22 FEB 2002

Cecenia: Intervista a Akhmed Zakaev, il ministro che ha tentato di negoziare con Putin

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 44 min 32 sec

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Parigi, 22 febbraio 2002 - In occasione della vigilia dell'anniversario della deportazione del popolo ceceno in Siberia, nella capitale francese alcuni ministri del Governo di Asan Mashkadov, legittimamente eletto nel 1997 sotto l'egida dell'Osce, hanno incontrato la stampa.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Ideas Akmadov, ministro degli esteri, Omar Kambiev, ministro della Sanità e Akman Zakaev, ministro della cultura e soprattutto rappresentante del presidente ceceno in occasione del tentativo di colloquio che lo scorso novembre sembrò aprirsi tra Mosca e il governo ceceno.A margine
della conferenza stampa, David Carretta ha intervistato proprio il ministro Zakaev, l'ultimo rappresentante ceceno ad aver tentato di negoziare con Putin.Il testo integrale dell'intervistaSignor Zakaev, lei ha avuto un incontro l’11 novemrbe scorso all’aereoporto di Mosca, con un inviato di Putin, per l’inizio dei negoziati.

Da allora, silenzio assoluto.

C’è ancora la speranza di un nuovo incontro e per la riapertura di un dialogo fra le autorità Cecene e il Cremlino? Non avevamo delle vere e proprie speranze quanto a questo incontro.

Già il 24 settembre, il presidente Putin aveva dichiarato ai dirigenti Ceceni di essere aperto ai negoziati e al dialogo pacifico.

Il presidente Maskhadov mi ha nominato rappresentante per condurre i negoziati con il governo russo, il governo di Putin.

L’incontro dell’11 novemebre ci ha provato quello che ci attendavano.

E cioè che le dichiarazioni di Putin del 24 settembre avevano un obiettivo unicamente propagandistico.

Questo incontro non ha avuto seguiti.

Non abbiamo avuto altri contatti con il rappresentante russo.

Quali sono oggi le vostre proposte, come pensate di poter reinstaurare un dialogo e cosa proponete anche al governo russo per tentare di trovare una soluzione pacifica.

Per questo abbiamo bisogno della volontà degli uomini politici russi, abbiamo bisogno di mettere fine ai combattimeni in modo urgente e immediati e di comincare un processo di negoziati.

Non esistono problemi senza soluzione.

Nel nostro caso si può trovare una soluzione a tutti i problemi, punto per punto, se ci si siede a un tavolo di negoziato.

Qual’è il senso della sua presenza oggi in Francia ? Il nostro obiettivo oggi è di cercare, attraverso questo genere di incontri, di rompere l’immagine che è stata messa a punto dai dirigenti russi.

Loro cercano di creare un’immagine del popolo ceceno incapace di iscriversi nella comunità internazionale, che è incapace di mantenere l’ordine sul suo territorio.

Noi cerchiamo di rompere questa immagine e di dirvi la verità.

Indipendamente dallo status che ha oggi la Cecenia, la Cecenia è parte integrante dell’Europa ed è l’Europa, la Comunità europea che deve portare parte della responsabilità per quello che succede sul territorio Ceceno.

Subiamo oggi un vero e proprio blocco dell’informazione e dunque incontri di questo tipo con gli Europei per noi sono indispensabili.

E’ necessario organizzare incontri di questo tipo per far ben capire che non si tratta di un’operazione anti-terroristica, ma si tratta di una vera e propria guerra, che ha come obiettivo di eliminare, su basi e principi etnici, un popolo nella sua intierezza.

La Russia fa parte del Consiglio dell’Europa, ha sottoscritto un certo numero di impegni.

E’ indispensabile che la comunità internazionale obblighi quest’oggi la Russia a rispettare questi impegni, in particolare in materia di diritti dell’uomo.

La situazione è davvero cambiata per voi dopo l’11 settembre ? Alle vittime del World Trade Center, alle vittime dirette dell’11 settembre, si aggiungono oggi le vittime sul territorio Ceceno, che sono vittime delle azioni della repressione e della persecuzione che si sono pesantemente rafforzate dall’11 settembre.

Oggi la Russia si serve della coalizione anti-terrorista e della coesione sempre più importante di numerosi paesi occidentali, per regolare definitivamente la questione cecena.

Oggi speriamo che Putin non possa regolare definitivamente la questione cecena, come Hitler non ha potuto regolare definitivamente la questione ebrea.

Oggi un gran numero di ceceni si trovano rifugiati nei paesi vicini, in altri paesi e non possono più essere colpiti da Putin.

Sono assolutamente persuaso che verrà il giorno in cui Putin e i suoi accoliti dovranno rispondere davanti alla Corte Penale Internazionale dei crimini contro l’umanità che hanno fomentato negli ultimi tre anni.

Le autorità russe affermano che in Afghanistan erano presenti combattenti ceceni, ma per il momento non ci sono prove… Nel 44, Stalin ci aveva deportato perchè, diceva lui, aveva scoperto una collaborazione del popolo ceceno con i nazisti.

I Ceceni hanno perso più di 500.000 vite in questa deportazione.

Oggi Putin avrebbe scoperto delle relazioni fra i ceceni e le organizzazioni terroriste internazionali.

Nel frattempo nè Putin, nè i servizi segreti degli altri paesi hanno la minima prova.

E se un giorno entreremo in contatto con i marziani, i dirigenti russi stabiliranno inevitabilmente un contatto, una relazione fra i ceceni e i marziani.

Che cosa vi aspettate, in termini concreti, dall’Europa come azione diplomatica e politica ? Riteniamo che l’Europa sia assolutamente responsabile di quello che sta succedendo in Cecenia, perchè il nostro governo è stato eletto sotto il controllo dell’OSCE.

Il fatto che la Russia oggi impedisca al popolo ceceno di essere rappresentato da degli eletti, persone per le quali il popolo ha votato, questo infrange tutte le leggi della Comunità internazionale.

Ed è per l’appunto la Comunità internazionale che deve obbligare la Russia a rispettare i diritti per i quali tutti si sono battuti.

Oggi non c’è conflitto politico fra la Russia e la Cecenia.

Si assiste alla distruzione in massa di un popolo.

E non è assolutamente possibile classificare questo come un affare interno alla Russia.

Speriamo che la Comunità internazionale e in particolare la Comunità europea possa valutare in modo corretto quello che sta accadendo oggi in Cecenia da un punto di vista giuridico.

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  • Introduzione di David Carretta

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