08 MAR 2002

Articolo 18: Intervista a Della Vedova "Il governo ha abbandonato ogni ipotesi di riforma"

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Secondo l'Europarlamentare Berlusconi ha fatto un calcolo sbagliato: la marcia indietro del Governo sull'articolo 18 rischia di avviare un processo di progressivo indebolimento dell'esecutivo Roma, 8 marzo 2002 - Il Governo si appresta a riscrivere i contenuti del disegno di legge delega in materia del mercato del lavoro: al di là delle dichiarazioni è ormai chiaro che l'esecutivo non vuole andare allo scontro con il Sindacato e che quindi non procederà alla riforma dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, concernente la disciplina delle sanzioni in caso di licenziamenti senza giusta causa.

Abbandonata ogni ipotesi di riforma Benedetto Della Vedova, in un'intervista rilasciata a Claudio Landi, ha giudicato la decisione del Governo come "la resa e l'abbandono di ogni ipotesi di riforma e quindi di ogni ipotesi di azione incisiva per superare la rigidità del mercato del lavoro in Italia" L'europarlamentare radicale ha criticato l'incapacità del governo e della maggioranza che pure forti di un "successo elettorale inequivocabile" e di una "maggioranza solidissima" alla Camera, di arrendersi "allo spauracchio delle manifestazioni annunciate dal sindacato".

La saggezza di "tirare dritto" Quanto alla percezione della materia nella pubblica opinione, che avrebbe indotto Berlusconi a fare marcia indietro, Della Vedova ha ricordato l'esito del referendum promosso dai radicali e giunto al voto nel maggio del 2000, quando "con la campagna demonizzatrice, con l'astensionismo militante del centrodestra, un elettore su tre voto a favore dell'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori".

Indipendentemente dai sondaggi, però, il vero problema - ha sottolineato Della Vedova - è che "una maggioranza che si candida a guidare una stagione riforme debba avere anche la saggezza di tirare dritto, di tenere duro e andare per la propria strada", soprattutto se si è convinti che una riforma di questo tipo in pochi mesi potrebbe ottenere dei risultati positivi.

L'atteggiamento del Governo sull'articolo 18 induce Della Vedova ad una riflessione più generale, sulla "antropologia politica italiana", caratterizzata dalla "iattura della concertazione", dal fatto che "non si fanno le riforme su qualsiasi tema che divida".

Berlusconi ha fatto un calcolo sbagliato Per l'europarlamentare radicale quello di Berlusconi è un calcolo sbagliato rinunciando ad uno scontro che oggi avrebbe vinto: "Potrebbe pensare di aver segnato un punto a suo favore - ha detto Della Vedova - ma per questa via, in realtà si indebolisce progressivamente, in parte perchè conferma che i 'niet' di Cofferati fermano perfino questa maggioranza, ma anche perchè da qui in poi rischia di essere uno stillicidio di levate di scudi e di ritirate del governo".

Anche perchè il momento per le riforme "impopolari" sta per scadere dal momento che i prossimi documenti di programmazione economico-finanziaria dovranno inevitabilmente tenere conto delle importanti scadenze elettorali delle europee nel 2004 e delle regionali nel 2005.

"Quello che non si fa oggi non si fa per tutta la legislatura - ha avvertito Della Vedova - ed il segno sarà quello di tentativi mai portati fino in fondo".

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