23 FEB 2002

Fondazione Liberal: Convegno «Mani Pulite, fu vera gloria?»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 32 min

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Nel decennale di mani pulite alla Fondazione Liberal politici e giuristi hanno messo in luce le 'distorsioni' di quel periodo e hanno chiesto a gran voce le riforme Roma, 23 febbraio 2002 - Nel giorno delle commemorazioni di 'Mani Pulite', la Fondazione Liberal convoca un convegno dal titolo emblematico: "Fu vera gloria?" ad esporre le tesi introduttive è stato il presidente della Fondazione, Ferdinando Adornato.

A discuterne sono eminenti esponenti del mondo politico, dell'avvocatura e della magistratura, a partire dal vicepremier Gianfranco Fini al presidente emerito della Corte
Costituzionale Vincenzo Caianiello, ad autorevoli esponenti di Forza Italia come Filippo Mancuso, Gaetano Pecorella e Niccolò Ghidini, legale di Berlusconi, ma anche rappresentanti della magistratura come Carlo Nordio, Mario Cicala, Antonio Martone e Rosario Priore.Durante il convegno è emersa chiaramente l'esigenza di una profonda riforma istituzionale per quanto riguarda la giustizia.

Servono le riforme Per Ferdinando Adornato, presidente della Commissione cultura della Camera, ''Tangentopoli è stata l'apice di una profonda distorsione istituzionale'' e per voltare pagina occorre procedere sulla strada delle riforme.

Una via condivisa dal responsabile Giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani, che ha criticato la sinistra: ''chi ha partecipato al girotondo attorno al Palazzo di Giustizia – ha affermato - ed alla manifestazione del Palavobis di Milano non è classe dirigente''.

Il governo, secondo Gargani, ha ora ''il dovere di rappresentare la modernità e compiere quelle riforme che ridanno identità alle istituzioni''.

Filippo Mancuso, all'epoca ministro della Giustizia, ha invece rilanciato l'ipotesi di un'amnistia: ''dopo tanti traumi alla sua unità il paese ha bisogno di un trauma benefico: un'amnistia come fu quella di Togliatti del '48".

Giudizi negativi insomma, e la richiesta urgente di riforme.

Le critiche più pesanti sono state comunque mosse dagli esponenti di Forza Italia i quali, oltre a denunciare gli ''abusi'' e le ''nefandezze'', hanno puntato il dito sullo ''strabismo politico-giudiziario'' da cui sono stati colti i pm del pool guidato da Borrelli, in particolare per quanto concerne le Coop rosse.

Follini: non è stata vera gloriaDura l'analisi di Marco Follini, presidente del Ccd: ''Mani pulite- ha affermato - non è stata vera gloria.

Chi la pensa così fa il girotondo intorno al Palazzo di giustizia.

Si tratta di idee veramente adolescenziali che non aiutano la giustizia, la politica e la causa di chi crede in una entità pubblica più forte''.

Per Follini quindi "Tangentopoli è stato una sorta di lotteria che ha colpito alcuni colpevoli.

Ed è giusto che sia così".

IL problema, ha evidenziato è "che ha colpito purtroppo molti innocenti e questo è inaccettabile.

E che forse ha risparmiato qualche altro colpevole''.

Per uscire da mani pulite è necessario considerare che "il problema è politico".

Insomma, per Follini "bisogna abbandonare da una parte l'idea della celebrazione del tintinnio di manette, mentre dall'altra parte bisogna riconoscere che sono stati commessi degli errori''.Fini: troppo presto per dare un giudizio definitivoPiù pacato il parere del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, che non se la sente di fornire ancora un "giudizio definitivo" su Tangentopoli."Non mi iscrivo – ha chiarito il vicepremier - né al partito che celebra il 19 febbraio come la giornata della memoria ma neanche a quelli che considerano il 19 febbraio un lutto.

Il Governo non vuole voltare nessuna pagina.

Mani pulite – ha aggiunto - è un momento che ha certamente determinato delle conseguenze addirittura epocali sulla politica nazionale, ma ci sono state sicuramente delle distorsioni nel diritto-dovere della magistratura di fare giustizia.

Qualche magistrato ha pensato di poter condizionare la politica.

Io comunque – ha concluso Fini - sono convinto che non siano ancora maturi i tempi per dare un giudizio definitivo".

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