26 MAR 2002

Politiche sociali: Antonio D'Amato legge lettera degli imprenditori a Berlusconi

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Le associazioni degli imprenditori scrivono al premier e rifiutano ulteriori commenti: "Ora serve silenzio, responsabilità e azione"Roma, 26 marzo 2002 - Antonio D'Amato incontra la stampa nella sede di Confartigianato per leggere una lettera che Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura, Anie ed Abi hanno inviato al premier, esprimendo rammarico per l'annullamento del vertice tra le parti sociali previsto per oggi.

Le imprese ribadiscono la necessità delle riforme e del dialogo sociale, e criticando il clima di virulenta polemica di queste ore preferiscono non commentare
ulteriormente.Il rammarico per il vertice annullato"L'incontro di oggi - è scritto nella lettera che D'Amato ha letto alla stamp - avrebbe dovuto essere l'occasione per vedere unite tutte le parti sociali nella lotta al terrorismo, in onore di Marco Biagi, ucciso barbaramente per le sue idee.

Noi, testardamente crediamo che la migliore risposta al terrorismo sia nel confronto sociale e nella sua capacita' di dare tempestivamente le risposte ai problemi del Paese".Speranza nel dialogo "A quell'incontro - hanno scritto poi gli imprenditori - guardavamo con la speranza e la fiducia di riprendere un dialogo sociale che, a nostro avviso, non avrebbe mai dovuto interrompersi".In tal senso, dopo l'annuncio dello sciopero generale del 19 aprile da parte di Cgil, Cisl e Uil, gli imprenditori hanno evitato lo scontro e hanno detto di "sperare ancora che nelle prossime settimane le organizzazioni sindacali diano la loro disponibilita' all'avvio di questo confronto, senza pregiudizi e veti".

Gli imprenditori hanno poi richiamanto il governo all'impegno preso a favorire "il dialogo sociale, il confronto tra le parti" affinchè esso "produca proposte che saranno recepite nell'azione dell'esecutivo".

"Noi crediamo in quel metodo e auspichiamo che quello possa essere ancora perseguibile" hanno sottolineato gli imprenditori.E' ora di assumere decisioniQuesto pero', non deve indurre ad ulteriori rinvii e l'esortazione al governo è quello di "assumere le sue decisioni" ed in tal senso nella missiva al premier viene ricordato che l'imprenditoria italiana, ''ha posto da mesi la questione delle riforme economiche e sociali, per accrescere la competitivita' delle nostre aziende, nella flessibilita', nella stabilita' dei conti pubblici, nell'alleggerimento della pressione fiscale".A sostegno delle proprie tesi le imprese hanno ricordato gli esiti del Consiglio europeo di Barcellona che ha indicato ''in modo chiaro ed inequivocabile quello stesso obiettivo per tutti i paesi dell'Unione".

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