intervista rilasciata a Claudio Landi, Della Vedova espone il clima in cui si vive la vigilia dell'apertura della Conferenza, in un'atmsofera blindata dal punto di vista dell'ordine pubblico, ma carica di attese e tensioni per le aspettative sull'esito dei negoziati.Le atteseDella Vedova spiega che la Conferenza è chiamata che riunisce 142 paesi di tutto il mondo è chiamata a trovare un accordo non sul contenuto delle regole di commercio internazionale, bensì sulla agenda, ovvero sui punti su cui dovrebbe partire un negoziato che dovrebbe portare successivamente alla stipula di accordi multilaterali.

Il raggiungimento o meno di questo obiettivo, mancato miseramente nel precedente incontro di Seattle, è il parametro su cui si giudicherà il successo del vertice nell'emirato.L'India capofila dei paesi in via di sviluppoIl terreno di scontro sul quale gran parte del Wto si concentrerà è quello che vede contrapposti Stati Uniti ed Europa da un lato e paesi in via di sviluppo dall'altro: questi ultimi contestano fortemente le misure protezionistiche adottate dai paesi Ocse e chiedono accesso ai mercati occidentali.

In tal senso, il fatto saliente dell'immediata vigilia del vertice è da individuare nell'azione condotta dall'India che cerca di ergersi a capofila dei paesi in via di sviluppo: Della Vedova riporta l'azione del ministro del commercio estero indiano che mette in evidenza come i sussidi che i governi Ocse forniscono a ciascun paese siano equivalenti al Pil dell'intero continente africano.Agenda ristretta vs Agenda allargataSul piano dell'agenda lo scontro tra paesi in via di sviluppo e paesi Ocse, si tradurrà nella scelta tra "agenda ristretta" ossia limitata alle questioni concernenti il commercio ed i sussidi, i processi di liberalizzaione e barriere doganali, e "agenda allargata" promossa in aprticolare dall'Ue, che intende inserire le questioni ambientali e di sicurezza alimentare, dietro il cui spauracchio, però, i paesi emergenti vedono il rischio di introduzione di ulteriori strumenti protezionistici.

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