29 NOV 2001

Conferenza afgana di Bonn: L'Alleanza del Nord modera le pretese

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 8 min 14 sec

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L'impressione è che i padroni militari del territorio afgano dopo le prese di posizione dure della giornata di ieri, siano stati richiamati all'ordine dai suoi principali sostenitori, e in particolare Russi e Americani.

Bonn, 29 novembre 2001, ore 20.30 (Dal nostro inviato David Carretta) - Proseguono le trattative fra le 4 delegazioni per la formazione di un'amminitrazione provvisoria dell'Afghanistan.

Nella giornata di oggi le due delegazioni più importanti, quella del Fronte Unito-Alleanza del Nord e quella del gruppo di Roma che fa riferimento all'ex re Zahir Chah, sembrano essere vicine
ad un accordo sulla composizione numerica dell'amministrazione provvisoria e del Consigli supremo provvisorio.

In questo stesso momento le quattro delegazioni continuano gli incontri bilaterali per stabilire chi debba far parte dei due organismi provvisori.

Le liste dei membri sono in via di definizione.

E' stata costituita una commissione ristretta, formata da 5 membri dell'Alleanza del Nord e del Gruppo di Roma e di un membro ciascuno per il gruppo di Peshawar e di Cipro, che dovrebbe entro questa sera decidere un elenco, non esaustivo dei membri dei due organismi.

Una parte di futuri membri dell'amministrazione provvisoria e del Consiglio supremo provvisorio potrebbe essere nominato in Afghanistan.

Per il momento sappiamo che l'amministrazione provvisoria dovrebbe essere composta da 15 a 25 persone.

Il Consiglio supremo provvisorio sarà composto da un numero di membri che va da 120 a 200.

Nessun accordo sul ruolo del Re Non è stato invece raggiunto un accordo sul ruolo dell'ex re Zahir Shah.

Se le delegazioni si trovano d'accordo sulla necessità che il re abbia un ruolo in Afghanistn, non hanno trovato un consenso sulla possibilità di affidargli la presidenza simbolica dell'amministrazione provvisoria o del consiglio provvisorio.

Comunque un segno di buona volontà è giunto da Yunus Qanooni che ha definito l'ex re Zahir Shah, "una importante figura politica e nazionale, che può avere un ruolo importante per l'unità politica e l'integrità del paese".

Questo appare ancorpiù significativo se si tiene presente che l'opposizione maggiore a una presidenza simbolica del re di Consiglio Supremo provvisorio o Amministrazione provvisoria era venuta proprio dall'Alleanza del Nord.

L'Alleanza del Nord apre alla forza multinazionale Onu Vi sono, comunque, altri punti di contrasto fra le varie delegazioni, primo fra tutti la presenza di una forza multinazionale di mantenimento della pace.

Quest'oggi vi è stata un'apertura da parte della delegazione che rappresenta l'Alleanza del Nord a Bonn, che fino ad ora si era opposta ad una forza di sicurezza che non fosse composta da afghani.

Durante una conferenza stampa questo pomeriggio, il capodelegazione, Yunus Qanooni, ha voluto chiarire quello che lui stesso ha definito un malinteso, dovuto alla cattiva interpretazione.

"Si può dibattere di una froza multinazionale nell'ambito di un pacchetto complessivo per la pace", ha detto Qanooni.

L'Alleanza del Nord comunque continua a ritenere che per ora non ci sia un problema di sicurezza nè a Kabul nè all'interno del paese e che di conseguenza non sia necessaria una forza di mantenimento della pace.

"La nostra intenzione", ha proseguito Qanooni, "non era quella di opporci alla proposta delle Nazioni Unite: non siamo ancora entrati nel periodo tranistorio e per il momento l'Alleanza del Nord ha il controllo del paese".

Una volta iniziata l'amministrazione transitoria l'Alleanza del Nord sarebbe dunque pronta ad accettare, se neccessario, una forza internazionale di mantenimento della pace.

Questo conferma le indiscrezioni che circolavano questa mattina secondo le quali l'Alleanza del Nord avrebbe utilizzato questa questione come strumento negoziale e, in secondo luogo, la soluzione sarebbe stata una richiesta da parte dell'autorità transitoria afghana su invito del Consilgio di sicurezza delle Nazioni Unite.

L'alleanza del Nord ricompone fratture interne L'Alleanzza del Nord ha anche smentito le divisioni interne che erano emerse nella giornata di ieri.

Rispetto alle critiche del generale Uzbeko Dostom, Qanooni ha confermato che vi è stato un malinteso nella rappresentazione Uzbeka nella delegazione di Bonn, ma che il problema è stato risolto nella giornata di ieri.

Critiche sulla medesima questione erano venute anche dagli Hazari.

L'Onu ha fretta Le Nazioni Unite vogliono chiudere in fretta questa conferenza con un accordo su un'autorità provvisoria, che possa essere l'interlocutore della Comunità internazionale, ma soprattutto che ponga un freno all'egemonia militare e politica dell'Alleanza del Nord, all'interno dell'Afghanistan.

E questa sembra essere, a questa sera, la soluzione verso la quale si sta andando.

Fra questa notte e domani, come dicevamo, dovrebbero essere decise le liste dei membri dell'amministrazione provvisoria e del Consiglio Supremo provvisorio, e la conferenza interafgana di Bonn potrebbe chiudersi nella giornata di Sabato con un accordo almeno sul primo punto all'ordine del giorno.

Sarebbe un successo per le Nazioni Unite, successo che però rischia solo di essere apparente.

E' necessario, credo, verificare se davvero le 4 delegazioni, ma soprattutto l'Alleanza del nord, riusciranno a far accettare a coloro che in Afghanistan si sono fatti la guerra per 23 anni.

Le donne nel governo afgano E' da vedere se nelle lista dei membri dell'amministrazione provvisoria ci sarà una consistente componente di donne.

Su questo, sempre nel pomeriggio di oggi, si è tenuta una conferenza stampa di Emma Bonino, che ha ribadito con forza la necessità politica di una presenza di donne nel futuro governo afghano per garantire un reale processo di pace, una buona amministrazione ed applicare realmente diritti politici e civili per le donne afghane.La leader radicale ha concluso dando appuntamento alla giornata mondiale di digiuno e nonviolenza del 1° dicembre.

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