24 GEN 2002

Emma Bonino a Tokio: Dal Giappone l'annuncio del si alla Corte Penale Internazionale

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24 gennaio 2002 - Ancora una volta una missione in Estremo Oriente, per Emma Bonino: questa volta la leader radicale è in Giappone per sostenere due importanti battaglie transnazionali del Partito Radicale: la ratifica e la conseguente entrata in vigore dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale permanente e la battaglia per la moratoria planetaria sulla pena di morte.L'annuncio del Si giapponese alla CorteUno degli elementi più positivi che sono finora emersi dalla missione in Giappone è stato l'annuncio della volontà da parte del governo giapponese a ratificare lo Statuto di Roma.

Anche se questa ratifica non potrà essere effettuata entro la sessione parlamentare che si concluide a giugno, il governo giapponese ha però assicurato che darà la massima pubblicità alla propria decisione e che procederà alla ratifica appena possibile, compatibilmente con tutti gli impegni legislativi che sono necessariamente preliminari.Sul fronte della pena di morte, Emma Bonino ha giudicato proficuo l'incontro con una neonata commissione di parlamentari abolizionisti, sorta in seno alla Dieta che hanno particolarmente apprezzato la linea radicale che propone una moratoria planetaria, come passaggio propedeutico alla abolizione.Da registrare anche svolto dalla leader radicale al Forum organizzato dall'Unione europea e dall'Universita' delle Nazioni unite su 'Governo oltre i confini nazionali", con la partecipazione del giudice sudafricano Richard Goldstone, che fu procuratore capo dei Tribunali Onu per l'ex Jugoslavia e il Ruanda.

''Il Tribunale penale internazionale, deciso a Roma nel 1998, e' stato frutto di un compromesso - ha detto Emma Bonino nel suo intervento -, ma rimane un mezzo utile per realizzare la giustizia internazionale.

Abbiamo troppi trattati internazionali senza alcuna sanzione per chi non li rispetta.

Quando comincera' a funzionare, il Tribunale, con le sue procedure e le sue pene, servira' anche da deterrente ai crimini contro l'umanita', il genocidio e i crimini di guerra''."Siamo al lavoro perche' nel 2003 il Tribunale possa cominciare ad operare, perche' ci sara' uno strumento in piu' di deterrenza e prevenzione dei conflitti oltre che di punizione per i colpevoli".

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