29 NOV 2001

Conferenza afgana di Bonn: Il negoziato va avanti tra gli ostacoli

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ULTIMORA, pre 17.00: L'alleanza del Nord ha accettato la presenza delle truppe della forza multinazionale ONUBonn, 29 novembre 2001, ore 11.30 (Dal nostro inviato David Carretta) - I rappresentanti delle 4 delegazioni presenti a Bonn, hanno raggiunto, durante la notte, un accordo dulla costituzione di un Consiglio provvisorio composto da circa 150 membri, che potrebbe essere convocato fra un mese.

Una commissione ristretta, formata da 5 membri dell'Alleanza del Nord e del Gruppo di Roma e di un membro ciascuno per il gruppo di Peshawar e di Cipro, si è riunita a Bonn per decidere i criteri
per la scelta dei membri di questo Consiglio provvisorio.

E' probabile che dalla commissione ristretta escano alcuni nomi, ma non tutti.

Una parte verranno decisi in Afghanistan.

La commissione dovrebbe presentare i suoi risultati entro questa sera.

Contrasti sul ruolo dell'ex ReRimane invece il contrasto fra l'Alleanza del Nord e le altre tre delegazioni sugli altri punti in agenda a Bonn: il ruolo specifico da affidare all'ex re Zaher Shah; i dettagli di una futura autorità transitoria; il ruolo di Burhanuddin Rabbani; e la presenza di una forza multinazionale di mantenimento della pace di Afghanistan.

Sul ruolo dell'ex re se le delegazioni si trovano d'accordo sulla necessità che il re abbia un ruolo in Afghanistn, non hanno trovato un consenso sulla possibilità di affidargli la presidenza simbolica dell'amministrazione provvisorio o del consiglio provvisorio.

"Non tutti in Afghanistan sono facorevoli al fatto che il re abbia un ruolo", ha detto Francesc Vendrell, vice inviato speciale per l'Afganistan delle Nazioni Unite, secondo il quale anche all'interno delle delegazioni vi sono posizioni diverse.

"Si è lontani da una soluzione", ha aggiunto.

Il Fronte Unito-Alleanza del Nord sembra essere contraria ad una presidenza dell'ex re Zaher Shah.

"Non crediamo nelle persone, ma nel sistema", ha detto il capodelegazione Qanooni.

Tuttavia lo stesso Qanooni sembra già avere il suo candidato alla presidenza dell'amministrazione porvvisoria, e non solo: "Rabbani può essere un candidato alla presidenza del futuro governo afghano", ha affermato, "ed io stesso potrei essere il responsabile della sicurezza".

L'Alleanza del Nord si oppone anche alla presenza di una forza di mantenimento della Pace a Kabul.

Le Nazioni Unite sostengono la necessità di una forza di sicurezza internazionale per proteggere la distribuzione degli aiuti umanitari e la ricostruzione.

Tre delegazioni a Bonn (quella di Roma, il gruppo di Peshawar e quello di Cipro), affermano che una forza di sicurezza internazionale è indispensabile per garantire la sicurezza dei rifugiatio che rientrano a Kabul e delle rispettive delegazioni che faranno parte di un Consiglio transitorio.

In realtà vogliono sottrarre all'Alleanza del Nord il controllo della capitale.La delegazione dell'Alleanza del Nord a Bonn sostiene di essere in grado di mantenere la sicurezza da sola in Afghanistan.

"Preferiamo che la sicurezza sia garantita dagli stessi afghani, attraverso una forza composta da tutte le etnie", ha detto Yununs Qanonni, capodelgazione dell'Alleanza del Nord.

Ma la stessa Alleanza del Nord a Kabul sembra essere più flessibile.

Il ministro degli esteri Abdullah Abdullah ha affermato "preferire una forza di sicurezza sotto l'egida delle Nazioni Unite composta da afghani di diverse etnie.

Ma se una forza multinazionale è necessaria noi non siamo contrari".

L'Alleanza del Nord potrebbe utilizzare questa questione come strumento negoziale.

La soluzione potrebbe essere trovata nelle prossime ore.

Secondo alcuni diplomatici la forza internazionale dovrà essere richiesta dall'autorità transitoria afghana su invito del Consilgio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Divisioni nell'Alleanza del Nord Stanno emergendo con sempre maggiore forza le divisioni all'interno dell'Alleanza del Nord.

Ieri si sono ragistrati le prime voci di dissenso provenienti dall'Afghanistan e interne a una delegazione, quella dell'Alleanza del Nord.

Secondo il portavoce del Ministro del Commercio dell'Alleanza del Nord, Mohammed Nateghi, alla conferenza di Bonn non sono sufficientemente rappresentati Uzbeki e Hazari.

Gli Hazari, ha affermato Nateghi, rappresentano il 20% della popolazione, mentre a Bonn hanno un solo delegato.

In effetti la delegazione guidata da Qanooni, ha al suo interno tre Hazari, due dei quali, Hussain Anwari e Mustafa Kasimi, sono uominidi Rabbani e non riconosciuti dall'etnia Hazara.

Una critica simile è arrivata dal generale uzbeko Rashid Dostom.

"Non siamo rappresentati adeguatamente nella delegazione dell'Alleanza del Nord presente a Bonn", ha detto Dostom, che ha criticato gli sviluppi della conferenza sul futuro dell'Afghanistn.

"Se le cose continueranno ad andare così", ha affermato, "ci saranno molti disaccordi in futuro".

Infine, Dostom si è detto favorevole alla presenza di una forza multinazionale di mantenimento della pace.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri dell'Alleanza, Abdullah Abdullah, sulla presenza forza multinazionale di mantenimento della pace contraddicono quanto affermato ieri dal capodelegazione a Bonn, Yunus Qanooni, che aveva rifiutato qualsiasi forma di intervento internazionale.

Il ruolo di Rabbani La delegazione dell'Alleanza del Nord è dominata dal gruppo Tadjiko, strettamente legato a Rabbani.

Gli altri gruppi etnici sono preoccupati che le loro richieste siano ignorate.

Sembra che Rabbani abbia già violato diversi accordi interni all'Alleanza in particolare sulla presa di Kabul e di altre città.

L'Alleanza del Nord è politicamente e militarmente forte.

Controlla la maggior parte del territorio dell'Aghanistan.

Si può dire che abbia una sorta di governo.

Tuttavia sembra essere fortemente divisa al suo interno.

Probabilmente è su questo che si giocherà il futuro dell'Afghanistan.

I signori della guerra, e i loro scontri interni, continuano a dominare gli equilibri politici e militari afghani.

Gli altri gruppi presenti a Bonn sono politicamente e miliarente deboli o inesistenti.

Il gruppo di Roma si è indebolito politicamente dopo la presa di Kabul.

Militarmente ha un peso del tutto relativo all'interno dell'Afghanistan, tanto che il re ha inviato Sayed Hamid Karzai nel sud del paese per organizzare una opposizione militare Pasthun ai Talebani.

Gli altri due gruppi, quello di Cipro e quello di Peshawar, rappresentano rispettivamente gli interessi dell'Iran e del Pakistan.

Inoltre nessuno dei due ha alcun tipo di peso militare in Afghanistan, dal momento che rappresentano entrambi Afghani in esilio o rifugiati.

Per questa ragione le Nazioni Unite vogliono chiudere in fretta questa conferenza con un accordo su un'autorità provvisoria, che possa essere l'interlocutore della Comunità internazionale, ma soprattutto che ponga un freno all'egemonia militare e politica dell'Alleanza del Nord.

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