17 NOV 2001

Afganistan: Anche gli Usa in campo per i diritti delle donne afgane

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Mentre prosegue l'azione dei radicali per un grande satyagraha mondiale convocato per il prossimo 24 novembre, anche gli Usa muovono passi decisi per un ruolo delle donne nel futuro governo afgano: il primo discorso radiofonico della First Lady è espressamente dedicato a questo obiettivo.

Un rapporto del dipartimento di Stato 17 novembre 2001 - Manca una settimana al giorno in cui i radicali hanno convocato il grande Satyagraha, una giornata mondiale di digiuno e nonviolenza per le donne nel futuro governo afgano e proseguono le iniziative dei promotori per sollecitare la comunità
inernazionale ad assicurare che quelle che emma Bonino ha definito nel corso del suo intervento al Parlamento Europeo "le grandi artefici dell'opposizione nonviolenta" al regime talebano, un ruolo di primo piano nel prossimo governo afgano che nascerà sotto l'egida delle nazioni unite.

Come la stessa Emma Bonino aveva annunciato nei giorni scorsi l'azione condotta dai Radicali in Europa ha collegamenti anche oltre-oceano, dove la leader radicale mantiene dei contatti attivati nel 1997 in occasione della visita a Kabul nelle vesti di commissario Ue agli aiuti umanitari, allorquando oltre a sperimentare direttamente il carcere dei taleban ebbe modo anche di incontrare clandestinamente alcune organizzazioni di donne afgane.

Scende in campo l'amministrazione Bush Infatti, oggi dagli Usa sono giunte due iniziative congiunte che vengono lette come un passo deciso dell'amminstrazione Bush, non solo per incrementare la propaganda anti-talebana, ma anche come una chiara manifestazione della volontà di offrire un ruolo alla popolazione femminile afgana in vista della costituzione del prossimo governo a Kabul.

Laura Bush per i diritti delle donne afgane La prima e più clamorosa presa di posiziojne è stata quella della First lady Usa, laura Bush che ha dedicato il suo primo discorso pubblico in assoluto, il tradizionale messaggio radiofonico presidenziale del sabato, proprio alla questione della repressione del regime talebano contro donne e bambini.

"La vita sotto i talebani è così dura e repressiva - ha affermato la signora Bush - che anche piccoli segni di svago sono messi fuorilegge, i bambini non possono far volare gli aquiloni, le loro madri vengono picchiare se sorprese a ridere a voce alta.

In Afgnanistan le donne non possono lavorare fuori casa e non possono uscire da sole".

Un rapporto del Dipartimento di Stato Altro segnale dell'amministrazione Bush nella direzione della difesa delle donne afgane è stata la pubblicazione di un rapporto da parte del Dipartimento di Stato, in cui vengono messi nero su bianco, in nove pagine le condizioni in cui i taleban hanno costretto a vivere le donne.

Nel rapporto del Dipartimento di Stato è possibile leggere dati e fatti che Emma Bonino negli scorsi giorni ha ampiamente ricordato all'opinione pubblica mondiale: il divieto di andare a scuola, di lavorare, di essere educate e finanche di essere curate.

Soprattutto il rapporto ricorda una delle affermazioni che maggiormente spingono i radicali a chiedere un ruolo di governo per le donne afgane: prima dell'arrivo dei Taleban il 70% degli insegnanti e il 40% dei dottori in Afghanistan era costituito da donne, impegnate ad accudire una società in cui l'elemento maschile era impegnato nelle costanti guerre tribali.

Segnali di speranza in vista del Satyagraha mondiale Il rapporto rivendica per le donne afgane nel governo post-Talebano: "Le donne afgane - si legge - devono avere il diritto di scegliere il proprio ruolo nel futuro".Dall'amministrazione Bush, dunque, segnali che lasciano ben sperare nella riuscita dell'obiettivo prefissato dal grande Satyagraha mondiale dei radicali: il futuro governo afgano dovrà essere caratterizzato da una presenza in posti di rilievo da parte delle donne afgane.

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