08 FEB 2002

Rai: Ciampi parla solo per la rissa partitocratica

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Registrazione audio di "Rai: Ciampi parla solo per la rissa partitocratica", registrato venerdì 8 febbraio 2002 alle 00:00.
  • <strong>Dal nostro archivio</strong> (05.05.2001) - Intervista di Lucia Annunziata ad Emma Bonino all'indomani della fine dello sciopero della sete (02.05.2001) - Emma Bonino al 5° giorno di sciopero della sete a Porta a Porta: "Date voi il pane della conoscenza al popolo italiano" (02.05.2001) - Emma Bonino al 5° giorno di sciopero della sete: "Alle parole di Ciampi e Amato seguano i fatti" (30.04.2001) - Amato, "Fare spazio ai temi radicali" (29.04.2001) - Bonino e Coscioni replicano al messaggio di Ciampi, "Presidente, lei sbaglia obiettivo" (27.04.2001) - "L'appello" di Ciampi a Coscioni e Bonino e "l'auspicio" ai media (24.04.2001) - L'appello di Bonino e Coscioni a Ciampi del 25 aprile Il Capo dello Stato a Genova richiama il valore del pluralismo dell'informazione per la democrazia, ma non c'entrano le denuncie radicali. E' solo un ulteriore passaggio della rissa partitocratica.<p>8 febbraio 2002 - "Io Emma Bonino sospenderò l’assunzione di qualsiasi sostanza liquida e solida, ed io Luca Coscioni avvierò l’autoriduzione delle terapie. Il nostro obiettivo è quello di dare a Lei la forza di pronunciarsi pubblicamente sulla violazione, già compiuta ed ancora in atto, di fondamentali diritti civili e politici dei cittadini".<br>Con queste parole si apiva la lettera aperta di Emma Bonino e Luca Coscioni al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con la quale si annunciava la drammatica azione nonviolenta, il Satyagraha radicale che coinvolse oltre millequattrocento cittadini italiani e vide la leader radicale giungere a cinque giorni di sciopero totale della fame e della sete. (Vai al servizio d'archivio)<p><strong>Allora un "duplice auspicio"</strong><p>I radicali chiesero allora al Capo dello Stato di pronunciare una parola "alta e solenne" e riconoscere "il danno gravissimo, la ferita che, attraverso lo 'strumento' della cancellazione dei radicali, è stata inferta alla democrazia e al popolo italiano".<p>Allora Ciampi rispose prima con un comunicato in cui esprimeva "l'auspicio che l'opinione pubblica e i mezzi di informazione diano a tali argomenti l'importanza che essi meritano" e successivamente, con l'incalzare dell'azione di Emma Bonino ebbe a pronunciare davanti alle telecamere della Rai "un rinnovato auspicio che ai temi della liberta di ricerca scientifica e agli altri temi che sono particolarmente a cuore ai radicali venga dato maggiore spazio ed evidenza dai mezzi di informazione".<p><strong>Poi ci fu il silenzio sul silenzio dei media</strong><p><p>Dell'auspicio di Ciampi, così come quello del presidente Amato (che invitò perfino a "fare lo spazio" nelle televisioni e sulla stampa per il contraddittorio sui temi radicali) il sistema dell'informazione italiano fece carta straccia. E Ciampi dopo i due auspici rimase silente.<p><strong>Oggi, invece, si parla</strong><p>Oggi, invece, il Presidente della Repubblica è tornato sull'argomento ed è tornato pronunciando quelle parole che sarebbero suonate diversamente se scandite quando in corso era la denuncia e l'azione nonviolenta dei radicali.<br>"Non c'è una democrazia sana se non c'è pluralismo dell'informazione, sia nella carta stampata, sia nel sistema radiotelevisivo. Dall'opinione pubblica emerge una crescente domanda e di cultura e di informazione" ha detto Ciampi.<p><strong>Ed è subito rissa partitocratica</strong><p>A queste dichiarazioni sono seguite immediate le repliche del mondo politico, a partire dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che esprimento l'apprezzamento per le dichiarazioni di Ciampi ha colto l'occasione per ricordare l'opera di "killeraggio politico" cui fu sottoposto in campagna elettorale mentre la sinistra era al Governo. <p>Dall'altro fronte il centrosinistra non ha perso occasione per interpretare la dichiarazione di Ciampi come strumento di pressione sui vertici delle Camere chiamati ad eleggere il nuovo Cda, Rai e per alimentare la polemica sull'annosa vicenda del conflitto d'interessi. <br>Infine, dalla stessa Rai, Zaccaria ha respinto con sdegno le accuse di Berlusconi, giudicando uno "scandalo" ed "un'interferenza" la presa di posizione del Presidente del Consiglio.<p>Gli stessi organi di informazione tutti, non hanno mancato in alcun modo di collegare le dichiarazioni di Ciampi alle nomine Rai ed allo scontro politico in atto in parlamento sulla legge che deve regolamentare il conflitto di interessi.<p>Quali che siano le intenzioni reali di Carlo Azeglio Ciampi, resta il fatto che il Presidente che alla vigilia delle elezioni politiche assistette silente al fatto che gli organi di informazione lasciassero cadere nel vuoto il suo duplice "auspicio", oggi, all'immediata vigilia delle nomine Rai ha voluto far sentire la sua voce.<br>E' un fatti, dunque, che il Capo dello Stato abbia deciso di parlare di pluralismo informazione, solo quando questo caposaldo della democrazia è stato ridotto a strumento di rissa partitocratica.